Nulla incanta più del cielo in Portogallo

Lisbona - Belem-torre

Sarà merito della posizione geografica, della vicinanza all’oceano, dei patii che offrono inaspettati mirador o degli edifici rivestiti da colorati azulejos, sta di fatto che nel mio weekend lungo (o settimana breve dipende dai punti di vista) in Portogallo ho visto il cielo più limpido, azzurro e terso di tutta la mia vita.

Parto da Bergamo con un volo low cost diretto a Lisbona.

Dati i tempi ristretti decido di alloggiare Barrio Alto, una posizione piuttosto centrale, strategica per potersi godere la pulsante vita notturna della città. Trovo alloggio piuttosto facilmente, in una pensioncina sulla strada Norte (Pensaò Norte meno di 20 € per una doppia).

2-Lisbona-scorcio

La prima giornata la dedico a girovagare senza meta, ascoltando la musica nelle piazzette gremite di gente, bevendo birra ai chioschi e ammirando il panorama. Nel quartiere Baixa, passeggiando sul lungofiume, si incontrano intere vie dedicate a specifiche attività commerciali. Interessante l’Elevator de Santa Justa, in stile neogotico.

4-Lisbona-Baixia-Elevator

Confesso. Dedico due ore ad ascoltare cd di musicisti di Fado all’interno di una grande catena musicale. E su tutte scelgo Dulce Puentes, che con la sua voce potente riesce a smuovere tutta la sofferenza che ho dentro (non me ne voglia Amalia Rodrigues, la più grande cantante di fado di tutti i tempi).

Non pago di questa musica meravigliosa, decido di trascorrere la cena in uno dei tanti locali all’aperto della Piazza del Rossio, dove una fadista vestita con una gonna lunga, uno scialle sfrangiato, una voce struggente accompagnata da una guitarra portuguésa canta le pene, l’amore e l’esilio dalla sua terra.

Devo ammettere di non ricordare cosa ho mangiato, non me ne curo troppo, ma ricordo esattamente cosa ho bevuto: la Ginja, (o Ginjinha), un liquore a base di amarena, dolciastro e stucchevole che a Lisbona si beve dappertutto. Complice un giovane – e generoso – cameriere, la Ginjinha scorre a fiumi e a me non resta che andare a dormire.

Trascorro il giorno seguente esplorando in lungo e in largo l’Alfama, il quartiere vecchio. L’atmosfera è stupenda, ricorda una fotografia d’altri tempi: dedali di inerpicate viuzze (becos) le cui case espongono con orgoglio la bandiera nazionale alla finestra. Vien da sé che non ho saputo rinunciare a una visita al piccolo Museo del Fado, (ingresso 5€, gratis la domenica).

Qui nell’Alfama anche la gente ha un sapore antico: i balconi sono così vicini uno con l’altro che le donne si scambiano chiacchiere e generi alimentari direttamente dalle finestre.

Mi godo i punti panoramici del Mirodouro di Santa Luzia e di Santa Caterina dove nelle piazzette il ritmo è scandito dal suono degli jambe suonati da giovani fricchetoni provenienti da tutto il mondo.

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La giornata è assolata, le gambe stanche, le cose da vedere ancora molte. Decido di prendere un autobus in direzione Belem, un quartiere di periferia in cui i vecchi docks portuali sono stati riqualificati a favore di attività culturali e creative.

Lisbona - Belem

Protesa verso il fiume Tejo mi accoglie la Torre de Belém, la fortezza patrimonio dell’UNESCO costruita in memoria delle grandi conquiste dei portoghesi. Continua la celebrazione, l’imponente Padrão dos Descobrimentos, un’immensa prua di caravella ospita gli eroi portoghesi capitanati da Enrico il Navigatore a cui il monumento è dedicato. Dalla sommità del monumento, raggiungibile con un ascensore per soli 3€ si gode la vista strepitosa, nonostante un forte vento che schiaffeggia la faccia.

9-Lisbona - Belem - Monumento

Merita una visita il Museo della Marina che conserva cimeli di Vasco De Gama, il Museo National e – imperdibile – il centro culturale di Belem (ingresso gratuito).

10-Lisbona - Belem - CentroCultura

Nei Jardin do Ultramar mi concedo un po’ di relax all’ombra delle piante di dattero, prima di assaggiare i famigerati pastéis de nata nell’Antigua Cafetteria di Belem. La pasticceria è riconoscibile per l’incantevole facciata di azulejos, le tipiche piastrelle.

1-Lisbona - Azulejos

I pastéis sono deliziosi dolci alla crema che ricordano molto i pasticciotti salentini che, se ti è capitato di assaggiare, sai quanto possano essere indimenticabili. Non mi resta che godermi il tramonto sull’Oceano e tornare verso Baixia per la serata. Il giorno seguente prendo un autobus in direzione Porto.

Lungo il tragitto faccio una pausa di qualche ora a Coimbra, la città universitaria. La città presenta la tipica cinta muraria delle cittadelle militari. Entro dalla porta di Almedina, a sud e risalgo tra strette e ripide viuzze ciottolate e scalinate per raggiungere la Cattedrale Vecchia (Sé Velha). Il contrasto tra la pietra gialla, l’incombenza dello stile romanico e l’azzurro del cielo è indescrivibile.

12-Coimbra

Visito l’università dove trascorro la maggior parte del tempo nella Biblioteca Joanina una delle più belle del mondo, e mi chiedo perché la torre dell’orologio è soprannominata Acabra (la capra). Chiacchiero un po’ con uno dei 20’000 studenti universitari che abitano Coimbra. Mi racconta della Queima das Fitas (incendio dei nastri), la festa del giorno degli esami di maggio.

A Coimbra alla fine dell’anno accademico, gli studenti danno fuoco a nastri colorati che contrassegnano le diverse facoltà. La festa che, dura una settimana, inizia con un fado di mezzanotte sui gradini dell’università e termina con una parata in cima alla collina. Dovrò assolutamente venire a vederla prima o poi.

Come tutte le città universitarie, Coimbra di giorno è un po’ sonnolenta, i locali aprono nel tardo pomeriggio e prevalentemente hanno uno stile informale. Peccato avere così poco tempo, ma devo raggiungere Porto entro sera. Ma quanto è meravigliosa Porto ve lo racconterò prossimamente.

 

 

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Lara Ruzza

Lara Ruzza

Due sono le cose che la contraddistinguono: uno zaino sempre pronto e due cani al suo fianco. Ama i viaggi disorganizzati, il Sud Est Asiatico, il suo compagno di vita e di avventura e tutto ciò che non capisce fino in fondo. Le piace chiacchierare e restare sorpresa dalla bellezza e dalla generosità della gente semplice. La trovate su Ruzzas.it

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