Puglia da vedere – Alberobello

Questo è il primo di una serie di post sulla Puglia, regione che, lo ammetto, fino ad ora mi era sfuggita.

Sono pronta ad espormi a pubblico ludibrio, che non si può andare dall’altra parte del mondo e non conoscere quello che sta sotto casa, ma sto provando a rimediare, abbiate pazienza, poi mi saprete dire se almeno in parte ci sono riuscita.

Un week end lungo non basta per vedere questa regione, mi sono quindi concentrata sulla zona di Taranto, Bari, Massafra e Martina Franca, con una puntata fino a Manduria, mi manca ancora tutta la zona del Salento: purtroppo sarò costretta a tornare, magari d’estate, con quel caldo, ma quando uno prende un impegno con se stesso deve tenervi fede, ed è quello che ho intenzione di fare.

Ma veniamo alle cose interessanti.

Il mio primo impatto con la Puglia porta il nome di Alberobello, che bisogna iniziare col botto, no?
E chi non conosce questo paese unico, che coi suoi trulli è diventato patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO! Cammini in mezzo a quelle vie e se trovi una giornata serena com’è capitato a me, ti riscopri avvolto in un bianco che è quasi accecante: in momenti come questi senti il richiamo della  non troppo lontana Grecia con la sua tradizione di millenni nella quale inciampi ad ogni angolo.

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Fa davvero bene respirare il silenzio di una giornata calda che scivola tra le facce disegnate dal sole degli anziani seduti su una panchina.
Voglio però essere onesta e precisare che la domenica non me la sento di garantire tutto questo silenzio, anzi; è per questo che il suggerimento è quello di cercare di godersi questo posto in settimana, se possibile.

Perdetevi tra le vie acciottolate e fermatevi ogni tanto con lo sguardo all’insù, divertendovi a scovare simboli nuovi, i simboli che da sempre vengono dipinti sul cono dei trulli; hanno origini diverse, cristiane, pagane, ma hanno tutti la stessa funzione: proteggere dal malocchio la famiglia che abita in quel trullo.

Ecco, forse quest’aspetto cozza un po’ con la mentalità classica greca, ma a mio modo di vedere è proprio quello che rende affascinante questa terra con tutte le sue persone, e d’altra parte si sa che il fascino del meticcio è di quelli che stendono.

A me m’ha stesa.

Mi ha stesa il modo di fare di queste persone che ti invitano ad entrare nel loro negozio non per venderti per forza qualcosa, ma perché se vai sul retro e sali i gradini vedi un panorama pazzesco; voi che ne dite?

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E’ pazzesco.

Mi ha stesa la passione di Anna e Antonia, che da tre anni hanno aperto un laboratorio dove creano gioielli in oro e argento con i simboli che trovi sui trulli e ne approfitto per ringraziarle per la spiegazione dei diversi significati, tra le croci ad albero che uniscono i tre mondi, Celeste, Terreno e degli Inferi, tra i ben più noti segni zodiacali, dove Bilancia vuol dire bellezza e fa sempre bene sentirselo dire, va là!

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Se avete voglia di farvi affascinare un po’ anche voi, il laboratorio si chiama Ars Creandi e sta in Piazza Gabriele D’Annunzio, poi sono curiosa di sapere se vi fa lo stesso effetto.

Io nel frattempo continuerò a stuzzicare la vostra voglia di farvi un giro nella terra priva di pioggia, a-pluvia, che chissà se poi l’origine del nome è davvero questa!

 

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Cabiria TriporTreat

Cabiria TriporTreat

Maledettamente curiosa, ha trovato nei viaggi e nella scrittura quello che le permette di tenere un po’ a bada il suo spirito irrequieto che la mette alla prova da trent’anni. Ama i libri, la cucina e tutto ciò che è bello (dicono che è perché sia bilancia, ma ci crede poco). Da pochissimo nel mondo dei blog - la trovate su www.triportreat.it - ci si è buttata con tutte e due le scarpe, dopodichè starà a vedere che succede!
Cabiria TriporTreat

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5 Commenti

  1. Località stupende, posti straordinari, paesaggi da pelle d’oca.
    Sensazioni che solo la Puglia può offrire, difficili da raccontare.

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