Da Brisbane a Sydney, un viaggio on the road

In Australia ho passato 5 mesi della mia vita. Il motivo principale è stato un tirocinio all’Università della Sunshine Coast, ma ciò non escludeva ritagliarsi del tempo per godere di tutto ciò che quest’enorme paese ha da offrire. Ci si sente sempre troppo piccoli e insignificanti davanti alle enormi distanze che separano tutto e tutti in Australia. “A testa in giù” le cose da fare, i posti da vedere, le esperienze da vivere sono sempre troppe. Ma è sufficiente una buona organizzazione, qualche soldo e un pò di spirito d’avventura per passare dei momenti indimenticabili.

Uno dei nostri è stata la tratta Brisbane-Sydney in campervan. Mille chilometri on the road mentre le foreste si alternavano a campi, fiumi e mucche.

Esistono diverse compagnie di autonoleggi a livello nazionale. Alcuni esempi? Jucy, Imoova e Wicked, per i più trasgressivi! Le filiali le potete trovare nelle maggiori città del continente e tutte prevedono la possibilità di ritirare un mezzo in una città e riconsegnarlo in una diversa. Ma…in qualche modo le macchine devono pur tornare a casa, anche a seconda delle richieste. E qui entrano in gioco  le “relocation offers”: tu, viaggiatore, ti offri di riportare le automobili nelle filiali di partenza e loro, compagnie, pensano a scontare i prezzi, fornire un pieno di benzina (in alcuni casi) ed indicare un massimo di kilometri percorribili in tot giorni.

A parte l’esperienza in sé che ricorda i film americani, se si pensa al solo aspetto economico la convenienza è altissima: secondo la mia esperienza, i prezzi medi in bassa stagione per un campervan in grado di ospitare due adulti si aggirano intorno ai 40 dollari/giorno, senza contare l’assicurazione (ogni compagnia ha diverse opzioni). Con queste offerte speciali invece non è raro poter affittare un mezzo per un dollaro al giorno!

Nello specifico, la relocation di inizio agosto che ci interessava è stata Brisbane-Sydney. Kilometri illimitati e 4 giorni a disposizione, un pieno di benzina incluso, 1 $/giorno di costi (26$ se contiamo l’assicurazione senza pensieri – che consiglio caldamente, se non altro per ‘peace of mind’ visto che guiderete sul lato sbagliato della strada, nel lato sbagliato della macchina) un letto matrimoniale, un lavandino ed un fornello in miniatura a completare il quadro!

In Australia le corsie sono grandi, non avrete problemi di spazio e non appena vi lascerete alle spalle la periferia di Brisbane la vista sarà super. Le tappe del viaggio sono in tutto e per tutto in mano vostra; di seguito troverete quello che è stato il nostro personale plan!

 Australia Pacific Coast Highway

1^ giorno, Brisbane-Byron Bay, 165 Km

Di buon’ora ci siamo alzati per raggiungere la filiale Jucy di Brisbane nel quartiere di Fortitude Valley, non esattamente al centro della città ma raggiungibile in tutta comodità con lo stesso treno che si prende dalla Sunshine Coast. Una macchia di colore composta da pulmini Jucy vi aspetta tra i palazzi a vetri, quindi solo il tempo delle pratiche e consigli/raccomandazioni generali vi separerà dalla marcia. Non preoccupatevi se passerete alcuni minuti fermi nel parcheggio ad immedesimarvi nella parte del guidatore a destra. Nel mio caso, non avendo mai guidato una macchina automatica, per di più lunga più di 4 metri, un quarto d’ora se n’è andato!

Il minimo comune multiplo del viaggio, se scegliete di fare questa tratta, sarà la Pacific Coast Highway, la più famosa superstrada d’Australia che vi guida per 900 Km attraverso quasi tutto lo stato del Nuovo Galles del Sud. Il motto sull’opuscolo è: “There is something for everyone on the legendary Pacific Coast”. Ed è proprio così!

skyline da palm beach

Dopo una breve sosta a Palm Beach con passeggiata sulla spiaggia e vista sui grattacieli luccicanti della Gold Coast e un’altra oretta di viaggio si arriva a Byron Bay nel primo pomeriggio.. La cittadina che ha ospitato, e continua a ospitare, grandi comunità di hippy, oggi è un must che attira stranieri e australiani curiosi di provare in prima persona l’atmosfera rilassata del posto.

hippies Byron Bay, Australia

Byron Bay è il villaggio dove molti, inizialmente intenzionati a fermarsi solo pochi giorni, sono rimasti mesi. Qui di francesi ce ne sono tanti, qualcuno direbbe troppi, e oggi sono loro i maggiori sostenitori della vita hippy. Trovano lavoro nelle fattorie, prolungano il visto e intanto godono della bellissima e lunghissima spiaggia e della vista mozzafiato dalla cima della collina che ospita il faro, Cape Byron. Salite fin lassù e vi troverete nel punto più orientale d’Australia, guardate in basso e vedrete le scogliere verdi e marroni che scendono verso l’oceano spumeggiante, spostate lo sguardo all’orizzonte e probabilmente ci sarà uno dei più bei tramonti che abbiate mai scorto.

