Chianalea di Scilla un borgo per oziare al mare

Scilla mitica, importante , cantata da Omero, mare e fondali bellissimi, icona del turismo in Calabria, in realtà, dimenticata. Ci arrivano pochi stranieri colti, le coppie in cerca di romanticismo e, solo in piena estate, una marea di bagnanti.

C’è un piccolo segreto che tutti conoscono e nessuno vuole svelare: l’estate, intesa come “tempo da mare”, a Scilla inizia a Aprile e termina a Ottobre inoltrato.

Se poi girate l’angolo, subito dietro la rocca , il quartiere, il borgo di Chianalea. Un salto nel tempo, una improvvisa scoperta di colori ed atmosfere che il mare rende nei secoli immutabile. Un piccolo gruppo di case, molte, un tempo, poveri rifugi di pescatori, stretti vicoli, innumerevoli scalette che si inerpicano verso la parte alta di Scilla, ben due chiese, tabernacoli votivi dedicati a San Rocco o alla Madonna, due stradine,  in realtà vicoli un pò più larghi dove, talora, ma sempre con molta perizia, riescono a transitare rare automobili.

Ed infine onnipresente il mare; abbraccia le case, sostituisce ai garage scivoli e ricoveri per le barche, fonte di sostentamento per i pescatori del pescespada e parco giochi dei bambini che dall’uscio di casa si tuffano direttamente in mare.

Scilla Sicilia

Lì dove le pendici dell’Aspromonte si buttano nel mare una stretta striscia di terra e rocce sono state colonizzate grazie alla rara presenza di acqua dolce, di grotte ed anfratti trasformate in case e ricoveri per le barche. Le correnti marine che impetuose percorrono quattro volte al giorno, in alterne direzioni, l’imboccatura dello stretto di Messina, una volta stretto Scyllaeum, rendono queste acque talvolta talamo per gli accoppiamenti dei pescespada,  altre volte scrigno di estese foreste di corallo nero.

Se non si rimane travolti dalle orde estive di chi preferisce alle parole del mare lo stridio delle voci che coprono la mente sarà facile, al tramonto, ascoltare ancora il canto delle Sirene. Non pensate ad un luogo selvaggio e primitivo, quattromila anni di storia, una rupe, ora sormontata dal castello dei Ruffo, da sempre luogo di potere materiale e spirituale.

Sempre su questa, nei tempi, antichi monasteri o una delle più ricche pinacoteche del meridione, depredata, ahimè, dalla napoleonica cupidigia di altrui bellezze.

Scilla Sicilia

L’essere sfuggita al turismo di massa da un lato la ha lasciata piccolo borgo, dall’altro ha permesso, una volta rinati, che ristoranti, rari hotel e tanti piccoli B&B siano tutti di gradevole qualità. Ed ecco che, abbandonata rigorosamente ogni velleita di utilizzo dell’auto, svegliandosi in uno delle stanze che si affaciono sull’acqua, appare lo spettacolo del mare con le barche che tornano dalla pesca,  una calda colazione , due passi sino alla spiaggia , un gelato o una granita, e, aspettando la sera, una cena, rigorosamnete a base di pesce, – a Scilla “ u pisci – il pesce” è il pescespada, raggiungere uno dei tanti locali che d’estate montano pedane e tavoli direttamnte sul mare.
Scilla Sicilia
Tutto questo i latini lo chiamavano ozio, noi per paura relax.

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Mimi

Mimi

All'anagrafe Demetrio, medico, nonno, famelico lettore, senza alcuna speranza di essere colto. Appartiene alla Calabria per cui è un mix poco definibile di edonismo greco, prammaticità teutonica, fisionomia araba e…. nel suo DNA non manca nulla. Adora l’archeologia ed i musei ma non so citare nulla. Aborrisce al pensiero di un viaggio organizzato; quello che vede deve emozionarlo. La natura, il mare soprattutto, gli trasmette un'infinità di calme emozioni. Da qualche anno gestisce un B&B (Chianalea 54) in un piccolo borgo marinaro che adora.
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