Luang Prabang, la gemma del Mekong

Luang Prabang è una piccola gemma incastonata nel bel mezzo del verdissimo Laos, e con la sua aria di pace e tranquillità ci ha fatto innamorare.
Già dalla strada statale 13 per raggiungerla dalla capitale Vientiane (11 ore per percorrere 330 km) che attraversa infinite vallate verdi, la cui unica traccia della presenza dell’uomo era proprio la strada che stavamo percorrendo, avevamo intuito quanto splendida ed incontaminata potesse essere la cittadina.

Panoramica Laos

La città, molto piccola e raccolta si sviluppa nel punto di confluenza tra il fiume Nam Khan e il maestoso Mekong e dal 1975 fa parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Il nostro consiglio è di noleggiare una bicicletta (15.000 kip, 1,5€ per una giornata intera), sarà un’esperienza magnifica!

La cosa che più ci è piaciuta di Luang Prabang è il suo night market, completamente diverso dagli opprimenti e chiassosi mercati che caratterizzano il sud est asiatico, la sua calma e il suo ordine nonché l’estrema economicità hanno fatto si che ci tornassimo per tutte le nostre serate passate in città. I prodotti venduti sono principalmente oggetti di artigianato locale e vestiti, noi abbiamo acquistato (accordandoci con altre persone, per ottenere uno sconto maggiore) delle bellissime sciarpe in seta fatte a mano, certificate come artigianato locale oltre ad altri numerosi souvenir.

La cittadina è caratterizzata da numerosi templi buddhisti, tra i nostri preferiti il tempio Wat Xieng Thong, simbolo della città e tra i più importanti templi del Laos, il Wat Chom Si, situato in cima alla collina che domina la città, è raggiungibile tramite più di 300 scalini (portatevi dell’acqua!), da qui si gode di un ottimo panorama sul Mekong e tutta la città.

Wat Xieng Thong - Laos

Dalla parte opposta del fiume Nam Khan, dopo aver attraversato il piccolo ponte di ferro ci siamo imbattuti in un piccolo tempio di cui non sono riuscito a trovare il nome, dove abbiamo avuto la fortuna di conoscere e parlare con un giovane monaco, monk Wone, che ci ha tradotto delle preghiere in lao che avevamo ricevuto in un altro tempio tramite un particolare rituale dicendoci belle parole, è stata una forte emozione e ho custodito la sua e-mail come un prezioso tesoro, e a distanza di mesi siamo ancora in contatto.

Wat Chom Si

Il Palazzo Reale merita sicuramente una visita, è stata la sede del re fino al 1975 quando Luang Prabang era la capitale del Laos, qui è possibile vedere i gioielli della corona, e, degno di nota un frammento di suolo lunare proveniente da una missione Apollo, donata dal presidente Nixon “come simbolo dell’unità dell’umanità, e porta con se la speranza che il popolo americano ripone per un mondo in pace” recita la targhetta.. peccato che solo pochi anni dopo il Laos fu pesantemente bombardato durante la guerra del Vietnam.

Moonpiece - Luang Prabang

Una cosa molto caratteristica della città è il rito che si svolge ogni mattina all’alba ed è la processione dei monaci che escono dai templi e vanno a ricevere le offerte dai fedeli (principalmente riso, ma anche biscotti e caramelle) unica loro fonte di sostentamento.

Ho provato sentimenti contrastanti durante questo rituale: il primis lo stupore e la curiosità per questo particolare rito che si ripete giorno dopo giorno da chissà quanto tempo. Successivamente questi sentimenti sono stati soppressi dalla rabbia nei confronti di quei turisti che non si limitavano a guardare o scattare foto dall’altro lato della strada, ma si mettevano tra i monaci e i fedeli per ottenere scatti migliori, ostacolando e interrompendo la processione. Il peggio è stato raggiunto da un gruppo di giapponesi con tanto di guida, un vero peccato, perché immagino di trovarmi nella stessa situazione solo vent’anni prima (quando le frontiere del Laos non erano aperte ai turisti), in una situazione quasi magica tra il chiaro e lo scuro.

Processione dei monaci

Poco fuori dalla città, è possibile ammirare e immergersi nelle stupende cascate Tad Sae: bisogna prendere un tuktuk dal centro, si arriva sulla riva di un piccolo fiume e si noleggia una barchetta che in 5 minuti attraversa il fiume e porta alle cascate. Qui si trova un piccolo centro dove è possibile fare un giro nelle cascate sugli elefanti, ma dato che ci sembravano un po’ tristi, ci siamo limitati a comprare delle banane e canne da zucchero da offrirgli.

Tad Sae Waterfalls

Le cascate sono una meraviglia della natura: formazioni calcaree creano piccole piscine immerse in un fitto bosco che le protegge dal sole. Una nuotata nell’acqua fresca e cristallina è un perfetto toccasana per sopravvivere al caldo cocente del Laos.

Insomma, Luang Prabang è una meta che non potrete assolutamente perdere se avrete la fortuna di fare un viaggio in Laos!

 

Info utili:

Per dormire il nostro consiglio è di non prenotare in anticipo la guesthouse, ma di cercarne una direttamente sul posto. Ci sono 2-3 stradine piene di piccole attività che probabilmente non hanno nemmeno un sito internet (è facilissimo trovarle, sono sulla strada principale, 100 prima del night market). Per una doppia con bagno in camera, abbiamo speso 10€ per notte.

Per mangiare sono presenti numerose bancarelle che servono delle ottime baguette farcite e dei fantastici fruitshakes. In alternativa, in una piccola stradina dietro il night market è possibile trovare il “food market” dove è possibile mangiare tutto quello che ci sta su un piatto al prezzo di 1€, incredibile!

 

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Angelo e Giulia

Angelo e Giulia

Hanno una missione da compiere: visitare tutte le capitali d’Europa prima dei 30 anni. Con lo zaino in spalla, hanno viaggiato in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, UK, Irlanda, Olanda, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Svezia, Finlandia, Russia, Repubblica Ceca, Austria, Polonia, Belgio, Croazia, Bosnia, Serbia, Turchia, Thailandia, Cambogia, Laos e Vietnam. In futuro sognano di tornare in Oriente e di attraversare il Sud America. Sono appassionati di street food: dimmi come mangi e ti dirò che viaggiatore sei. The world is a book, and those who don’t travel only get to read one page…
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