 Australia Cape Byron

Il cibo non sarà un problema perché se veramente vorrete provare qualcosa di locale, allora mangerete carne alla griglia o fish and chips. In questo viaggio ne abbiamo provati tanti e forse uno dei migliori l’abbiamo trovato proprio a Byron: si chiama Ozi Go-Tucker, e il fatto che si trovi nel parcheggio della pompa di benzina all’angolo tra Ewingsdale Road e Bayshore Drive è solo un dettaglio da trascurare.

Per il pernottamento ci siamo affidati al Glen Villa Resort, un campeggio/parcheggio per campervan da 29$/notte talmente buio da farvi apprezzare stelle mai viste. Essenzialmente questi posti non sono altro che grandi prati con bagni e cucine comuni, ma almeno, dopo una lunga giornata passata in macchina al caldo e prima di una serata al freddo, potrete godere della doccia!

2^ giorno, Byron Bay – Port Macquarie, 395 Km

Se siete così fortunati o scaltri da programmare la vostra presenza a Byron nella prima domenica di ogni mese o nella terza di dicembre e gennaio, allora non dovete perdervi il Byron Regional Market nella Butler Street Reserve. Troverete prodotti di artigianato locale, frutta e verdura esclusivamente biologica piantata e cresciuta a non più di 10 Km da luogo di vendita, qualche band che suonerà per voi mentre camminerete o sgomiterete per farvi largo! Unico consiglio: arrivate a piedi o cercate parcheggio dalle 7 di mattina.

Noi siamo risaliti sul campervan e abbiamo cercato di metterci in moto il prima possibile dal momento che la tappa che avevamo programmato per oggi è la più lunga. 395 Km da coprire, con il navigatore che ci suggerisce 5 ore di viaggio.

Il paesaggio è bellissimo. Non dovete immaginarvi le superstrade a cui siamo abituati noi, ma un percorso monocorsia immerso nella foresta: in tutto il viaggio non ci sarà un punto in cui il vostro sguardo non incontrerà del verde o del marrone, e se avrete il sole allora tutto sarà ancora più bello, con il nero delle ombre ed il sole con i suoi raggi quasi laser perfettamente distinguibili tra le foglie.

Moltissimi fiumi e animali, anche dei cervi, ci hanno fatto compagnia in questa tappa e con un pò di musica e tanta curiosità e eccitazione per guardare quello che ci stava circondando le 5 ore sono passate in fretta.

Port Macquarie è una cittadina molto tranquilla, così tanto tranquilla che forse all’inizio vi domanderete il perché sia una sosta nota e consigliata per questa tratta. Storia a parte, perché la maggioranza delle piccole cittadine costiere nasce come colonia penale per terribili carcerati, i vostri dubbi spariranno quando arriverete al porticciolo e sul lungo mare. Pellicani, delfini e talvolta qualche balena sono i colpi di scena di questa tappa, che comunque vi soddisferà con la sola passeggiata al tramonto sul lungofiume dei graffiti.

 Australia Port Macquaire

E’ a Port Macquarie che troverete anche l’ospedale dei koala, una sorta di centro di recupero per koala sfortunati. L’ingresso è gratuito e ovviamente le offerte sono ben accette. Lo stesso vale per la villa coloniale di fronte, una rara superstite degli anni che furono. I custodi sono volontari e tutti molto disponibili a scambiare quattro chiacchere e dare consigli su cosa vedere o come spostarsi nei dintorni. Noi abbiamo trovato George, un francese naturalizzato australiano.

 Australia Koala hospital

Il nostro alloggio a Port Macquarie è stato il Sundowner Breakwall Tourist Park, anche qui 30 $/notte! L’atmosfera fuori stagione però, c’è da ammetterlo, non era il massimo, anche se ci si può addormentare con il rumore delle onde e ci si sveglia con un’alba bellissima.

3^ giorno, Port Macquarie – Newcastle, 244 Km

Penultimo giorno di una delle esperienze più belle e significative della vostra vita. Calcolate bene quindi gli orari e gli spostamenti, perché vorrete godervela il più possibile.

Sarà normale se vi sembrerà di conoscere la strada principale da sempre anche se l’avrete percorsa per poco più di 72 ore. Ci si guida bene e ci si sente a casa. Gli alberi ed i cartelli stradali con canguri e koala saranno i vostri costanti compagni di viaggio. Se avete più di 4 giorni a disposizione vi consiglio caldamente di sviare dalla main road e prendere percorsi alternativi, le cosiddette tratte turistiche che solitamente allungano il percorso nell’entroterra e vi porteranno a scoprire paesaggi mozzafiato e passatempi da ricordare. In questa regione le aziende vinicole, i bed and breakfast in ville coloniali, i ruscelli, i parchi naturali e le gallerie d’arte non mancano di certo. Around Hermitage è sicuramente  un indirizzo da segnare e non lasciarsi sfuggire se siete amanti del genere. Purtroppo non abbiamo potuto testare di persona, il tempo per noi è stato tiranno.

