Kinderdijk – l’ Olanda dei mulini

Non credo ci sia un posto al mondo uguale a Kinderdijk. Una carrellata di 19 mulini ad acqua che si susseguono al lato di due canali, nel verde della campagna olandese, creando un luogo quasi fuori dal tempo.
Nemmeno i turisti che si recano qui per visitare questo sito patrimonio dell’Unesco (inserito nel ’97) riescono a dissolvere la magia che si prova visitandolo. Basta lasciarsi alle spalle i primi 4/5 mulini, superato il primo chilometro, per ritrovarsi soli, seduti ad ascoltare il fruscio del vento tra i fili d’erba ed osservare l’acqua accarezzata dal vento.

mulini di Kinderdijk, Olanda

Per questo, il modo migliore per visitarlo è in sella ad una bici: inserite la modalità ‘crociera’ ed assaporatevi quel senso di totale tranquillità che vi assalirà pedalando lungo i canali con le nuvole sopra il cielo che scorrono veloci. Non mi sorprende che Kinderdijk è molto amato anche dai locali che oltre a ritagliarsi degli angoli di relax in questo luogo dominato dall’acqua e dal verde, nelle giornate di sole vengono qui per sfuggire al caldo tra un tuffo e l’altro nei canali.

In bici tra i mulini di Kinderdijk

Ma Kinderdijk è anche un esempio di ingegneria idraulica, della continua battaglia che gli olandesi combattono da secoli per rubare terreno al mare. Costruiti tra il 1738 e il 1761, dopo la grande alluvione del 1726 per asciugare i polder di Nederwaard e Overwaad, i mulini ad acqua di Kinderdijk servivano infatti a risucchiare l’acqua per tenere asciutta la campagna.

Per capire da vicino i meccanismi di questi mulini si può visitare l’unico mulino ad oggi aperto al pubblico: il “mulino n.2“.

Appena varcata l’entrata ci si ritrova davanti ad una parte della grande ruota dell’acqua e, salendo le ripide scale, si arriva a dare uno sguardo da vicino agli ingranaggi che fanno ruotare le pale del mulino. Ma si sbircia anche dentro le stanzette di questo mulino, con gli arredi in legno di un tempo, cercando di immaginare come doveva essere la vita dei custodi dei mulini e delle loro famiglie. Prima che entrasse in funzione la moderna stazione di pompaggio dell’acqua all’ingresso del parco, tutti i mulini di Kinderdijk erano infatti abitati: era necessario controllare costantemente il livello dell’acqua di questa piana tenendo il mulino in funzione, orientandone le pale in faccia al vento.

I mulini di Kinderdijk Olanda

Oggi, gli altri 18 mulini sono privati e usati per la maggior parte come case vacanza dove gli olandesi si rifugiano nei weekend o in estate. Ci sono però alcuni periodi dell’anno in cui i mulini di Kinderijk riprendono vita: nei sabati di luglio ed agosto – vento permettendo – le pale dei 19 mulini entrano in funzione offrendo sicuramente uno spettacolo molto suggestivo. C’è poi la “giornata nazionale dei mulini” , il secondo sabato di maggio, quando in tutta l’Olanda i mulini a vento e ad acqua vengono aperti al pubblico, mentre il secondo weekend di settembre le luci dei mulini di Kinderdijk si accendono di sera. Non fatevi scoraggiare neppure dal freddo perché secondo me i mulini di Kinderijk non perdono il loro fascino nemmeno sotto la pioggia o d’inverno, quando i canali ghiacciano e diventano una pista di pattinaggio per i locali.

 

Info utili

  • il parco è aperto dalle 9.00 alle 18.00 ma durante la bassa stagione apre solo nei weekend dalle 10.00 alle 16.00;
  • l’ingresso ai mulini di Kinderijk è gratuito ma per visitare il mulino-museo si paga €6 (€4 per i bambini); il museo è piccolino ma sicuramente interessante per capire l’essenza di questo posto e, sebbene il biglietto sia forse un pò caro, deve essere visto come un contributo per mantenere viva questa storia. Con un €1 in più vi consiglio di acquistare un volantino in italiano, molto dettagliato, che illustra i meccanismi e il funzionamento dei mulini;
  • a questo link Kinderdik.com potete scaricare la piantina e trovare maggiori info sul parco.

