L’Okavango, il delta che sfocia nel deserto

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Nel cuore delle terre aride del Botswana sorge un luogo incantato, un luogo caratterizzato da placide acque, canneti e paesaggi macchiati di verde intenso: si tratta del Delta dell’Okavango, ovvero il delta fluviale interno più grande del mondo.

Il fiume Okavango, il terzo fiume dell’Africa per lunghezza, percorre oltre 1000 km senza trovare mai la via del mare e quindi le sue acque terminano il loro percorso qui, assorbite dalle saline situate nella parte centrale del Botswana. Questo fiume, che disperde le sue acque al confine con le terre desertiche del Kalahari, crea un paesaggio di rara bellezza e un ambiente perfetto per il sostentamento di una miriade di animali.

Il delta si contrae e si espande secondo il ritmo stagionale delle piogge. A partire da marzo, le abbondanti piogge che cadono in Angola, iniziano ad ingrossare il fiume. Nel corso dei mesi successivi le piogge si spostano gradualmente verso ovest, seguendo il corso del fiume. Tra giugno e luglio il delta raggiunge la maggiore portata d’acqua tanto da arrivare a guadagnare fino a 3 km al giorno. Ad agosto la portata del fiume diminuisce e i labirintici canali iniziano ad indietreggiare. Il periodo di secca maggiore è quello che va da novembre a marzo.

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Il truck del nostro gruppo di Avventure Nel Mondo ci lascia a Maun, davanti ad un piccolo aeroporto dove saliamo a bordo di un aereo Cessna. Le piccole dimensioni del velivolo lo rendono molto più sensibile alle correnti d’aria e le acrobazie del giovane pilota che ci guida in questo sensazionale volo panoramico non aiutano i deboli di stomaco. Nonostante questo gli occhi, ovvero la parte del corpo che, in questa situazione, può arrogarsi il diritto di dire l’ultima parola, ringraziano di essere qui.

Infatti, dall’alto, la complessa griglia di canali, lagune e isole e i colori della terra mischiati al verde della vegetazione e al blu cangiante dell’acqua, regalano la visione di un paesaggio lunare. Piccoli puntini scuri si muovono lentamente su questi lembi di terra emersa, e solo quando il velivolo si abbassa riesco a decodificarli: si tratta di grandi mandrie di elefanti, bufali e zebre.

E’ come se si trattasse di un grande mosaico che solo osservato da vicino svela i pezzi che lo compongono. Un mosaico creato da animali, lagune, isole, canali, foreste e selve di piante acquatiche.

Il volo dura più di mezz’ora e permette di godere di panorami molto differenti tra di loro dal momento che questo tipo di paesaggio cambia sembianza a seconda della quantità d’acqua presente in ciascuna zona.

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Per quanto meraviglioso sia questo Delta visto dall’alto, a mio parere, non si può andare via da qui senza aver provato l’esperienza unica della navigazione delle sue acque con i tipici mokoro, un’imbarcazione tradizionale ricavata da un tronco d’ebano.

In realtà i mokoro in ebano sono merce sempre più rara perché sostituiti dai più “eco friendly” mokoro in fibra di vetro che però, ammetto, non hanno lo stesso fascino. Che siano d’ebano o in fibra di vetro, quello che non cambia è la prima impressione di instabilità che trasmettono, sicuramente a causa della forma molto bassa, stretta e allungata. Ma al contrario di quello che si può pensare, i mokoro sono imbarcazioni perfette per scivolare rapidamente sulle basse acque del Delta.

I posti a sedere sono due, mentre a poppa un barcaiolo spinge la barca con un ngashi, ovvero, più semplicemente, una lunga pertica di legno che affondando sul morbido fondale funge da leva.

mokoro, delta dell'Okavango

Ci sono cose che da questa escursione è giusto aspettarsi, altre no.

Per esempio non vi aspettate enormi branchi di animali sulle rive. Per avvistare elefanti, zebre e leoni è consigliabile scendere dai mokoro e intraprendere un giro guidato via terra.

Se invece vi aspettate quella pace e quella serenità che solo il silenzio rotto da rumori autentici, genuini, quali il leggero strofinio della barca sull’acqua e il fruscio che essa crea facendosi largo tra i canneti, allora sì che siete nel posto giusto. mokoro, okavango, botswana

Così come siete nel posto giusto se non riuscite a resistere al magnetismo dell’acqua calma e trasparente perché, seguendo attentamente le indicazioni dei barcaioli che sanno indicare le zone adatte, è possibile immergersi nelle fresche acque in un ambiente unico al mondo.

 

 

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Elena

Elena

Vive a Torino, città che ama profondamente, e dove si occupo di advertising. Ma nonostante questo amore per la sua città sente l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Crede profondamente che viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.
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2 Commenti

  1. “Quella pace e quella serenità”, esattamente l’immagine che si crea nella mia mente pensando alla navigazione attraverso un fiume africano, lenti movimenti, i suoni della natura e lo spettacolo dei colori dell’Africa.
    Che spettacolo! Inizio a capire sempre il significato della frase : “Mal d’ Africa”.
    Complimenti.

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