Porti, grotte e “marismas” in provincia di Huelva

La provincia andalusa di Huelva, situata all’estremità sud occidentale della Spagna, si è meritata il suo ingresso nella storia quando, il 3 agosto del 1492, Cristoforo Colombo salpò dal porto di Palos de la Frontera per un viaggio che avrebbe cambiato il corso della storia. In questo porto, ai giorni nostri, si può visitare un museo dedicato a questo avvenimento, che include una riproduzione delle tre celebri caravelle.

Huelva, il capoluogo, non rende forse giustizia alle bellezze delle sua provincia. La città non mi ha colpito particolarmente e addirittura, quando ci sono stata, il museo provinciale era chiuso senza nessuna spiegazione e nessun valido motivo. Ciò che invece ho apprezzato è stata la zona del porto, un ottimo esempio di riconversione di un’area industriale. Il Molo del Riotinto fu utilizzato tra il 1876 e il 1975 dalla compagnia inglese Riotinto Company per caricare sulle navi i minerali estratti nelle mine di Riotinto, situate all’interno della provincia di Huelva.

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Dal molo un sentiero di circa 4 km (percorribile a piedi o in bicicletta) che costeggia il fiume Odiel conduce al Monumento a la Fe Descubridora: si tratta di una statua di 37 metri di altezza, opera della scultrice statunitense Gertrude Whitney, che, al contrario di quanto si pensa, non rappresenta Cristoforo Colombo, ma un semplice frate francescano del Monastero della Rábida. Non è un caso che le scoperte geografiche siano simboleggiate da un religioso: il monaci del trecentesco monastero della Rábida, situato nei pressi di Palos de la Frontera, ebbero un ruolo importante nell’aiutare Cristoforo Colombo ad ottenere l’appoggio della cattolica monarchia spagnola per il suo primo viaggio verso le Americhe.

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Aracena è una località dell’interno nota per la produzione del prosciutto, il famoso jamón iberico, tanto da ospitare un museo dedicato a questo delizioso prodotto della gastronomia spagnola. Il simbolo di Aracena è però la Grotta delle Meraviglie, situata in pieno centro storico.  La visita guidata alla grotta porta il visitatore in un viaggio sotterraneo tra laghi e formazioni rocciose dalle forme originali. Il centro storico è dominato dalla chiesa priorale, il cui stile gotico-mudejar vuole ricordare la Giralda di Siviglia, e dai resti del castello, situati in posizione elevata rispetto al paese.

La Aldea del Rocío è un villaggio fuori del mondo, in cui non esistono neanche strade asfaltate, che si anima ogni anno a Pentecoste in occasione della Romería del Rocío, una delle più importati feste a tema religioso della Spagna. Negli altri periodi dell’anno è una località praticamente deserta, se si escludono i turisti ed i fedeli in visita al santuario dedicato alla Madonna del Rocío. L’attuale santuario è del 1969, ma ce ne furono altri a partire dal XIII secolo, periodo nel quale in questa zona di diffuse il culto della Vergine.

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La Aldea del Rocío si trova alle porte del Parco Nazionale della Doñana, una delle zone paludose più vaste ed importanti d’Europa, tanto da essere stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Tra le dune e le zone paludose della Doñana, dette marismas, si possono ammirare cavalli e uccelli migratori. Il Paseo Marismeño è un sentiero che costeggia il Parco della Doñana e permette di ammirare i suoi paesaggi spettacolari senza dover addentrarsi nell’area protetta.

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Informazioni utili:

  • I collegamenti in autobus in provincia di Huelva e da Siviglia alla provincia di Huelva sono gestiti da Damas. Inoltre Huelva è collegata con Faro e altre città dell’Algrarve, in Portogallo, dalla compagnia Eva.

 

 

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Laura di Iusto
Laureata in archeologia, beni culturali e turismo (non poteva essere altrimenti!), dall’età di 20 anni ha vissuto per periodi più o meno lunghi a Londra, Madrid, Andorra la Vella, Siviglia e San Diego. Durante i suoi soggiorni all’estero ha colto ogni occasione per viaggiare, soprattutto in Spagna, Paese che, si vergogna un po’ ad ammetterlo, conosce meglio dell’Italia.
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