I mulini di Kinderdijk - Olanda mappa

Come raggiungere Kinderdijk

  • in auto: i mulini di Kinderdijk distano 25 km da Rotterdam; all’entrata del parco c’è un parcheggio (€5); potete anche fermarvi a Alblassedam (a Zuiderstek 1) e parcheggiare gratuitamente l’auto dove noleggiare la bici e raggiungere il parco in 10 minuti;
  • in bici: sono 15 i chilometri che la separano da Rotterdam ma con una bici elettrica sarà una passeggiata; noi abbiamo noleggiato le nostre all’Hotel New York per €15 al gg e le batterie non ci hanno abbandonato; arrivando in bici dovrete attraversare il fiume Lek ma non vi preoccupate, c’è una barca che fa da spola da una sponda all’altra in continuo (€0,75);
  • in barca: c’è un water bus (la linea 20) che parte da Rotterdam, da sotto il Ponte di Erasmus, e in 45 minuti vi sbarcherà a destinazione; il biglietto è di €12,50 ma potete salire anche con le vostre bici, loro ovviamente salgono gratis. A questo link del sito Waterbus.nl troverete dettagli ed orari in italiano.

Cosa fare

  • un giro in bici: se siete sprovvisti di bici potete sempre noleggiarla all’entrata del parco o presso l’ufficio turistico di Alblassedam (€10-12,50 al gg) che potrete anche riservare online Touristinfo-alblasserdam.nl. Se avete tempo e voglia di pedalare ci sono diversi percorsi da fare nei dintorni con circuiti di 40 o 60 chilometri facendo tappa a Nieuwpoort, Bleskensgraaf e Alblasserdam passando ovviamente per Kinderdijk;
  • escursione in battello: potete addentrarvi in una mini crociera sul canale , della durata di 30 minuti, per vedere i mulini dall’acqua; il costo è di €4,50, disponibile da maggio fino a settembre tra le 10.00 e le 16.30

Curiosità

  • Kinderdiij significa ‘diga del bambino’. Si racconta che durante la disastrosa alluvione del 1420, nel giorno di S. Elisabetta, il mare trasportò fino alla vecchia diga di legno di un tempo una culla con all’interno un bimbo ed un gatto;
  • entrando al mulino-museo noterete che nel mulino ci sono due ingressi: servivano per entrare ed uscire senza correre rischi indipendentemente dall’orientamento della calotta (le pale sfiorano quasi terra e hanno una lunghezza, in media, di 28metri!)

 

 

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Instancabile viaggiatrice, di quelle curiose e fai da te! Ha girato il mondo per quasi un anno con lo zaino in spalla per poi tornare con un bagaglio pieno di esperienze, ricordi e un'insaziabile voglia di continuare a viaggiare.

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4 Commenti

  1. Davvero meraviglioso Marta! 🙂
    Sono stata solo ad Amsterdam, ma mi affascina l’intera Olanda col suo paesaggio così differente dal nostro. Tanto verde, mulini, aria pura..
    Grazie per questo viaggio sensazionale! Vi ho seguiti quotidianamente con le vostre splendide foto 🙂

  2. Bellissima descrizione!..ad onor di cronaca, però, bisogna fare una precisazione: i mulini di Kinderdijk sono mulini a vento (in quanto la forza motrice è data dall’azione del vento sulle pale)..sono sì collegati all’acqua del canale in quanto sfruttano la forza del vento per movimentarla! I mulini ad acqua (stile Mulino Bianco appunto) usano invece l’azione dell’acqua sulle pale come forza motrice per movimentare macine o altro..

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