Visitare Tokyo: la Festa di Sanja Matsuri

Maggio è un mese d’eccezione per visitare Tokyo. C’è la Festa del quartiere di Asakusa altrimenti detta del Sanja Matsuri….la maggiore dopo quella di fine d’anno. Per tutto il giorno anche a km dal Tempio di Senso Ji, ove si svolgono le celebrazioni per la giornata degli Spiriti buoni, è un continuo andirivieni di piccole e grandi “processioni”. Qui la religiosità si sposa anche con la fruizione dell’allegria. Non c’è bisogno della contrizione delle religiosità monoteistiche per esprimere il proprio credo. Il primo corteo in cui mi imbatto ne è la dimostrazione.
L’altarino procede sollevato da due file di portatori che indossano uno yukata dei colori della “confraternita” e pantaloncini corti nonostante i 15 gradi C ed un vento gelido.

Tutto attorno il corteo è formato da altri portatori che si danno il cambio nel trasportare il tempietto portatile.Il tutto è preceduto da un uomo in costume diverso e più lungo, chiamiamolo un kimono da uomo. Costui porta un’ insegna costituita da un palo al quale sono attaccati dei foglietti che potremmo definire il manuale con le proprietà dello spirito che abita nel tempietto.

Fin qui però non si rende l’atmosfera.Vero è che in alcuni casi vengono formati dei cordoni che precedono l’incedere del corteo, ma non c’è la triste compostezza delle nostre processioni.
La gente gioisce ed ai lati della strada partecipa sorridendo o cantando intonandosi con i portatori i quali procedono con un andamento alterno un pò a destra un pò a sinistra quasi barcollando.
Ma soprattutto dalle assi portanti dei Tempietti scuotono tutta la struttura con movimento verticale. Lo scopo è quello di svegliare lo Spirito che dorme per tutto l’anno e richiamarlo ai suoi doveri! Si chiede un po’ di tutto: protezione…auspici….fortuna…ricchezza…salute…amore.
Ognuno nel suo intimo ha scelto lo Spirito che fa al caso suo ed ha espresso i suoi auspici, le sue preghiere.
Un pò come chiedere la grazia a San Gennaro. Però non si vedono facce tristi, sofferenti o pentite, semmai assorte.Tutti, presi dal sostegno del tempietto e nelle loro litanie cadenzate, devono probabilmente gridare “ A San Gennà…iesc a fora “ (napoletano)….esci fuori e svegliati…e cerca di ricordarti di me e della Grazie che ti ho chiesto! Ma lo fanno ridendo e scherzando anche con i compagni che seguono per dare il cambio. Molti cadenzano il passo a mò di guardia inglese o turca o indiana…qui la fantasia non manca e soprattutto ci sono anche donne, alcune molto giovani, che vivacizzano l’assieme pur portando il peso del tempietto ambulante. Qualcuno ogni tanto fa una smorfia a significare “ non ce la faccio più “ per il peso sulla spalla e subito c’è un compagno pronto a sostituirlo. A prima vista potrebbe sembrare una faccenda folcloristica. Ma chi l’ha detto che una religione debba essere per forza seria e compassata, privativa e costrittiva?

Ne volete una prova?
Chiunque, anche un’occidentale come noi, può parteciparvi!
Avendo cura di entrare in contatto con una “confraternita” con un certo preavviso e di procurarsi un Kimono o uno Yukata, anche uno di noi può far parte dell’allegra brigata.
A volte il corteo è preceduto da un carretto sul quale dei suonatori intonano una loro musica.
C’è il flauto, c’è il gong , ma in prima fila ci sono i tamburi quasi esclusivamente suonati da donne che con aria seria e quasi assente si danno da fare con le loro bacchette.
A metà giornata ormai quasi tutto il Quartiere è in piena attività con non meno di un centinaio di diversi cortei, ognuno proveniente dai Tempi locali dove sono per tutto l’anno ospitati i vari Spiriti.
Le strade vengono mano a mano chiuse dai vigili ed ognun corteo segue un suo percorso tutto speciale che si incrocia a volte con quello degli altri, guidato da un coordinatore vestito in maniera diversa che camminando all’ indietro dà un senso ed una direzione…se cosi si può dire.
Gli animi si accendono progressivamente e più passa il tempo più aumenta la foga.
Capita di incontrare Spiriti bambini ed in questo caso i Tempietti sono a misura infantile e sono trainati o sostenuti da bambini e bambine…..
Alla distanza rulli di tamburi risuonano per tutto il quartierino di case basse e antiche forse tra le ultime rimaste in piedi a Tokio dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Tutto questo fino al tempio Senso ji dove un bel momento tutti i tempietti altarini portatili sono destinati ad arrivare…prima o poi….la proverbiale fretta della Metropoli Giapponese oggi, alla Festa di Sanja Matsuri, non è di casa!

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Giorgio

Giorgio

Giorgio ama la lettura, la fotografia, l’informatica, la musica, la scoperta dello sconosciuto e mille altre cose. Ha passato una vita in viaggi di lavoro ma ora, non appena puo', viaggia per passione. Gli piacciono soprattutto le mete lontane, culture diverse dalle nostre e la scoperta delle diversità che ci uniscono.

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