Il viaggio/avventura in Groenlandia
Le zone raggiunte dal mio viaggio, riguardano la Groenlandia Meridionale.
Si arriva all’aeroporto di Narsarsuaq, per poi raggiungere, dopo una camminata di 10 minuti, il piccolo porto e navigare in gommone sino alla sponda opposta del fiordo Tunulliarfik, raggiungendo l’ostello Leif Eriksson a Qassiarsuk, villaggio di 100 abitanti dove, con una breve passeggiata si possono visitare i resti dell’antica chiesa e dell’insediamento vichingo di Eric il Rosso. L’ostello è molto spartano, poche comodità ma l’accoglienza che ricevi dallo Staff, il caffè sempre pronto e la possibilità di condividere con gli altri viaggiatori di passaggio le proprie esperienze, ti fanno sentire parte della squadra, di qualcosa di importante.
Dall’ostello, si possono raggiungere due luoghi meravigliosi.
1 -La “Valle dei Mille Fiori”
Una vallata creatasi con il ritiro dei ghiacciai, si raggiunge con un trekking di qualche chilometro, semplice, si cammina a fianco di torrenti e con le montagne ai lati, spazi interminabili e, all’orizzonte, il profilo della Calotta Polare.
La vallata è famosa per la quantità di fiori, come suggerisce il nome, anche se nel periodo in cui ci sono stato io (settembre) i fiori non erano così abbondanti ma i colori dei muschi, delle montagne, dei ghiacciai, hanno riempito il loro vuoto. Dalla vallata inizia un duro trekking, dislivello di 300 metri ma con pendenze davvero elevate, per raggiungere la parte più alta di un promontorio; per dare un’idea della pendenza, si pensi solamente che è necessario aggrapparsi a spesse corde, fissate alla roccia, quasi verticale.
Penso che questa parte del mio viaggio, sia stata l’unica, non adatta a tutte le persone.
Dopo questa piccola scalata, si prosegue la camminata tra prati di muschio e laghetti glaciali, fino a raggiungere i piedi del ghiacciaio Kiattut, vista spettacolare poiché il ghiacciaio comincia con uno strapiombo di qualche centinaia di metri.
2 – Tasiusaq
Si raggiunge con una camminata lunga (andata e ritorno circa 17km) ma non impegnativa; durante il percorso è facile incontrare qualche animale come ad esempio aquile, cavalli, capre cosi come i loro resti,poiché in queste zone il freddo ne impedisce la decomposizione.
Trekking spettacolare, montagne, cascate, tonalità di verde e giallo meravigliose fino a raggiungere questo accampamento di 7 persone dove è possibile provare a navigare con il Kayak tra gli iceberg del fiordo Sermlik, assolutamente da provare!
Attrezzatura necessaria e Kayak forniti dall’organizzazione.
Il Campo, i Ghiacciai, i Trekking
Dopo un paio di giorni all’ostello, si raggiunge con una navigazione di 2 ore in gommone, il campo base di Qaleraliq, facendo una breve sosta per il rifornimento e veloce visita alla città di Narsaq (1700 abitanti). In gommone fa davvero freddo, ma vengono fornite speciali giacche termiche per lo spostamento.
Il campo si trova di fronte ad un enorme ghiacciaio, dal quale si staccano enormi pezzi di ghiaccio che cadono in mare, creando il frastuono che ricorda quello di un’esplosione.
Si dorme in tende da 8 persone, una tenda grande al centro funge da sala ritrovo/pranzo, un’altra da dispensa mentre l’ultima da cucina. Come ho già detto, scordatevi le comodità, anche quelle più essenziali!
Di notte spesso è possibile assistere al miracolo dell’Aurora Boreale, parte lentamente con piccoli riflessi,per poi coprire con il suo lento movimento tutto il cielo; può durare per 10 minuti come tutta la notte, ma i suoi riflessi che si rispecchiano sul ghiaccio e sul mare, sono pura poesia!
Essendo in una zona incontaminata anche dall’inquinamento visivo, si può osservare la Via Lattea, e spesso la caduta di stelle cadenti e piccoli meteoriti.
