Da San Francisco a San Diego on the road

Un’emozione incredibile attendeva con me al gate di partenza dell’aeroporto di Venezia. Destinazione San Francisco. Dopo ore per me infinite, e uno scalo a Philadelphia, finalmente le luci della pista. La California mi aspettava, una lunga striscia di terra in attesa di essere battuta.
San Francisco. Diciamo che per essere metà agosto la città non dà un caloroso benvenuto. Si può pensare che la California sia sinonimo di sole, mare e caldo, ma non è proprio così: effettivamente come diceva Mark Twain, “il mio peggior inverno è stata la mia estate a S. Francisco”. L’impatto è sorprendente , una città che vanta una miriade di cose da vedere, da visitare e da vivere.
La scelta ricade sullo scoprirla a piedi, quale miglior mezzo di trasporto se non un comodo paio di scarpe .
Strade di una pendenza imbarazzante e  costeggiate da villette che si alternano a grandi palazzi quasi ad indicare la maestosità del luogo. Meritano la visita come prima giornata di cammino: Union Square,  la piazza principale dove trascorrere piacevoli ore ad ascoltare artisti che si cimentano in esibizioni Jazz; China town il famosissimo quartiere cinese, molto più cinese di un comune quartiere cinese in Cina; il Molo Pier 39  con un assordante rumore di foche che schiamazzano tra loro e sullo sfondo una impenetrabile Alcatraz, e il suo contorno estremamente turistico di negozi e artisti di strada…ma un’indimenticabile zuppa di granchio che mi fa venire fame al solo pensiero…

California on the road - viaggio USA

Il Moma Museum: per una che ama l’arte è imperdibile questo museo, dove la stravaganza e l’intelletto di un artista portano alla realizzazione di opere alquanto bizzarre ma assolutamente imperdibili.

Golden Gate. All’improvviso lo scorgi ed è amore a prima vista. Qualcosa che va oltre l’immenso, il maestoso, l’impressionante. Si staglia in mezzo alla baia, fa da padrone di casa, ti ospita ed è gentile, si lascia guardare…il suo colore arancione lo rende visibile anche sotto una fitta coltre di nebbia che spesso lo circonda.

viaggio in California

Una macchina a noleggio è la soluzione migliore se nei successivi 15 giorni devi percorrere notevoli distanze, ed è così che ci avviamo verso sud lasciandoci San Francisco alle spalle con il suo clima imprevedibile e il suo vento che ci ha avvolto per qualche giorno.
Lasciata la strada costiera dalla quale sono riuscita ad intravvedere surfisti all’opera in attesa di qualche onda degna, il traffico pesante ci accompagna fino a Monterey, piccola città invasa dai procioni che si incontrano ad ogni angolo continuamente alla ricerca di qualcosa da rosicchiare. L’attrazione maggiore è il grande acquario, uno dei più belli e conosciuti al mondo con una sezione interamente dedicata alle meduse che illuminano l’atmosfera mentre si cammina  dentro un tunnel in mezzo all’acqua. Un senso di pace tra le creature marine.

California, USA

Ripartiti per proseguire il nostro viaggio, percorriamo la  strada costiera con una vista impagabile sul Pacifico. Un cielo grigio e terso fa da contorno al meraviglioso scenario di Big Sur. Scogliere a picco sul mare dove alte onde, amate dai surfisti, ci sbattono contro. L’aria è piena di profumi portati dal mare mescolati a quelli umidi dei boschi circostanti. Questi sono i luoghi dei quali si innamorò Henry Miller, e adesso capisco il motivo.

Viaggiando verso sud lo scenario cambia, come cambiano le temperature che sembrano alzarsi un poco. Le scogliere si interrompono e lasciano spazio a spiagge più piatte e meno rocciose, dalle quali durante una sosta siamo riusciti a vedere balene e delfini.
Questi sono luoghi che andrebbero assaporati con più calma, magari soffermandosi qualche giorno, per scorgere ogni singolo particolare, perché trasmettono un’incredibile tranquillità, un luogo giusto per pensare tra la pace del bosco e le onde del mare. Decidiamo di bypassare Santa Monica e virare verso est in una città dal nome di Bakersfield per avvicinarci il più possibile alla nostra prossima tappa, Las Vegas.

