Sognando il Giappone

A novembre io e mia sorella Marghe, siamo partite per il Giappone.La scelta del periodo si è rivelata ottima: i colori dell’autunno sono inebrianti e i 15 giorni sono un buon tempo per un primo approccio.

Bagaglio leggero e spartano, prenotazione dall’Italia dell’appartamento a Tokyo (si è rivelata un’ottima scelta) e di alberghi (rigorosamente vicino alle stazioni ferroviarie, perché funzionali agli spostamenti e, a differenza dell’Italia, ottimi 3 stelle) lungo tutto l’itinerario che avevamo programmato: TOKYO, KAMAKURA NIKKO, TAKAYAMA, HIROSHIMA, MIYAJIMA, KYOTO.

Abbiamo conosciuto il Giappone dell’efficienza a Tokyo e il Giappone dei templi e della natura prorompente a Kyoto. Eravamo alla ricerca delle culture e abitudini diverse, come sempre nei nostri viaggi, e le abbiamo trovate.
Ho sognato per anni questo viaggio alimentato dalla lettura del saggio “LA DIMENSIONE NASCOSTA” di Edward T. Hall sulla prossemica (lo spazio dell’uomo e le diverse culture).

SETTE GIORNI A TOKYO
Di Tokyo la cosa più sorprendente sono le strade, il sistema integrato di trasporto, la pulizia quasi maniacale (a Roma basterebbe un decimo), l’efficienza.
Le strade larghe e i marciapiedi larghi, sono fatti per camminare e per le poche automobili (in realtà il sistema di trasporto sotterraneo funziona alla grande), non per posteggiare. Non c’è una cicca per terra (anzi non si può proprio fumare per strada se non in luoghi riservati (eccessivo!!) e comunque di carte a terra e porcherie… nemmeno l’ombra, ovunque.

L’appartamento nel residence WEEKLY MANSION al quartiere AKASAKA (zona centrale di Tokyo), è piccolo, ma essenziale. Abbiamo camminato nei vari quartieri: da GINZA al quartiere a luci rosse KABUKI-CHO: la pancia molle di Tokyo. Da SHINJUKU a SHIBUYA con il famoso crossing, del quale, quando sei dentro non percepisci la potenza, devi vederlo “stando fuori” per cogliere la sua forza. Il mercato del pesce (l’asta comincia alle 5 della mattina ed è uno spettacolo).

KAMAKURA NIKKO, TAKAYAMA, HIROSHIMA, MIYAJIMA
Ci sarebbe da scrivere fiumi di parole su queste città. Andare per credere! Dirò di TAKAYAMA, del mitico Ryokan TANABE con Onsen.
Il piccolo appartamento con ingresso, bagnetto igienico (l’asse del cesso riscaldata e bidet multifunzione incorporato), la grande camera con verandina chiusa a vetri, lavabo, bagno con vasca. Arredo, profumi, the. Che dire… sarà rifatto, sarà una finzione, ma ragazzi che finzione!

KYOTO E I SUPERBI TEMPLI
Andare alla scoperta di KYOTO non è facile.
La Lonely Planet (tanto brava nei dettagli) non ti dà elementi globali per capire la città. Kyoto non ha una rete metropolitanea sotterranea come Tokyo. Ci sono solo 2 linee assolutamente insufficienti e quindi un traffico di superficie da incubo tra macchine private, taxi e bus. Anche i bus sono un osservatorio delle abitudini locali. Il guidatore, con i guanti bianchi, oltre alla guida, si occupa di annunciare le fermate e di dare i biglietti. Il biglietto si paga quando si scende. Ovviamente si forma una fila con gente giovane e anziana che deve scendere e pagare, ma tutto funziona senza problemi.

