Un sogno roccioso: viaggiare sotto il cielo azzurro dell’Arizona

Noi italiani conosciamo benissimo tutte le capacità di Madre Natura, ma siamo abituati a paesaggi verdi e delicati, dei quali raramente oramai riusciamo a sorprenderci. Ci sono luoghi nel mondo in cui, invece, l’elemento predominante è ciò che non conosciamo, in altre parole il colore rossastro della roccia più arida. Dalla voglia di scoprire e conoscere questi luoghi nasce un bellissimo viaggio che ci porta dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti d’America.

L’Arizona, un luogo che molti di noi hanno sognato di esplorare almeno una volta nella vita. Nei nostri desideri di bambini, infatti, il West americano ha sempre rappresentato un vero e proprio Olimpo: le rocce tra le quali abitano i nostri miti.

Sedona, Arizona (18)

Forse anche un pò a causa della tradizione cinematografica, nell’Arizona vediamo l’anima del West: ci perdiamo nelle sue pianure che paiono non avere fine, in quei colori così lontani da quelli di casa nostra. Questa è l’America più pura, quella che davvero bisogna godersi. Lanciamoci dunque alla scoperta delle meraviglie di questo luogo, che non significa solo Grand Canyon, perché c’è davvero molto di più. Si tratta di un viaggio che, più di ogni altro, riuscirà nell’intento di sorprenderci.

Il vantaggio di un viaggio come quello che affronteremo è dato, principalmente, dalla totale libertà con la quale s’intraprende. Tutto questo nasce dalla scelta di un buon servizio di autonoleggio negli USA che ci permetta di scoprire, secondo i propri ritmi e i propri gusti, tutte le bellezze del West e dell’Arizona.

Grand Canyon (52)

Una volta raggiunto il luogo di destinazione ci innamoriamo, com’ è logico che sia, delle mille sfumature di luce che oltrepassano le rocce del Grand Canyon. La Monument Valley, che si trova nella riserva dei Navajos, fa più o meno lo stesso effetto. Ci si chiede ogni volta come possa, tutto questo, essere la realtà.  Si tratta di due dei luoghi più famosi d’America e probabilmente dal punto di vista turistico, due veri e propri “must”.

Dopo aver visitato il Grand Canyon, ci dirigiamo verso Cameron, passando così attraverso il Painted Desert. Già dal nome si può capire di cosa si tratta: l’erosione, come pure nella Monument Valley, ha disegnato vari strati nella roccia, i quali differiscono l’uno dall’altro per via dei colori, tutti molto accesi, ma dalle tonalità veramente diverse.

L’Arizona è bagnata (e mai come in questo caso si fa per dire, ovviamente) dal fiume Colorado, le cui anse sono un altro spettacolo messo in scena dalla genialità di Madre Natura. Il ponte chiamato Navajo Bridge, per rimanere nella riserva dei nativi, offre un panorama davvero mozzafiato. Si possono inoltre visitare alcuni sentieri accanto al fiume che danno i brividi.

A poca distanza da qui troviamo l’Antelope Canyon. Dopo esserci assicurati una buona guida, ci immergiamo in un tour che, nelle ore che vanno dalla tarda mattinata al primo pomeriggio, è reso ancora più affascinante dalla perfetta intensità della luce. Come altre attrazioni di questi luoghi, l’Antelope Canyon è il frutto dell’erosione dell’acqua e del vento: si tratta di una spaccatura profonda duecento metri e larga, in alcuni punti, poco più di novanta centimetri.

Non molto distante dai luoghi toccati dal nostro itinerario troviamo anche il Petrified Forest National Park. La foresta pietrificata si rivelerà una grande sorpresa, perché mai nessuno potrebbe immaginare un deserto tanto ricco di colori. Le formazioni della Blue Mesa e dei Teepes valgono da sole gran parte del nostro viaggio, il quale purtroppo sta oramai volgendo al termine.

Il rosso delle rocce e l’azzurro del cielo sono i colori che porteremo a casa al termine di quest’avventura.

 

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1 commento

  1. Sono stata anche io da quelle parti! E di recente! Hai ragione ..è proprio una meraviglia! Fra tutti il Grand Canyon è quello che mi ha appassionato meno, mentre L’Antelope non ha deluso le aspettative..Io e il compagno abbiamo scelto di visitare il lower piuttosto che l’upper su consiglio dei nostri ospiti a Page.Purtroppo molti luoghi erano allagati quando siamo stati noi e non abbiamo potuto visitarli 🙁

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