Ocriculum – Otricoli: un gran bel viaggio (nel tempo)

E anche quest’anno è arrivato maggio. Più che per il clima, me ne sono accorto dalla serie di eventi culturali che stanno sbocciando in tutta Italia. Vivo a Milano da dieci anni, ma sono nato in un piccolo borgo verde al quale mi piace ritornare appena posso: Otricoli, in Umbria.

Quello che voglio consigliarvi oggi è un viaggio: un viaggio nel tempo. Io lo faccio ogni anno in questo periodo. Un appuntamento con la Storia che cerco di non perdere.

OCRICULUM AD 168

Ok, ora partiamo, da molto lontano. L’anno è il 168 dopo Cristo e regna l’imperatore Marco Aurelio, Otricoli si chiama Ocriculum ed è un grande snodo fluviale che collega l’Umbria a Roma, attraverso quell’autostrada azzurra che era il Tevere. Tutti i maggio Ocriculum ridiventa un pò come ve l’ho descritta.Capita addirittura che gli ocricolani navighino il Tevere per far visita ai vecchi amici romani. È successo il primo di maggio, accadrà di nuovo.

01_Liburna_sul_Tevere

A molti può sembrare una pazzia, ma è una festa per tutti quei romani di Trastevere che hanno rivissuto un’esperienza antica di quasi 2.000 anni. Non saranno però gli unici a godersi quelle immagini: scene identiche si ripresenteranno a Ocriculum il 18 e 19 maggio.

CASTRUM LEGIONIS

Chi può dire di avere visto in prima persona il viso di un legionario, provato da miglia e miglia di marce e dalle ferite delle battaglie ai confini dell’Impero? Nessuno, tranne i visitatori che, varcando l’entrata del Parco Archeologico, si troveranno negli acquartieramenti delle Legioni accampate poco fuori le porte di Ocriculum. Ci saranno ben tre legioni ad aspettarli: la I Minervia di ritorno dalla battaglia con i Marcomanni, la XIII Gemina in cammino verso Roma da Alba Iulia e la XXII Primigenia da Hispellum. E poi la magia di un accampamento romano, il suono delle esercitazioni militari, le manovre delle legio congiunte e la dura vita da campo.

06_Legionari

LUDI MARTIALES

Passato il campo si incontra la Via Flaminia, un ponte di legno e l’ingresso in città con le chiassose vie del mercato romano, la tranquillità delle terme, gli spalti del teatro e, soprattutto, le urla e gli incitamenti delle persone che nell’anfiteatro inneggiano ai loro eroi: i gladiatori. In quel tempo non si correva dietro un pallone, al massimo: si scappava per sopravvivere.

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TABERNAE

Il clamore dei gladi è lontano al momento in cui si arriva al Porto. Lì il vociare dei marinai e lo stridere delle pulegge è sovrastato dalle grida dell’oste della Taberna dell’Olio con le sue offerte di cibi legati al trasporto fluviale: formaggi, olive, pesce in pagnotta. Cibi semplici e della tradizione della romanità come il maiale arrosto, da gustare alla Taberna del Grotticello, all’ombra di maestosi alberi di quercia; o gli spiedini di pecora con pagnotta che vengono serviti nella Taberna Flaminia.

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E che non si chiuda il tutto con un buon bicchiere di mulsum, uno dei vini speziati del tempo: solo allora si potrà dire con tutta onestà di essere tornati veramente all’Anno Domini 168.

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