Paesaggi a me nuovi, si passa da quello desertico  a quello verdeggiante, frutteti, colline, distese infinite di terra bruciata e la temperatura si alza notevolmente.
Eccoci in questa città amena, che ci accoglie per i 20 km che la precedono con delle surreali pompe di estrazione di qualche gas o petrolio che sembrano delle danzatrici a riposo. Bakesfield regno del country, mi pregusto una serata al ritmo di questa musica…ma presto scopriamo che la domenica è giorno di riposo…in tutti i sensi…non resta che goderci una bella bistecca!

Verso Las Vegas, col pieno di carburante e acqua …si attraversa il deserto del Mojave. Mi soffermo un attimo a ricordare questa mania americana di tenere nei luoghi chiusi l’aria condizionata troppo alta, uno spreco di tale energia  non riesco a capirla, per non parlare della quantità di ghiaccio che riescono a metterti in un bicchiere d’acqua…
Spazi immensi, distese infinite, densità di popolazione inferiore al bassa, steppa, cespugli aridi, dove un color seppia predomina nella terra e nell’aria, strade interminabili, diritte a non vedere la fine, joshua tree spiccano a destra e a sinistra, grossi camion in stile americano sfrecciano sul lato opposto della strada…poi il nulla. La temperatura sale sopra i 42 gradi, un vento caldo ci avvolge quando scendendo dalla macchina avvistiamo un coyote.

Las Vegas una città in mezzo al deserto, un fulmine a ciel sereno, uno spruzzo di colore e civiltà dopo chilometri di nulla. Dal ventiseiesimo piano dell’Hotel scorgo un’immensa distesa di luci e colori tremolanti per il vento troppo caldo, aerei che decollano, aerei che atterrano nella città che non dorme mai.

Attraversiamo il confine tra Nevada e Arizona e ora siamo diretti al Grand Canyon. Il caldo insopportabile lascia spazio ad un’aria più fresca man mano che saliamo di altitudine.

Credo di aver visto qualcosa che i miei occhi faranno fatica a ricordare. Vorrei poter trovare le parole adatte ma forse l’unico consiglio è quello di guardare, scrutare e deliziarsi nel paesaggio che ci si trova davanti, e immagazzinarlo nella mente. L’alba e il tramonto sono i momenti migliori per visitare questo dono della natura, e passeggiare tra i sentieri per ammirarne la profondità. Solo il silenzio, solo il Grand Canyon…il colore rosso delle rocce infuocate dal sole, il fiume Colorado sul fondo che per milioni di anni ha scavato la sua roccia, e i profumi cha la natura tutt’attorno offre.

Ci lasciamo alle spalle l’aria gradevole e frizzante e ci imbattiamo di nuovo nel deserto percorrendo la storica Route 66, dove anni di storia e di film hanno corso sullo stesso cemento, sulla stessa aria, per dirigerci verso Twentynine Palms un isolato paese in mezzo al deserto del Joshua Tree, attorniato da palme e cactus di dimensioni spropositate.

Questa l’ultima fermata prima di arrivare alla nostra destinazione finale, San Diego. Città di mare estremamente movimentata e viva. Città americana con influenze messicane, in poche parole, città da vivere. Luoghi a me conosciuti solo per i telefilm americani, dove ragazzi palestrati muniti di pattini percorrono la strada che costeggia l’oceano mentre un sole infuocato si tuffa in un mare sempre agitato e freddo. L‘ospitale gente del luogo ci ha offerto una birra da gustare al tramonto aspettando un green flash tanto decantato…ma mai visto.

Ogni californiano ha appesa in garage una tavola da surf, e loro, i surfisti, sono a decine seduti sulla tavola, li vedi tra le onde ad aspettare quella che darà loro la più grande emozione della giornata, non sanno quando arriverà…ma loro sono pronti.

