Un viaggio tra i castelli e le cantine della Loira

Un viaggio nato per caso. Un caro amico, appassionato importatore di vini francesi, cerca compagnia per un viaggio in Loira: per lui la ricerca di nuovi prodotti da commercializzare, per me è anche l’occasione di visitare una tra le regioni più suggestive d’Europa, famosa oltre che per i vini eccezionali che produce anche per i castelli da favola che la popolano. L’ispirazione del viaggio arriva da un libro acquistato per caso durante una fiera sui Vini naturali “Vallée de la Loire. Le chemin des vignes”.

 

Ci dividiamo le incombenze organizzative: a lui spetterà la definizione delle tappe del viaggio, a me la ricerca degli alloggi.Scopro likhom.com, sito internet a cui affiderò, con grande soddisfazione, tutti i pernottamenti della vacanza. Decidiamo che il viaggio seguirà il percorso dell’acqua: partiremo da Sancerre, patria del sauvignon.

Prenotiamo la prima notte del nostro viaggio a Croquant, delizioso paesino agricolo immerso nel verde della campagna francese. Il nome del bed & breakfast è più che appropriato: l’Orée de Vignes!Decisamente rurale ma delizioso. Il paesaggio ci regala dolci colline e vigneti ordinati che sembrano ispirati ai bellissimi giardini del famoso castello di Villandry, una delle mete in programma.

Dopo un sonno ristoratore delle fatiche del viaggio e una deliziosa colazione con squisite marmellate e croissant decidiamo di dedicare la mattina alla visita della prima cantina e il pomeriggio alla cittadina di Sancerre. Entrambe le scelte ci soddifano appieno. Incontriamo il Sauvignon: sapidità, mineralità, note delicate di agrumi gialli, erbe di montagna e tantissima eleganza, ed il villaggio di Sancerre ci accoglie con una esplosione di fiori e di colori . Il cielo sembra disegnato: un azzurro intensissimo e nuvole gonfie e bianche, da cartone animato. Pranziamo in un bellissimo bistrot, un calice di Sancerre e formaggi di capra, i famosi Crottin di Chavignol: una goduria! Il centro è punteggiato di enoteche: dai vignaioli più famosi alle cantine indipendenti. Non manca la “Maison du Sancerre” una specie di shop-museo del vino locale. Ovunque l’ospitalità delle cantine francesi, sempre aperte e sempre pronte per una degustazione,  anche senza appuntamento ed in orari anomali, come ci è successo da Francois Crochet una domenica pomeriggio, dove siamo stati accolti con grande cordialità.

La mattina seguente lasciamo la camera di Croquant, convinti che difficilmente troveremo posti altrettanto belli. Entrambi in vacanza non amiamo usare le autostrade così optiamo per le strade secondarie che attraversano foreste e paesini rimasti congelati nel medioevo. Un urlo di sorpresa, ecco spuntare all’improvviso in tutta la sua maestosità il castello di Chambord, uno dei più grandi della regione. wow!!!

viaggio tra i castelli della Francia

Mai ci saremmo immaginati uno spettacolo così. Una immensa costruzione bianca dai tetti azzurrati si staglia in un paesaggio da favola. Siamo nella Touraine (la provincia di Tour), la regione dei re. Io sono entusiasta della spettacolare vista appena goduta, il mio compagno freme al pensiero dello splendido vino che questa terra produce: Chenin, vitigno a bacca bianca, nella parte orientale ed al Cabernet franc in quella occidentale.

Dopo la visita al castello proseguiamo lungo una strada di campagna che scorre nella piana del fiume, in una  valle chiusa ai lati da falesie di calcare bianco. Così come per il castello di Chambord ecco che risalendo la valle ai lati, su un dolce altopiano calcareo, improvvisamente spuntano i vigneti del Chenin. Maestosi anch’essi, non per l’altezza delle piante, ma per l’età della vigne, anche loro sembrano congelate nel tempo, anch’esse frastagliate, contorte e complesse come le torri e le scale di Chambord. In questa zona le denominazioni più conosciute sono Vouvray sulla sponda destra della Loira e Montlouis sulla sponda sinistra. Le cantine si trovano nella parte bassa della valle e spesso sono scavate nelle pareti calcaree. Lunghi tunnel freschi e umidi, ideali per l’invecchiamento e molto suggestivi. Le vigne sono quasi in piano, il clima ed il suolo qui lo consentono. Nonostante la comodità della pianura, la maggioranza dei vigneron fanno la raccolta manualmente a dimostrazione di un grande rispetto della materia prima. Rispetto a Sancerre, torniamo ad una dimensione più contadina: si comincia a respirare molto più a fondo una cultura “Bio”.
Passeremo le prossime due notti a Vernou-sur-Brenne, nei pressi di Montluis, in uno stupendo chambres d’Hôtes. L’alloggio è incredibile: una splendida villa del XIX secolo, restaurata con grande cura.  Ci regaliamo un aperitivo lussurioso ai bordi della piscina, in giardino, chiaccherando con i gentilissimi proprietari.

