Bali sud: surfers’ trip & tips

Eccomi qua a parlarvi della mia esperienza a Bali. Il titolo riporta “Bali Sud” giusto per essere più precisa: io ho avuto modo di girare solo la parte Sud ma non vorrei che questo articolo tragga in inganno eventuali turisti facendogli pensare che la parte Sud sia l’unica che valga la pena visitare.

In effetti è così solo se siete dei surfisti, ed è il tipo di turismo che sono andata a fare io, in stile low cost.

Cominciamo dalla scelta della compagnia aerea: nella ricerca della migliore soluzione ho optato per KLM. L’unica con un volo diretto da Amsterdam per Denpasar (anche se con scalo tecnico a Singapore) e dal prezzo vantaggioso (circa 900EUR a persona A/R). Non mi sono trovata niente male, consigliata!

Per l’alloggio, dopo aver cercato per bene in internet, io ho optato per un surf Camp, una struttura tipo ostello, con pacchetto surf annesso, ciò vuol dire che compreso nel prezzo c’era il noleggio dell’attrezzatura ed un istruttore dedicato che ti seguiva in acqua.

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Creative Commons License Sunova Surfboards

Lo consiglio a tutti i surfisti alle prime armi, è stato utile avere un indonesiano del posto che prima di andare in acqua ci erudisse sulle correnti, rocce e coralli sommersi ed altre difficoltà a noi sconosciute e non visibili!

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Inoltre mi è piaciuta molto l’atmosfera socievole e giovanile del Camp piuttosto che il lusso e la noia di un megaresort..

Se non fate surf oppure non avete bisogno di un “surf-coach” vi consiglio di cercare qualche villa in affitto: ne potete trovare di bellissime a prezzi veramente ridicoli. Cercate online, oppure, se avete tempo e voglia, ancora più conveniente è prenotare le prime notti dall’Italia in un hotel X e poi cercare altrove direttamente sul posto.

Una volta trovato l’alloggio vi consiglio di pensare ai trasporti. Innanzitutto ricordatevi che Bali è incredibilmente economica. Appena scesi dall’aereo non fatevi gabbare come abbiamo fatto io e il mio ragazzo, pagando 15 EUR per un taxi per un trasporto di circa 20 minuti (che a noi sembrava onesto, in effetti..)

Un trasporto di circa 20 minuti viene sui 3 EURO!!! (30.000 rupie circa)

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Per muovervi giornalmente invece potete tranquillamente noleggiare un auto o uno scooter. Noi abbiamo girato tantissimo con lo scooter e lo abbiamo trovato molto economico e divertente! Se fai surf è comunissimo trovare gli scooter già dotati di racchette porta surf!

Per una giornata uno scooter ti costa circa 30.000 rupie e 2 litri di benzina comprata dai locali in strada – che dura circa per una giornata, se giri molto, e che probabilmente è mescolata ad acqua..- viene circa 10.000. Ciò vuol dire che per muoverti spendi meno di 5 EUR al giorno!

Consiglio comunque di fare benzina ai distributori, noi non l’abbiamo fatto per comodità, ma tutti gli indonesiani del posto ovviamente si rifornivano ai distributori, immagino con molto risparmio…

Gli indonesiani guidano come pazzi ed il traffico è assurdo, il che potrebbe essere sia uno svantaggio, che risultare –come abbiamo pensato noi- particolarmente divertente!

Di posti da vedere ce ne sono tanti!! Io, da surfista, ho girato le spiagge più suggestive e non, penalizzando le visite ai templi ed altre attrazioni culturali.

Se volete godere dell’effeto cast-away vi consiglio di visitare le spiagge nelle ore più calde, magari mettendovi all’ombra di un ombrellone: verso le ore pomeridiane le spiagge tendono a riempirsi di turisti, mentre nelle ore più calde tendono ad essere deserte e suggestive!

Bliss.  Gili Islands, Lombok, Indonesia 2010
Creative Commons License mikaku

A causa di un’infezione all’orecchio, ho potuto fare surf solo i primi giorni, e poi non ho potuto fare né immersioni né altre paticolari attività acquatiche (ecco perché purtroppo non le troverete in questo articolo, ma vi consiglio invece di provarle, io avrei voluto!!) per cui, nonostante quanto sopra detto, abbiamo avuto modo di visitare anche 2 templi, Uluwatu e Tanah Lot.

A me l’esperienza dei templi non è piaciuta. Innanzitutto è consentito visitare il parco annesso al templio, ma non il templio in sé stesso, il che sinceramente lo trovo pure giusto.

Ma quello che mi è piaciuto di meno è il fatto che tutto attorno al templio è allestita un’atmosfera commerciale ben poco spirituale, dove puoi comprare qualsiasi tipo di chincaglieria legata al templio e non, cibo, bevande e quantaltro.. e l’area dedicata alle visite è gremita di turisti. Di nuovo, tuttaltro che spirituale e molto consumista…

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Creative Commons License Mark & Gideon

A proposito dell’infezione all’orecchio, ecco alcune dritte: è comunissima, ed io l’ho scoperto solo una volta presa.. L Ma voi non fatevi cogliere impreparati! E’ sufficiente instillare nell’orecchio un po’ di gocce antisettiche dopo ogni bagno, per scongiurare il rischio di infezione. Il prodotto è in vendita in qualsiasi farmacia per pochi euro!

E per finire il cibo: anche se sono italiana, abituata al buon cibo, non ho mai mangiato meglio che in Indonesia! Il cibo, sia che cucinato nel ristorante più IN o nei chioschi in strada o in spiaggia, è sempre freschissimo, buonissimo, e nella maggiorparte dei casi più sano dei nostri standard! E, se comprato in strada o in spiaggia, è pure supereconomico!

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Creative Commons License thisyearsboy

Buon divertimento a Bali!!

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Pamela

Pamela

Triestina, un pò italiana, un pò americana, un pò svedese. Pamela ha una sfrenata passione per i viaggi. Per la verità non le basta viaggiare e subisce spesso e volentieri il fascino di "vivere i posti". E' per questo che ha vissuto in Svezia e Finlandia. Ora si e' “calmata” anche se sente sempre quel “solletichio” di prendere, lasciare tutto ed andare a vivere da qualche altra parte. "Pam" blogga su Princess Pam's diary.
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