Ho Chi Minh (Saigon): il nuovo Vietnam

Saigon, “Ho Chi Minh City”, inizia qui il mio tour del Vietnam con destinazione finale Hanoi. Anno 1900, Saigon è romantica, ha strade polverose, ritmi lenti, è come una cittadina della Provenza, ma è una città importante.

È una piccola Parigi: capitale dell’Indocina francese, ha una cattedrale gotica di nome Notre-Dame e persino un nuovo teatro dell’opera. Ma, è in Asia. Riesco ancora a sentire il fascino esotico della piccola Parigi guardando la patina gialliccia di un’antica fotografia raffigurante Dong Khoi, la strada principale di Saigon. E’ il mio primo giorno a Saigon e mi trovo all’ultimo piano dellaBitexco Financial Tower, il primo grattacielo della città.

Saigon panorama Bixer Tower, Vietnam

Anno 2013, Saigon non è più capitale, non è neppure una città ed è il 1er arrondissement, ovvero il quartiere più centrale della città di Ho Chi Minh. La cattedrale si chiama ancora Notre-Dame, ma il teatro dell’opera è chiuso. Assomiglia ancora a Parigi, ma anche a Milano e New York. Ci sono le boutiques delle griffes più chic, lussuosi hotel, ristoranti italiani, francesi, giapponesi, steak-houses e tapas bars. A Dong Khoi c’è persino una birreria tedesca. Boutiques, griffes, chique. Dong Khoi è ancora romantica.

La città di Ho Chi Minh è il nuovo Vietnam, è il Vietnam con un piede nel futuro. È una città vibrante, ricca di vita, di luci e di giovani. È internazionale, è una metropoli che ha aperto la sfida a Bangkok e Singapore per diventare uno dei più importanti “hub” del Sud Est Asiatico. Ho Chi Minh è il centro del business e del potere finanziario di un paese il cui PIL cresce a una media del 5.2% l’anno. Le multinazionali aprono qui i loro uffici. Anche la borsa valori è qui ed è più grande di quella di Hanoi, la capitale. Anche molti giovani neolaureati di Hanoi si trovano a Ho Chi Minh. C’è chi lavora negli uffici, chi col turismo, chi fa l’artista o chi, più semplicemente, il tassista. Ho Chi Minh batte a Hanoi anche sulla birra. A parte quelle artigianali, sono quattro le birre di Saigon: la Saigon Red, Saigon Green, Saigon Special e la mitica 333, conosciuta anche con Ba Ba Ba. Un consiglio. Se siete alla vostra quinta birra e siete intenzionati a ordinare una Ba Ba Ba come sesta, limitatevi all’inglese per interloquire con i camerieri. Evitate quindi di pronunciare Ba Ba Ba con la bocca impastata. Sembrerete dei ritardati. Ve lo garantisco. Se lo avete già fatto, non vi preoccupate, non c’è limite al peggio. Infatti, pronunciando solo due volte ‘Ba Ba’ ordinerete una nonna. Scherzi a parte, la birra vietnamita è veramente buona, è una pilsener, stessa razza delle birre ceche o ungheresi, è un prodotto tipico ed ogni città importante ha la sua. Sorprendentemente il Vietnam è uno dei paesi asiatici con più tradizione per quanto riguarda la birra. Ciò è merito dei mastri birrai cecoslovacchi che intorno alla fine degli anni sessanta furono invitati dal governo comunista del Vietnam del Nord con il sommo fine di introdurre i vietnamiti alla lavorazione del luppolo.

La città di Ho Chi Minh è anche il centro della movida, sono molte le discoteche, i locali alla moda e le belle ragazze autoctone. C’è da divertirsi. State attenti, soprattutto i maschietti, non è tutto oro quello che luccica. Infatti, durante l’occupazione americana di Saigon, Dong Khoi aveva già perso la sua aurea coloniale ed era una via sporca piena di pensioni economiche, spacciatori e bordelli. Bordelli a uso e consumo dei soldati americani che ritornavano o partivano per il fronte. Oggi, purtroppo, qualche bordello e alcuni spacciatori sono rimasti. Sono in centro, a Saigon. Vicino al teatro dell’opera, che è rimasto chiuso.

Saigon Notre Dame, Vietnam

Per comprendere meglio l’atrocità e l’orrore della guerra del Vietnam ovvero la ‘guerra americana‘ (così la chiamano i vietnamiti), consiglio di visitare il War Remnants Museum e di programmare una visita guidata presso i Cu Chi Tunnels. A Cu Chi vi è una specie di città formata da gallerie sotterranee. Queste gallerie furono utilizzate dai VietCong per difendersi e contrattaccare le sortite dei soldati americani. Si tratta di gallerie strettissime e buie nelle quali i combattenti erano costretti a trascorrere intere settimane. I Cu Chi Tunnels si trovano nel bel mezzo di una foresta dove non mancano trappole mortali. Trappole che originariamente furono usate per la caccia di animali, il cui uso fu riconvertito durante la guerra.

Oggi, fortunatamente, l’uso di queste trappole è nuovamente cambiato, sono tutte ampiamente segnalate e sono a completo uso e consumo dei tours guidati.

Il mio consiglio è di iniziare il vostro tour del Vietnam da Ho Chi Minh. Lo shock culturale sarà attutito dal fatto che vi troverete nella città più moderna del paese. Inoltre, secondo la mia esperienza, l’aeroporto internazionale di HCMC offre migliori collegamenti con l’Europa rispetto a quello della capitale. L’altra ragione, forse la più importante, è che iniziando da Ho Chi Minh avrete più tempo per scoprire il vero Vietnam. Sembra assurdo, ma iniziando dalla città meno vietnamita e più moderna avrete il tempo sufficiente per metabolizzare ed assaporare questo fantastico paese.

 

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Matteo V.

Matteo V.

Tortonese, ama la sua città, la cucina ed i prodotti tipici della sua regione, il Piemonte. Attualmente, vive a Londra dove lavora come consulente aziendale. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni: il nuoto (è nuotatore master con la Derthona Nuoto Master), la fotografia (il suo sito di foto Mattvphotography.net ) e la lettura di romanzi. Animo inquieto, ama anche viaggiare. I luoghi che hanno più influenzato la sua personalità sono la Thailandia, l’India e il Vietnam. Sogna di visitare il Sud America.
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