Dal campo, si raggiunge il vicino ghiacciaio Qaleralik dopo 10 km di gommone ammirando cadute spettacolari come questa .
Un esperto in Glaciologia, dopo un breve corso su come usare i ramponi (portatevi le ghette!!!) ci accompagna per alcune ore a camminare sul ghiacciaio; forse l’esperienza più bella che ho vissuto in vita mia; crepacci senza fine, torrenti d’acqua di un azzurro intenso che scorre tra il ghiaccio, un panorama magico ed il pezzo forte, una scalata su parete verticale con i ramponi e le piccozze, ovviamente con la sicurezza di un’imbragatura.
Dall’accampamento parte anche un’escursione, di media difficoltà, della lunghezza di 13km, fino al lago di Tasersuatsiaq attraverso una valle sabbiosa, per poi attraversare la tundra e raggiungere la cima di una montagna di 400 mt, da cui si può ammirare una vista incredibile del lago e della calotta polare. Durante questo trekking è facile incontrare caribù e volpi artiche.
Dopo qualche giorno al campo, ci si dirige in gommone ad Igaliko attraverso il fiordo di Tunulliarfik, per raggiungere con un trekking semplice di un paio d’ore, il villaggio di Itilleq dove vivono circa 40 cacciatori e si possono ammirare le rovine vichinghe di Gardar.
Ritornati ad Igaliko si prosegue in gommone fino al fiordo di Qooroq da cui ammirare uno dei fronti glaciali più attivi e spettacolari della zona; qui ho provato anche ad assaggiare una Batida de Coco creato con il ghiaccio raccolto da un iceberg…ci voleva proprio.
Matteo
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Wow, questo si che e’ un viaggio avventuroso, proprio il genere che preferisco, anche se non so se Marta mi accompagnerebbe…Poco male, prima o poi ci vado da solo
Grazie mille Matteo!
Nemmeno mia moglie verrebbe, troppo freddo. Se ti serve un compagno di viaggio basta saperlo….
Beh anch’io dico WOW!!!! meraviglioso, un avventura, una scoperta, un nuovo bagaglio!!! un viaggio da aggiungere ad una lista mooolto lunga!!!
Incredibile avventura e belle foto per raccontarla! bravo Matteo!
Grazie eletrotter! Blogdiviaggi sta diventando la mia seconda casa ah ah, negli ultimi giorni ci sto passando ore a leggere le avventure degli altri viaggiatori!
Ciao a tutti! Vi garantisco che questo genere di viaggio ti rimane dentro per sempre. E poi ho visto persone che non ne volevano sapere e che al momento di tornare a casa, alla civiltà, nascondevano le lacrime agli occhi!
Chris! Ho visto un sacco di persone che non ne volevano sapere di andare in questi luoghi selvaggi e freddi ma che al momento di ritornare a casa, cercavano di nascondere le lacrime dagli occhi
Cristina! Ti ringrazio, è una soddisfazione enorme incontrare così tante persone che amano viaggiare davvero!
Eletrotter! Grazie mille! e poi devo ammettere che da quando ho scoperto blogdiviaggi.com passo ore e ore a leggere i racconti degli altri viaggiatori, un po’ come una seconda casa
Mentre eravamo in questi luoghi, una Troupe Televisiva Spagnola, ha girato un documentario, se lo volete scaricare, eccovi il link! Ci sono anch’io per qualche secondo, il mio gruppo, e le guide, Filippo compreso, il ragazzo che ha commentato il post su Facebook!
https://dl.dropbox.com/u/17949447/Callejeros%20Viajeros.mp4
Paolo, nel mio gruppo c’era una coppia…la ragazza amava i luoghi caldi, il ragazzo invece i luoghi freddi, viaggiavano scegliendo le località a turno eh eh insisti!!! Ne vale la pena, magari parti con qualcosa di più soft ad esempio l’Islanda oppure il sud della Svezia o Norvegia…pensa che a Stoccolma il mare ghiaccia solo ogni 10 anni