Il teatro romano di Ferento… ovvero ciò che ne rimane

La strada che porta a queste rovine è stretta, con tante buche e poca segnaletica, ma quando si arriva sul pianoro dove si ergono le rovine di quella che è stata una città ricca e fiorente, lo sguardo spazia tutto intorno verso forre, boschi, montagne e lontani paesi e non è difficile capire perché questo luogo fu scelto per far nascere una città così importante.

 

Teatro di Ferento

Ferento diventò una vera città quando nel 157 a.c. circa tremila persone decisero di stabilirsi su questo pianoro, ricco di fertili terre e acque abbondanti che permisero di sfamare e dissetare per secoli migliaia di persone. Non solo, c’erano e ci sono acque curative che venivano usate per i bagni termali dei quali gli antichi romani erano dei veri cultori.

Durante l’impero di Nerone, uno dei congiurati venne fino a Ferento per prelevare un pugnale votivo che si trovava nel tempio della dea Fortuna, che doveva essere usato per uccidere il terribile tiranno.

Questa città diede i natali a due personaggi storici famosi che furono la bellissima Flavia Domitilla moglie dell’imperatore Vespasiano e l’imperatore Ottone che fu marito di Poppea. Ma non voglio fare un trattato di storia antica, voglio raccontarvi cosa è rimasto di tanto splendore passato.

gradinate ferento, Tuscia

Purtroppo  nel  1172 questa città venne rasa al suolo dai cittadini di Viterbo che avevano subito un tradimento da parte degli abitanti di Ferento. Questa vendetta fu terribile ma non è l’unica che si è avuta in questa zona, qualche secolo più tardi la stessa sorte toccherà alla città di Castro, ma questa è un’altra storia.

Ma torniamo ai nostri giorni, si arriva in un grande piazzale e davanti a voi si ergono le rovine bellissime di un teatro che nonostante tutto ancora si mantiene quasi intatto. Ha più di duemila anni ma non li dimostra! Non ci sono più le statue marmoree che lo adornavano, sono state portate al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo, ma rimane lo stesso la sensazione di splendore e magnificenza.

proscenio teatro Montefiascone

Il teatro è circondato da una lunga serie di archi che danno una sensazione di potenza ed agilità e subito dietro c’è il decumano massimo sul selciato del quale si vedono i segni delle ruote delle migliaia di carri che lo hanno percorso.

Poco più là ci sono i resti delle terme, e c’è un pavimento in mosaico conservato magnificamente che colpisce per la sua eleganza. Chissà quante persone lo hanno calpestato per dirigersi verso gli ambienti delle terme, chissà quanti servitori hanno sudato per accendere i fuochi sotto il pavimento, sembra di sentire risate squillanti e voci mescolate di uomini e donne. Forse sono nati tanti amori in questi ambienti…….o forse no!

pavimento a mosaico

Tornando verso il teatro si può oltrepassare un arco, andare verso le gradinate e sedersi dove capita. L’acustica è perfetta e sembra di vedere gli attori che si muovono sul proscenio, anche ai nostri giorni durante il periodo estivo il teatro si anima con concerti, commedie e balletti eseguiti sotto il cielo stellato.

Passato e presente si mescolano continuamente, ma le sensazioni sono di pace e serenità! Forse la notte che è stata rasa al suolo, tutto era permeato di terrore e paura, di grida di persone che scappavano spaventate, ma adesso è tutto sereno e tranquillo e si odono solo i versi degli uccellini o i muggiti delle mucche che pascolano nei paraggi.

In mezzo a tanta tranquillità, appare un gatto che si avvicina per una carezza e forse per un biscotto, ed è l’unico guardiano che è rimasto a sorvegliare questi magnifici resti storici.

 

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Stefania FioridiLoto

Stefania FioridiLoto

Nonostante gli …anta si è di nuovo iscritta all’università dove sta seguendo i corsi per la laurea in Scienze Turistiche. Ha iniziato a viaggiare che era appena quattordicenne e non ha mai smesso. Dopo aver girato il mondo ha capito che la storia, l’arte, la gastronomia e i paesaggi che offre la sua Tuscia non hanno eguali!

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