A spasso per Sofia.

Impressioni e considerazioni su Sofia, capitale della Bulgaria e terza città più antica d’Europa

Santa Sofia protegge la città dall’alto di un piedistallo, dove fino al crollo del blocco sovietico troneggiava la statua di Lenin. Da questo punto, nel raggio di pochi metri, si scorgono la cupola di una chiesa ortodossa, la croce di una chiesa cattolica, il minareto di una moschea  e una sinagoga: simboli architettonici di una storia fatta di popoli che si incrociano. La piazza della tolleranza – così viene chiamata – è un buon punto di partenza per avventurarsi alla scoperta di questa capitale poco conosciuta e orgogliosamente europea, alle cui spalle svettano serene le cime innevate del monte Vitosha.

Old and New

Luoghi e fatti, più o meno curiosi

Sofia è una città su più livelli: le gallerie della sua metropolitana corrispondono al cardo e al decumano dell’antica Serdica, che fu fondata dalla tribù trace dei Serdi e divenne poi parte dell’impero romano e capitale della Dacia ai tempi di Diocleziano.  Nel 2006, durante gli scavi per la costruzione di un albergo, sono venute alla luce le rovine di un’arena di epoca romana ampiamente conservata: una scoperta che avrebbe dovuto far interrompere il cantiere. Ma il ministero dei beni culturali nulla poté contro l’appalto, e poiché la Bulgaria è, a quanto ci è stato detto dalla nostra guida con un sospiro ironico, “the land of opportunities”, i lavori continuarono e un lussuoso albergo a cinque stelle troneggia ora sopra quelle rovine: l’hanno beffardamente chiamato Hotel Arena, e i turisti possono ammirare solo alcune parti dei resti dell’antico anfiteatro e solo entrando nella sua hall.

È uno sbaglio cancellare i segni della propria Storia? Io penso di sì, ed è quello che ho pensato in Battenberg Square di fronte allo spiazzo dove sorgeva il mausoleo di Georgi Dimitrov, padre della Bulgaria comunista e suo primo ministro dal 1946 al 1949. Il mausoleo fu costruito in fretta e furia alla morte del leader nel 1949, in soli sei giorni, a imitazione del mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa di Mosca. La salma rimase al suo interno fino al 1990, quando il nuovo governo democratico decise di cremare i resti e spostarli nel cimitero della città. Vuoto, il mausoleo continuava a dar fastidio a molti: nel 1999 fu perciò deciso di abbatterlo con 600 chili di tritolo, nonostante l’esito di un referendum secondo cui i due terzi dei cittadini si erano dichiarati contrari. Il giorno della demolizione ci fu una grande esplosione, che fece tremare i vetri delle finestre di tutta Sofia: ma, quando le polveri si posarono al suolo, il mausoleo stava ancora lì, in tutta la sua arroganza marmorea. La scena si ripetè al secondo e al terzo giorno, nel crescente divertimento della folla accorsa a godersi lo spettacolo. La vendetta di Dimitrov si stava compiendo! Il governo fece una pessima figura, ma riuscì infine nel suo intento (al quarto tentativo). Oggi, neanche una targa ricorda il monumento abbattuto e la sua storia.

Nevsky

Il gioiello di Sofia è la Cattedrale di Aleksander Nevski. La maestosa chiesa ortodossa, dedicata ai soldati russi che morirono durante la guerra russo-turca del 1877-1878 e che portò alla liberazione della Bulgaria dall’Impero ottomano, è intitolata all’eroe e santo russo che incarna l’identità e l’anima slava. L’interno è buio, rischiarato solo dalle candele che illuminano debolmente i marmi italiani, le colonne di onice e alabastro, le icone davanti a cui i fedeli pregano. All’esterno, le sue cupole neo-bizantine oro e verde-acqua brillano e contrastano con il cielo quando è grigio e gonfio di pioggia. Se sul piazzale di questa o di altre chiese della città incontrate un anziano mendicante dalla folta barba bianca, offritegli una moneta e un sorriso: è il centenario Dobri Dobrev, un personaggio mitico, da molti chiamato santo. L’anno scorso ha donato alla cattedrale Nevski 40.000 euro, raccolti in una vita di elemosine.

Se da bambini il vostro museo preferito era quello di storia naturale, non perdetevi quello di Sofia: è il più antico della Bulgaria (e si vede) e raccoglie, nei suoi quattro piani, una collezione pazzesca di animali impagliati e imbalsamati. Impressionante la collezione entomologica: le bacheche polverose conservano insetti di tutti i tipi, dai più grandi ai più piccoli, pazientemente catalogati e infilzati con cura da studiosi di fine Ottocento. Personalmente, ho trovato molto affascinanti i cartellini tassonomici, ingialliti dal tempo e vergati in corsivo cirillico e latino.

Butterfly

Una delle cose che rendono Sofia un luogo speciale è la presenza di fontane di acqua termale che spillano proprio nel centro della città. L’acqua che sgorga dai rubinetti è calda e leggermente solforosa, ma il sapore è gradevole. Qui si radunano a tutte le ore uomini di mezza età e pensionati intenti a riempire le proprie bottiglie e a fare due chiacchiere tra i vapori che si formano a contatto con l’aria fredda.

In marzo, gli alberi di Sofia si colorano: dai rami in fiore penzolano centinaia di braccialetti rossi e bianchi. È una bella tradizione bulgara, chiamata martinitsa, che celebra l’arrivo della primavera. Il bianco e il rosso intrecciati rappresentano l’anima e il corpo (o, secondo un’altra versione, il maschile e il femminile), uniti indissolubilmente in un abbraccio allegro. Ci si regalano questi braccialetti tra amici e parenti nei primi giorni di marzo, ma, perché portino fortuna, bisogna separarsene e legarli a un ramo in boccio (o… alla zampa di una cicogna!).

Info Utili:

Siamo andati alla scoperta della città con Filip, uno dei ragazzi del Free Sofia Tour: il giro parte tutti i giorni dell’anno alle 11.00 e alle 18.00 all’angolo del Palazzo di Giustizia in Vitosha Boulevard, dura circa due ore, è in lingua inglese e completamente gratuito (non c’è bisogno di prenotare, basta essere puntuali al ritrovo). Sta a voi decidere se lasciare una mancia alla fine alla vostra guida: il denaro raccolto è impiegato per portare avanti questo progetto no-profit che permette di scoprire la capitale della Bulgaria in modo divertente e istruttivo. Una perfetta introduzione alla città e alla sua storia, attraverso lo sguardo di chi la ama e ne conosce curiosità e contraddizioni. Per info: www.freesofiatour.com

 

 

 

 

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Angelo e Giulia

Angelo e Giulia

Hanno una missione da compiere: visitare tutte le capitali d’Europa prima dei 30 anni. Con lo zaino in spalla, hanno viaggiato in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, UK, Irlanda, Olanda, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Svezia, Finlandia, Russia, Repubblica Ceca, Austria, Polonia, Belgio, Croazia, Bosnia, Serbia, Turchia, Thailandia, Cambogia, Laos e Vietnam. In futuro sognano di tornare in Oriente e di attraversare il Sud America. Sono appassionati di street food: dimmi come mangi e ti dirò che viaggiatore sei. The world is a book, and those who don’t travel only get to read one page…
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