Merita la visita il quartiere della “Jolla” che in spagnolo significa “il gioiello”; si trova a 15 minuti dal centro di San Diego. E’ conosciuta per essere una delle comunità più ricche degli Stati Uniti, ma la cosa che maggiormente ha colpito sono state le spiagge scogliose e le alte palme a farne da contorno.

viaggio USA

Un viaggio, mille esperienze. Ho incontrato molti volti, e molti volti mi sono stati di aiuto ad un incrocio quando in mezzo al deserto le indicazioni non c’erano. Spazi immensi danno un senso di libertà alla mente, meno rumore, meno urbanizzazione fanno si che la mente abbia più spazio per respirare. È stato molto strano e molto rilassante per me percorrere per ore una stessa strada diritta senza incontrare un villaggio o un altro mezzo di trasporto, come è stato strano e rilassante vedere centinaia di surfisti seduti sopra una tavola cullati dal mare in attesa…sempre

 

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Crinviaggio
Il viaggio più bello? … il prossimo. Vive a Padova, una città a misura di uomo, ha scoperto che viaggiare riempie lo spirito, incontrare sguardi nuovi e stringere mani diverse riempie la vita. USA, Cina, Middle East, Africa, Europa …ha viaggiato un po’ di mondo e un altro po’ la aspetta, sempre alla ricerca di qualcosa, in continuo movimento. Adora fotografare per imprimere il momento, anche se sa che il momento rimarrà comunque e sempre impresso nella sua mente. Dopo ogni viaggio disfa una valigia di profumi, di respiri, di incontri, di immagini incise, di passi stanchi, di idee per la prossima meta! In viaggio sempre… Crinviaggio

8 COMMENTI

  1. Quanti ricordi leggendo questo post! Noi abbiamo fatto un tour più breve, ma abbiamo toccato San Francisco (che freddo ad agosto, non eravamo preparati), Monterey e il bellissimo acquario, Morro Bay per un pranzo veloce, Santa Barbara e Santa Monica per poi fare Los Angeles e Las Vegas! Un tour bellissimo che consiglio a tutti, seguendo i dovuti consigli!

    (Lunedì sarà on line il nostro nuovo Blog!)

  2. Quanti bei ricordi che mi tornano in mente leggendo il tuo post.
    La Jolla è stata una piacevole sorpresa al di fuori delle solite rotte turistiche soprattutto per un tuffo nelle sue gelide acque. E’ qui che tra una foresta di gigantesche alghe kelp abbiamo nuotato tra foche e gli enormi pesci Garibaldi dal colore arancione abbagliante.

  3. Ero partita con delle grandi aspettative e devo dire che non sono stata delusa!!, e partire con l’entusiasmo giusto rende il viaggio molto più interessante. Si passa molto tempo in macchina le distanze sono incredibili, ma questi grandi spazi in mezzo al nulla riflettono una piacevole calma che accompagna per tutto il viaggio. .. poi dopo il deserto ti può capitare una città come Las Vegas..e la calma assorbita diventa un pò movimentata…ma ne è valsa assolutamente la pena!!!…poi si riparte!!!

  4. Complimenti, ottimo racconto di viaggio, e mi da l’impressione che ti sei divertita non poco 😉
    Approfitto per un’informazione.
    Sono stato più volte negli USA ma non da quando serve il Visto da compilare online per poter entrare, mi potete dare qualche dritta?
    Il mio prossimo viaggio partirà da Vancouver per poi entrare negli USA e raggiungere San Diego on the Road, serve comunquqe il Visto? Come funziona?
    Grazie mille!
    Ciao
    Matteo

    • Ciao Matteo!
      Io sono stata a Gennaio negli USA e ho dovuto attivarmi con largo anticipo per ottenere il famigerato ESTA.
      Basta compilare online il questionario (sul sito web ESTA) e seguire le istruzioni.
      Purtroppo, però, non so come funzioni partendo da Vancouver..

  5. Fantastico! Fantastico! sai sono in partenza anke io per un viaggio simile e avrei una domanda..il mio itinerario consiste nella partenza da Reno (Nevada), Las Vegas, Los Angeles, San Francisco e poi Reno di nuovo..sempre in macchina ovviamente..quanto tempo ti ci è voluto x tutto il viaggio e x gli spostamenti da una città all’altra??? ti prego risp il prima possibile ke mi sto organizzando..ti ringrazio in anticipo..e complimenti x la descrizione del viaggio! Mi fa venir ancora più voglia di partire..

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