Dedichiamo la giornata seguente ai castelli di Chenonceau e Amboise: entrambi bellissimi, forse un po’ troppo affollati per i nostri gusti, ma è agosto, non potevamo aspettarci nulla di diverso. La sera, provati per la giornata impegnativa, decidiamo di testare la cucina del luogo e ci facciamo consigliare dal padrone di casa. Ci prenota un tavolo a l’épicurien a Monnaie, piccolo paesino lontano dalle rotte turistiche: la migliore cena in assoluto della vacanza, ad un prezzo incredibilmente conveniente per la qualità dei piatti. Indimenticabile il triplo carrello dei formaggi. Adoro la cucina francese.

La mattina seguente, con non poco rammarico, salutiamo Vouvray e Montlouis. Decidiamo di fare tappa a Tours, città patrimonio dell’umanità, che ci colpisce per la sua eleganza. Ripartiamo in direzione Bourgueil dove abbiamo prenotato un paio di viste in cantina. Sembra d’essere nella mia terra natia: la bassa provincia bresciana. Quasi tutta pianura, le vigne sembrano campi di mais. La prima impressione non è felicissima. Sarà invece una sorpresa piacevole la degustazione dei vini e la conoscenza delle cantine, per lo più cantine di piccole dimensioni da un’impronta molto contadina. Qui domina incontrastato il Cabernet Franc, vino duro, rustico e spigoloso.

Passiamo la notte a Restignè e il giorno seguente torniamo sulla sponda sinistra della Loira e ci abbassiamo un pò più a sud lungo uno dei sui affluenti, la Vienne, per arrivare a Chinon. La sensazione è di essere in una vecchia capitale del vino,  ormai  in declino. La cittadina è molto graziosa, ma ha un’aria abbandonata. Nella zona è probabilmente quella più conosciuta anche a livello internazionale, ma è come se non fosse riuscita a raggiungere i fasti sperati, come se avesse voluto confrontarsi senza successo con Sancerre. La tappa più deludente, ma forse la stanchezza del viaggio inizia a farsi sentire.
Risaliamo la Vienne sull’altra sponda e dopo poco incontriamo la Regione del Saumur.  Anche qui prevale il rosso Cabernet franc.  Anche qui si transita lungo il fiume costeggiando alte falesie di calcare bianchissimo. Ci colpiscono le case scavate nella roccia, dotate di infissi e  ancora abitate!  Case appoggiate alla roccia, costruite per metà all’interno della montagna e per metà all’esterno.  Sono case troglodite ma adattate al nostro secolo. Il paesaggio è davvero caratteristico. Le falesie sono disseminate di tunnel, cave di tufo utilizzato per costruire i tanti castelli e cattedrali. Ora vengono usate come cantine per il vino oppure per la coltivazione dei funghi Champignon. Anche qui nessuna traccia di vigna, ma ora sappiamo che le vigne sono sugli altopiani sopra le falesie.

Ci spostiamo ancora più ad est, nell’ Anjou, la regione dell’affascinante e ordinata città di Angers. Colline, torrenti e altopiani si alternano in un caos primordiale, segno di un forte sconvolgimento della crosta terrestre. Siamo in un area di remoti fenomeni vulcanici, origine di una grande varietà geologica. Una natura più severa, anche i vigneti non sono campi ordinati, ma sono sparsi nelle zone dove la roccia vulcanica lascia spazio alla terra. Qui visitiamo la cantina di Patrick Baudouin, convinto vignaiolo biologico, che oltre a farci assaggiare alcuni dei bianchi più eccellenti della regione, ci accompagna in un bellissimo tour tra i diversi vigneti, facendoci scoprire i segreti di questo incredibile territorio. Purtroppo la vacanza volge al termine, giusto il tempo per una rapida visita alla città di Nantes ed alla sua bellissima cattedrale Gotica, con la promessa di tornare  a visitare la regione che da questa città arriva a sfociare nell’Atlantico.

Nonostante il vino fosse il mio prioritario interesse il connubio castelli, natura e vino è stato vincente, una vacanza mai monotona all’insegna del bel vivere. Il mio consiglio,  assolutamente da provare.

 

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Gianluigi Gualandi

Gianluigi Gualandi

Esperto di web marketing e neo sommelier, è costretto a viaggiare soprattutto in rete. Quando il lavoro glielo consente unisce la passione del vino alla scoperta di nuovi luoghi. Lo potrete presto seguire su Seommelier.it dove parlerà di viaggi nel mondo del vino.
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2 Commenti

  1. Questi castelli li ho viisitati con un tour organizzato. Mi piacerebbe un giorno poter fare un giro come quello che tu hai saputo descrivere in modo da darmi l’impressione di essere lì.
    Buona vita.

  2. E’ da lungo tempo che desidero fare questo tour ora con la tua descrizione è come se lo avessi fatto io però un giorno spero di riuscire ad andare in quei luoghi un po’ magici personalmente ciao

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