Cape Town: la suggestione di una città in cui si è scritta una pagina di storia

Gran Parade

La triste attualità di questi giorni mi ha fatto venir voglia di scrivere di Sudafrica, o meglio di quella città del Sudafrica in cui Nelson Mandela trascorse i 27 lunghi anni di prigionia e nella quale pronunciò il primo discorso pubblico dopo la scarcerazione, l’11 febbraio 1990. Chiaramente sto parlando di Cape Town.

Luogo del primo insediamento europeo in Sudafrica, a Cape Town è ancora forte la percezione che l’equilibrio razziale sia ancora un punto d’arrivo verso il quale la città si muove a lenti passi. A dimostrazione di questo le bidonville che ci accolgono al nostro ingresso nella città, abitate interamente dalla popolazione nera.

Nelson Mandela

Già, perché io a Cape Town ci sono arrivata dopo un lungo safari attraverso l’Africa australe. Il nostro truck ha varcato il confine tra le terre selvagge e la metropoli troppo rapidamente perché l’impatto non risultasse brusco. Semplicemente non ero pronta a tanta civiltà, reduce da giornate e nottate trascorse a contatto con una natura che mi aveva inevitabilmente abituata a seguirne i ritmi. Proprio per questo non ho amato questa città sin da subito, anzi, l’ho sentita distante, quasi un po’ ostile, e non sono riuscita a stabilire subito un rapporto. Tanto che il primo giro al City Bowl, ovvero il centro vitale di Cape Town mi ha vista un po’ fredda. Mi guardavo intorno in cerca di un segno, di un qualcosa che catturasse la mia attenzione e che giustificasse tutto il bene che avevo letto e sentito di questo posto.

Cape Town

E il segno che cercavo è arrivato proprio a Grand Parade, ovvero la piazza in cui Mandela pronunciò il celebre discorso a cui facevo cenno poco sopra. Ecco, in quella piazza, dove il mio sguardo è stato immediatamente catturato da due stendardi posti sulla facciata del vecchio municipio e raffiguranti il viso sorridente di Madiba, ho preso contatto con la città.

Nelson Mandela

Il solo pensiero che i miei piedi poggiassero sulla stessa piazza in cui, nel 1990, si stima che tra le 150 e le 250 mila persone provenienti da tutto il Sud Africa, si radunarono per quella che è stata sicuramente una giornata storica, non solo per il Sud Africa, ma per il mondo intero, mi ha fatto emozionare in un modo nuovo, che non avevo ancora sperimentato nel corso dei miei viaggi. Sì perché i pensieri hanno iniziato a scorrere velocemente  e le immagini di quella piazza gremita, poste in un qualche cassetto della mia memoria, mi hanno fatto realizzare quanto forte dovesse essere il carisma di quest’uomo perché tante persone, in un mondo senza “internet il facilitatore” e braccato dalla censura, solo attraverso il passa parola, riuscirono a raggiungere Cape Town solo per sentirlo parlare finalmente da uomo libero. Un luogo insomma in cui si è scritta una pagina di storia, e che già solo per questo motivo non può lasciare indifferenti.

Gran Parade

Da questo momento ho visto la città con una maggiore apertura e questo ha fatto si che anche io possa schierarmi tra coloro che dicono “Vai a Cape Town, sicuramente ti piacerà”. Ti piacerà perché la sua posizione geografica legittima chi la considera un posto unico: posizionata all’estrema punta del continente africano e separata dall’Antartide solo dall’oceano, qui ci si sente davvero ai confini del mondo.

Cape Town view from the Table Mountain

Ti piacerà perché ti troverai a passeggiare per il centro circondata da giganti che sovrastano la città donandole un fascino non trascurabile: parlo della celebre Table Mountain, una sorta di enorme monolito alto 1000 metri, simbolo della città e degli altri promontori quali Lion’s head e Devil’s Peak.  

Table Mountain

Ti piacerà perché è una città estremamente vitale, sia di giorno che di sera, e per averne la riprova è sufficiente passeggiare per Long Street, dove negozi , locali e ristoranti non si contano.

Long Street

Ti piacerà per il pittoresco mercato di Greenmarket Square frequentato tanto da turisti quanto dagli abitanti della città. Ti piacerà per Bo-Kaap, il coloratissimo quartiere musulmano. Ti piacerà perché a qualunque ora tu decida di andarci, il Water Front, vecchio porto abbandonato e in seguito recuperato con importanti ristrutturazioni,  ti accoglierà con una veste diversa: quartiere adatto ad un tranquillo pranzo domenicale al sapore di salsedine, piuttosto che quartiere adatto a trascorrere una vivace serata tra amici.

Water front

Water front

Ti piacerà perché a 12 km al largo della costa è possibile visitare Robben Island, divenuta tristemente nota per essere stata la sede della prigione in cui fu rinchiuso Nelson Mandela per ben 18 anni e, proprio per questo, considerata una tappa fondamentale per coloro che vogliono ripercorrere i momenti più salienti della lotta all’apartheid.

Robben Island

Ti piacerà infine perché, appena fuori città, diverse meraviglie sono lì ad attenderti: parlo di luoghi quali Capo di Buona Speranza e Boulders Beach. Ma, in quanto meraviglie certificate, non posso liquidarle in poche righe e, a loro, dedicherò un post ad hoc. 

 

 

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Elena

Elena

Vive a Torino, città che ama profondamente, e dove si occupo di advertising. Ma nonostante questo amore per la sua città sente l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Crede profondamente che viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.
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2 Commenti

  1. Capisco chiaramente quello che si prova passando da un periodo più o meno lungo lontani dalle comodità e dalla civiltà, ad una città magari una metropoli, piena di vita, traffico, confusione dove magari le stelle non le vedi nemmeno a pagarle.
    Però ho sempre avuto un’immagine di Cape Town come di una città dalle mille sfaccettature; povertà, ricchezza, contrasti, apartheid, natura, città che trova conferma nelle bellissime foto di questo articolo.
    Mi colpisce la parte in cui racconti che la visita della piazza è stata scatenante per il vedere Cape Town con occhi nuovi.
    E poi…sarei a due passi dall’ Antartide…
    Complimenti.

  2. Grazie Matt, dal tuo commento è chiaro che hai capito benissimo quello che volevo trasmettere in quest’articolo. La prima fase di contrasto con la città, per poi riuscire a capirla e quindi, ad apprezzarla. Pensa che oggi ti dico che io, a Cape Town, ci andrei anche a vivere!

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