Si raggiunge Newcastle dopo circa tre ore e mezza di viaggio e prima di arrivare al centro noterete molte industrie pesanti sulle quali la città ha fondato totalmente, prima, e in maniera meno importante, ora, la propria economia. Il vanto ed allo stesso tempo il punto di forza di Newcastle sono le 8 spiagge che circondano il centro città, e, come sentirete affermare dagli orgogliosi abitanti, poche città al mondo possono dire lo stesso.

 Australia Newcastle

Il porto è vivace, con le sue carboniere, i pescherecci, le imbarcazioni private, quelle per i tour della città ed i vari inevitabili personaggi che caratterizzano ognuna di queste barche/navi a fare da sfondo.

Il punto focale della città è senza dubbio Darby Street e dintorni: qui i si mangia, si fa shopping, ci si rilassa il pomeriggio e si esce la sera (un valido sito internet per essere sempre aggiornati su quello che succede in città è Newcastlenow.org.au).

Il consiglio però è quello di deviare da questa passeggiata per una delle tante strade in salita che si snodano da Darby Street: King Street, Tyrrell Stree, Nesca Parade o Swan Street. Vi accorgerete subito, fatica a parte, di come l’architettura più moderna svanisca per lasciare il posto a case vittoriane decorate con balconi verdissimi o villette a schiera con vista sul sobborgo di Stockton (Watt Street) o sullo Shortland Park e chiese in mattoncini rossi (una su tutte, la Christ Church Cathedral su Church Street).

Se poi a fine giornata vorrete rilassarvi  sul lungomare mi sento di consigliarvi il percorso del Macqurie Pier che vi porterà al Nobby’s Lighthouse. Per una mezz’ora abbondante sarete su una lingua d’asfalto circondata da sabbia, mare, onde e vento con vista sul faro della città!

Per l’alloggio a Newcastle ci siamo affidati allo Stockton Beach Holiday Park. Da consigliare assolutamente: ben organizzato, cucina e bagni comuni puliti e confortevoli, staff cordiale, location stupenda di mattina, con la spiaggia a 10 metri dai parcheggi dei campervan, e tranquilla di sera. In più, Wi-Fi gratis. Anche qui, 30$/notte!

4^ giorno, Newcastle – Sydney, 161 Km

Il giorno dell’ingresso in una delle grandi metropoli mondiali, a questo punto, sarà arrivato, e nulla vi sembrerà più futuristico ed ingegneristicamente avanzato di quello che vedrete in quel momento, tenendo anche a mente di quello che avrete attraversato nei 4 giorni precedenti. Per lo meno, per noi è stato così. A Sydney si respira quell’aria da grande città, si respira il continuo brulicare di attività, di lavoro, di divertimento. Si apprezza il paesaggio, urbano e periferico, con la stupenda baia che fa da sceneggiatura, ed il caos che è in netto contrasto con la tranquillità dei 965 Km già trascorsi.

 Sydney

La prima tappa, nostro malgrado, è stata la locale filiale Juicy. E’ talmente fuori dal centro di Sydney ed il centro a prima vista è così ostico che abbiamo ringraziato il momento in cui, 4 giorni prima, abbiamo deciso di affittare il navigatore satellitare. I trasporti pubblici per il ritorno però hanno funzionato bene ed in meno di un’ora di tour panoramico Botany-CBD siamo tornati in città.

A questo punto il compito su cosa vedere, cosa fare e dove andare sarà completamente in mano vostra. Mille possibilità vi si renderanno disponibili.

Da parte nostra solo 3 consigli:

  1. evitare l’ostello Central Perk Backpackers al 611 di George Street. Anzi, quasi vi invito a dare un’occhiata al sito internet e poi fare un giro sul posto: capirete il potere della pubblicità del web;
  2. mangiare un boccone da La Tapa Guapa, ristorante spagnolo al 557 di George Street, all’angolo con Liverpool Street;
  3. andare assolutamente al Wharf numero 3 e prendere il traghetto per Manly. A 40 minuti dalla grande città esiste un paesino sul mare che neanche vi immaginate, fatto da stradine, negozi artigianali, lunghe spiagge, pappagalli e gustosissimi cafè. E, una volta sul posto, per il vostro bene, mangiare assolutamente un boccone al Manly Fish Market/Cafè – all’angolo tra Wentworth Street e South Steyne – per poi, una volta immagazzinato energie, risalire la collina da Darley Road e arrivare fino all’International College of Management; non essendo fan della saga non me ne ero reso conto, ma la somiglianza con il castello di Harry Potter è molto alta!

Per il resto, buon viaggio!

 

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Andrea M

Andrea M

24 anni, è un biologo marino, un fotografo e un viaggiatore. Non gli piacciono le mete eccessivamente turistiche e fin'ora ha avuto la possibilità di visitare anche paesi come il Sudan, il Myanmar e la Russia. Ha un blog fotografico Amnopanic.blogspot.com che aggiorna quasi quotidianamente con le fotografie delle sue giornate. Quando è in giro diventa il suo diario di viaggio!
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2 Commenti

  1. Grande Andrea!!!! quando me lo hai raccontato dal vivo mi sono entusiasmato ma ora…. mi è venuta la voglia di prendere il primo aereo e partire!

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