Roma, alla scoperta del Ghetto Ebraico

Immaginate un grigio pomeriggio d’inverno. Le vie sono quasi deserte. Le botteghe degli artigiani chiuse. Una tranquillità quasi irreale. Siamo nel Ghetto Ebraico, uno dei quartieri dalla storia più controversa e triste, autentico come pochi altri posti e pieno di fascino. Mi piace perdermi tra queste stradine silenziose perché mi fa dimenticare presto di essere nella rumorosa e caotica Roma.

Ghetto Roma

Una visita al ghetto è un’esperienza intensa, che dovete fare assolutamente se siete nella Capitale. Iniziate la vostra passeggiata lasciandovi alle spalle l’isola Tiberina: vi ritroverete in via del Portico di Ottavia, la strada più animata e popolare del quartiere. Qui ci sono i ristoranti più conosciuti come Da Giggetto dove potete gustare i piatti tipici della cucina romano-giudaica. Non è eccellente ma questo posto è diventato ormai un “cult”.

Se notate una lunga fila di gente e non riuscite a capire perché sono lì che aspettano pazientemente, date una sbirciata e vi renderete conto che siete da Boccione, una vecchia pasticceria ebraica senza insegne e decori che sforna dolci tipici come amaretti, biscotti alle mandorle, mostaccioli e Kranz. Questo posto è diventato così leggendario che i suoi clienti arrivano da ogni parte del mondo per assaggiare i bruscolini tostati, la torta di ricotta e visciole e la “pizza da beridde”, un particolarissimo dolce tipico della tradizione giudaico-romanesca fatto con uvetta, pinoli, nocciole e frutta candita. Poco più avanti c’è La Dolceroma, la prima pasticceria austriaca a Roma, dove trovate la dobostorte, lo strudel e altri mitici dolcetti viennesi come la squisita Sacher monoporzione.

Se siete golosi siete nel posto giusto. Il profumo del pane appena sfornato e l’aroma di cannella si diffondono negli stretti vicoli del ghetto. La tradizione culinaria è un elemento che caratterizza questo quartiere. All’Antico Forno del Ghetto potete comprare gli ottimi filoni e rosette, ma anche la celebre pizza bianca “scrocchiarella”.

In via del Portico di Ottavia, al civico 6, c’è Il Mondo di Laura, un posto che si farà ricordare, non solo per gli ottimi biscotti, ma anche per i suoi té e infusi, le belle teiere e tazze, per le torte e i brownies. Non uscite da qui senza aver assaggiato le ‘Pepite, biscottini al cioccolato fondente con sale rosa dell’Himalaya.

Sempre lungo Via del Portico c’è Kosher Delight, un piccolo “deli” dove fare acquisti secondo le regole alimentari prescritte dal Rabbinato di Roma. Qui troverete pollo ruspante, cosce di tacchino disossate e non, manzo, fiorentine, filetto, vitello, agnello e piatti già pronti da cucinare, olive ascolane, polpette, polpettone e fettine di vitello panate, per citarne alcuni. Inoltre propongono anche un buon assortimento di altri prodotti alimentari, tra questi salumi, dolci, latticini e surgelati.

Spostandovi verso est c’è l’area archeologica del Teatro di Marcello che, insieme a quel che rimane del Portico di Ottavia e alla Sinagoga, è il sito di maggior interesse della zona.

artigiani ghetto roma

Camminando verso nord vi ritroverete sicuramente in una stradina stretta, e angusta: è via della Reginella, una delle strade più affascinanti del ghetto. Questa strada che collega via del Portico di Ottavia e Piazza Mattei è piena di piccole gallerie d’arte e botteghe artigiane. Al civico 28 c’è il museo del louvre (scritto in minuscolo), uno spazio che è un po’ una libreria antiquaria, un po’ galleria d’arte e archivio fotografico. I grandi scaffali di legno conservano libri, disegni, cartoline, lettere e taccuini. Nei cassetti ci sono carte rare e preziose, opere originali, documenti curiosi e personali, alcuni dei quali non verranno mai messi in vendita.

A Piazza Mattei si trova la Fontana delle Tartarughe, una delle fontane più belle di Roma. Su un lato di questa piazza c’è il celebre Bartaruga che vi consiglio per un aperitivo lo stile è molto vintage e l’atmosfera è davvero rilassante.

Fontana delle Tartarughe, Roma

Lungo via Catalana a sud di Piazza Mattei c’è il Museo Ebraico che preserva la memoria storica, culturale e artistica della comunità ebraica di Roma.

Nelle vicinanze, in Piazza delle Cinque Scole, c’è Sora Margherita un ristorante piccolissimo ma molto caratteristico ed economico dove potete mangiare i carciofi alla giudìa, senza dubbio il piatto più celebre della cucina Kosher.

Ghetto quartiere di Roma

Forse a Roma non troverete un altro posto con la stessa atmosfera del Ghetto Ebraico. Tutto quello che vedete, che assaggiate, che “annusate” lo ricorderete per la sua autenticità, per la sua unicità. Andrete via con la sensazione di aver visitato uno degli angoli più affascinanti della Città Eterna.

 

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Benedetta

Benedetta

Passione, libertà, adrenalina, curiosità, sorpresa. Non ha ancora capito perché ha sempre voglia di partire per un nuovo viaggio e in fondo va bene così. Ama scrivere e fotografare. Da poco ha iniziato la sua avventura con Onelifeintravel.com, il suo blog. Qui racconta i suoi viaggi mettendo insieme foto, emozioni, ricordi e qualche consiglio.
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1 commento

  1. In effetti il Ghetto è uno dei posti più affascinanti di Roma. Solo una piccola nota da aggiungere a questo bell’articolo : il Bartaruga si è spostato di qualche metro e ora si trova a Via dei Funari, 26.

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