Il tempio di KIYOMIZU-DERA e GINKAKU-JI temple. Le guide si profondono in ampie descrizioni. Quello che non troverete scritto è la cura della natura: gli alberi, le erbe, i fiori sono coccolati (si spazzolano i prati ogni mattina), centinaia di addetti sono impegnati nel presidio di questa immensa bellezza.
Mentre cammini nei giardini zen capisci che cosa intendeva il nostro studioso di prossemica quando parla dell’abilità degli antichi disegnatori di giardini giapponesi. Una magia!

“I loro giardini non sono disegnati solo per essere guardati con gli occhi: l’esperienza di passeggiare in un giardino giapponese comprende una gamma insolitamente ricca si sensazioni muscolari. Il visitatore è costretto di volta in volta a guardare dove mette i piedi, avanzando cautamente per un cammino fatto di sassi irregolarmente intervallati attraverso un laghetto. Ad ogni masso deve fermarsi per vedere dove dirigere il passo successivo (…) Il visitatore deve levare prontamente lo sguardo, arrestandosi per un momento a cogliere la prospettiva fuggevole di un paesaggio che svanisce non appena muove il piede verso un nuovo appoggio.”
Ancora KINKAKA-JI magnifico nello scenario in cui è immerso, mentre grande delusione per RIOAN-JI. Parzialmente chiuso, ma gli stronzi te lo dicono dopo che hai pagato.
Pensare che era una delle ragioni del mio viaggio. Lo dico a voi lettori perché E. Hall cita questo quattrocentontesco monastero ZEN e il suo giardino come esempio del “MA”, cioè della raffinatezza con cui i giapponesi dispongono gli spazi. Sapevo che avrei incontrato questo giardino all’improvviso, invece… vedi i 15 massi rocciosi nella ghiaia senza il percoso nel monastero e la sorpresa improvvisa…svanisce.
Insomma la visione dei 15 massi è un’esperienza parziale fuori dal contesto, ancorchè inquietante e serena insieme. Una turista tedesca, evidentemente colta, era incazzata nera.

CURIOSITA’ GIAPPONESI
– Shopping nelle strade commerciali e acquisto di Marghe. I giapponesi non smettono di sorprenderci: risolvono qualsiasi problema. Mia sorella acquista un abitino e paga con la carta di credito. Paga si fa per dire… cerca di pagare, ma loro non riescono ad usare la carta. La commessa chiama la manager, la manager chiama gli esperti più volte al telefono. Sono preoccupate, ma sorridono. Alla fine ci riescono. Si scusano, si inchinano, ci accompagnano alla porta, si inchinano di nuovo. Anche qui… che dire. Immaginate la stessa situazione a Roma (a Milano non cambia). “signò non se po fa….” Arrivederci e… il grazie… manco morta.
– Incidente mattutino: l’acqua del cesso con gli “allegati” inonda il bagno dell’albergo. Un fiume traboccante di mer*a. Facciamo presente la cosa. Risolvono. Ringraziano per la segnalazione e si scusano per il disturbo. Proprio come in Italia. Dobbiamo dire però che probabilmente la carta igienica (peraltro più sottile della nostra (molto piu’ sottile, ti resta in mano) bisognerebbe non buttarla nel cesso, ma lo dovrebbero scriverlo e a caratteri grandi. Giapponesi vi è sfuggita una cosa. Turisti ricordatelo comunque.
– Le cene hanno avuto un costo compreso tra 3.500 e 5.000 yen per 2 persone; il costo di questo viaggio è stato circa di 2.500 euro a testa.

Partenza per l’aeroporto KANSAI di OSAKA, FINE DELLA VACANZA E DELLA GENTILEZZA.

The following two tabs change content below.
Fiorella

Fiorella

Insegnante di italiano, ama la lettura, il cinema e ovviamente i viaggi; attualmente scrive racconti. Sempre curiosa, ha percorso sentieri intricati nella vita e nel lavoro. Ha imparato e continua ad imparare dagli uomini e dai luoghi del mondo che osserva con sguardo inconsueto.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here