Parlando di oceano: le spiagge di Bali

Continuiamo come promesso con l’escursus sulle spiagge, spiagge balinesi stavolta.
C’è una gran differenza tra il lato nord orientale dell’isola e il lato occidentale: colpa dei vulcani, il Gunung Agung (che è anche il monte più alto di Bali) e il Gunung Batur, entrambi attivi.

 

La costa nord orientale di Bali affianca l’oceano con spiagge di sabbia nera, che dopo l’ultima eruzione, negli anni ‘60, è diventata ancora più nera; ad ovest il colpo d’occhio gode decisamente di altre tonalità. Ma non è tutto. Confrontandomi con la mia guida, ho scoperto che in realtà non possiamo solo parlare di “tipi di spiagge”: sono mondi totalmente diversi, che si portano appresso filosofie di vita opposte.

Le spiagge nere, o “male beaches”, come le chiamano qui, sono meno spaziose, e si spingono relativamente poco all’interno dell’oceano: sprofondano quasi subito in fondali molto profondi, e molto belli per lo snorkelling.

Le spiagge bianche, o “female beaches”, sono invece ampie distese di sabbia, che si immergono in acqua anche per centinaia di metri, prima di lasciar posto ai fondali.

Facciamo qualche nome.

Famosissime tra le spiagge nere quella di Amed, estremità orientale dell’isola, e Lovina, a nord; entrambe queste località sono famose per lo snorkelling e la tranquillità che regna incontrastata: adatte ad una vacanza di relax totale.

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La vita da queste parti scorre lenta e segue il corso del sole; l’atmosfera nei paesini che si rincorrono lungo tutta la costa è rilassata e a tratti sussurrata, silenziosa.
Anche le strutture ricettive hanno la stessa impronta: non c’è posto per locali chiassosi dall’atmosfera stroboscopica. A tale proposito non posso trattenermi dal segnalare quella che secondo me è una vera e propria chicca, dove mi sono fermata per un drink di metà mattina, perché vale assolutamente uno stop se si passa da queste parti.

Sto parlando del “Meditasi Bungalow & Smiling Buddha Restaurant”: sulla spiaggia di Amed, con una vista che riposa gli occhi e la mente, un’ottima lista di drink e cibo (organic food) e qualche bungalow per chi si lascia conquistare definitivamente e decide di fermarsi per la notte. Una cartolina.

La zona di Amed è nota anche per le saline: guidando lungo la tortuosa strada costiera non mancherà certo la possibilità di incappare in solerti balinesi intenti a fare la spola tra l’oceano e il centro di lavorazione del sale. E’ sicuramente interessante vedere come tutto viene fatto a mano, senza nessun tipo di aiuto da parte della tecnologia: è un lavoro durissimo.

A ovest le spiagge ricordano quasi la costa californiana, anche se un po’ più in miniatura: quando sono stata a Legian, ho pensato subito a Santa Monica!

Anche l’atmosfera è molto simile: orde di surfisti affollano la via che porta verso le onde, selve di forzati dell’abbronzatura si abbandonano su lettini piantati sopra la sabbia rovente e venditori ambulanti di frutta squisita danno prova di perizia con quelli che sembrano veri e propri machete (ho perso il conto dei mango che ho mangiato su quel tratto di costa: i migliori della mia vita!).

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Legian, Kuta, Seminiak, Sanur: questi i nomi più gettonati per una tappa ad ovest, tra ristoranti di ogni genere, locali aperti fino al mattino e negozi per tutti i gusti.
Per quanto riguarda i negozi, da tenere presente che i migliori (e quindi anche i più cari) si trovano a Seminiak: un susseguirsi di boutique, una più bella dell’altra, dove diventa quasi impossibile non regalarsi un vestito o un pezzo d’arredamento per la casa.
Vale sicuramente la pena perdersi per qualche ora tra queste vie per rigenerare il senso del bello (Kuta e Legian sono un po’ più cheap, innegabile, in compenso i locali sono migliori!).

Sempre sulle spiagge dell’ovest: sono tutte pubbliche, con libero accesso per chiunque, completamente gratuite se non si affittano lettini e ombrelloni; l’unica eccezione è Sanur, dove ogni tratto di costa è di proprietà dell’hotel o del residence di turno, quindi off limits.

Il silenzio dell’est e l’ovest chiassoso, tra spiagge “maschili” e “femminili”: a Bali non manca niente!

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Cabiria TriporTreat

Cabiria TriporTreat

Maledettamente curiosa, ha trovato nei viaggi e nella scrittura quello che le permette di tenere un po’ a bada il suo spirito irrequieto che la mette alla prova da trent’anni. Ama i libri, la cucina e tutto ciò che è bello (dicono che è perché sia bilancia, ma ci crede poco). Da pochissimo nel mondo dei blog - la trovate su www.triportreat.it - ci si è buttata con tutte e due le scarpe, dopodichè starà a vedere che succede!
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