La Festa delle Passate a Marta, sul Lago di Bolsena

C’è un lago vulcanico che è il più grande d’Europa, si trova proprio nell’angolo tra Lazio, Umbria e Toscana, racchiude in sé tutto il meglio di queste magnifiche regioni, è conosciuto soprattutto dagli stranieri: è il Lago di Bolsena, ma nel passato si chiamava lago di Marta ed è proprio di una magnifica festa che si svolge in questo paesino lacustre che vi voglio raccontare.

Devi arrivare presto al mattino lungo il viale alberato del lago per vedere arrivare le “fontane” e assistere alla loro preparazione finale. Senti le voci allegre dei figuranti ed è inevitabile essere coinvolti in tanta gioia ed allegria. La profusione di fiori, animali, verdure e persone diventa un caleidoscopio colorato fatto anche di emozioni e non solo colori.

fontana congrano

Questa festa deve essere vissuta per essere capita, e se non si ascoltano i rumori, se non si respirano gli odori, se non si vedono tutti i personaggi, si può avere solo un’immagine appannata e non reale di ciò che potrebbe essere.

Questa tradizione ha origini pagane poi cristianizzate, ma è sicuramente collocabile nel culto della celebrazione alla dea Maia e tanti simboli si rinnovano durante il passaggio delle fontane.

L’usanza di gettare petali di ginestra dalle finestre ricorda l’antica usanza  che nel passato avevano i futuri mariti di piantare sull’uscio della sposa, rami di questo fiore come simbolo di prosperità ed abbondanza. L’uso di adornare gli animali con delle nappe colorate ricorda quello di marcare con un fiocco quelli  destinati alla Dea e quindi al sacrificio.

La ciambella che è il simbolo di questa festa ricorda il serpente che si morde la coda e assume il significato ancestrale dell’eterno ritorno delle stagione e quello della nascita e della morte in un ciclo continuo ed infinito. Le fontane sono dei carri addobbati con i prodotti della terra e del lavoro, ai quali  viene aggiunto l’elemento acqua indispensabile alla vita.

pentola tipica

La festa inizia il giorno precedente con l’annuncio dei nomi dei “signori” cioè gli organizzatori della propria categoria, poi prosegue durante la notte con gli ultimi ritocchi alle “fontane”, cioè i carri che sfilano pieni di prodotti della terra e del lago.

festa della marta

All’alba si forma un corteo scandito dal rullo dei tamburi, con in prima fila i signori della festa e poi la gente del paese che inneggia alla Madonna.

Alle 8,30 i Passanti si radunano sul lungolago e inizia il corteo aperto dai casenghi cioè i sorveglianti delle grandi tenute del passato, poi i bifolchi cioè coloro che aravano la terra, quindi i pastori che si occupavano delle greggi, i villani che si preoccupavano di tutte le coltivazioni della terra ed infine i pescatori.

Ognuno di loro è vestito con un abbigliamento tipico del mestiere che rappresenta, ed è fornito degli opportuni attrezzi da lavoro e, regolarmente si alza un inno forte e sentito dedicato alla Madonna del Monte.

fontana festa delle passate marta

In questo corteo sfilano solo uomini di tutte le età, dai bambini di pochi mesi portati in braccio fino al veterano di oltre 80 anni e le donne rimangono dietro le quinte protagoniste della preparazione delle ciambelle rituali, dell’ornamento del portale della chiesa e della raccolta dei fiori.

E’ coinvolgente l’atmosfera di questa manifestazione e parteciparvi è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita.

festa della marta

Il pomeriggio nel santuario che sta su un fianco della collina c’è il rito delle passate, cioè dei giri dentro la chiesa per portare le offerte sull’altare ringraziando la divinità per i frutti avuti dalla terra e per chiederne di nuovi nella prossima stagione.

Questo rito è molto chiassoso e partecipato e in alcuni momenti è molto commovente.

fontana devozionale

Chi vede una volta la Festa delle Passate, torna sempre l’anno successivo e ricorda che la data è quella del 14 maggio e tutti gli anni è sempre uguale ma diversa.

Consiglio di prenotare con largo anticipo una struttura alberghiera della zona e anche un posto in uno dei ristoranti sul lago per assaggiare le specialità di lago come la sbroscia che è una zuppa di pesce unica e saporita.

 

 

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Stefania FioridiLoto

Stefania FioridiLoto

Nonostante gli …anta si è di nuovo iscritta all’università dove sta seguendo i corsi per la laurea in Scienze Turistiche. Ha iniziato a viaggiare che era appena quattordicenne e non ha mai smesso. Dopo aver girato il mondo ha capito che la storia, l’arte, la gastronomia e i paesaggi che offre la sua Tuscia non hanno eguali!
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