Una giornata a Versailles

Tripudio di ricchezza ed ostentazione la Reggia di Versailles merita di essere visitata e di perdersi nelle sue immense stanze ed estesi giardini almeno per una giornata. Lo Chateau de Versailles è considerato il simbolo dell’opulenza barocca dal 1682, l’anno in cui vi si trasferirono i membri della corte reale; fino al 1789 in cui i tragici eventi della Rivoluzione Francese spazzarono via balli sfarzosi, vita di corte ed i proprietari stessi.

Accenni storici: nel 1661 Luigi XIV avvia i lavori di trasformazione, ristrutturazione ed ingrandimento dell’edificio originale, ed i lavori proseguono fino alla sua morte nel 1715. I successori continueranno ad ampliarlo ed abbellirlo fino a quando  la monarchia non abbandonerà gli appartamenti.

Versailles

Gli splendidi cancelli e le recinzioni separano la vita moderna da quello che è protetto dalle mura della reggia, veri e proprio capolavori d’arte e di architettura dei più prestigiosi artisti dell’epoca. Mentre camminavo per quelle stanze avevo la sensazione di tornare indietro nel tempo, osservando i mobili originali, gli arazzi ed i meravigliosi affreschi sui soffitti ampi. Ci sono più di seimila dipinti e duemila sculture, per non parlare delle incisioni, un numero altrettanto alto.

Ogni cosa urla sfarzo e ricchezza e, grazie all’audio guida che si attiva appena si varca la soglia di una nuova stanza, ci si può immedesimare negli abitanti di questa stupenda costruzione, scoprirne le modifiche attuate con il tempo, gli usi e costumi dei reali, le funzionalità delle stanze ed anche piccole curiosità legate alla vita, apparentemente monotona.

sala degli specchi

Ogni stanza sorprende per l’abbinamento fastoso dei colori, le decorazioni in tinta con il resto della stanza e persino alcuni utensili appartenuti ai proprietari. La Reggia comprende 700 camere, oltre duemila finestre ed 11 ettari di tetto; ecco perché credo che una giornata sia d’obbligo, anche se si cammina velocemente di stanza in stanza. Da non perdere sono: la sala degli specchi e l’appartamento reale.

Dalle tante finestre si possono scorgere i giardini all’esterno, opera di Andrè Le Notre, che da vita al vero e proprio “Giardino alla Francese” con fontane, statue (Apollo è presente in molte parti dei giardini), bacini d’acqua, boschi, siepi, aiuole.

versailles

Una volta uscita fuori, mi sono immersa nella natura creata dall’uomo, passeggiando a piedi nelle stradine che girano intorno a enormi bacini d’acqua o si intersecano tra estese siepi. Camminando ho incontrato  molti parigini fare jogging nel parco o fare un giro in bicicletta, i turisti possono affittarla direttamente lì, lo stesso per gli altri mezzi con i quali preferiscono spostarsi nel parco.

giardini versailles

Se si visita il parco dopo la primavera si potrà godere della vegetazione verde ed in fiore, delle fontane accese con relativi giochi d’acqua. Io sono andata in febbraio, quindi non tutto era rigoglioso, ma se l’ho trovato affascinante così non oso immaginare come rimarrei strabiliata se andassi nelle stagioni più calde.

Ho girato a piedi in tutti i giardini, con la mappa alla mano, che troverete nella struttura. Camminando si può godere della maestosità e grandezza del parco fino ad arrivare alle altre residenze reali, ma più di proprietà ed uso di Maria Antonietta: il Grand Trianon ed il Petit Trianon.

grand trianon

Il primo è una costruzione simil italiana, in marmo di Carrara, ed era la residenza estiva dei reali. Chi è che nella proprietà non ha anche la casa delle vacanze? Certo non è immensa e maestosa come la Reggia principale, ma di sicuro gli alti soffitti e le stanze spaziose non mancano, come pure gli affreschi ed i mobili sempre in tono con il resto della stanza.

petit trianon

Poco più avanti si trova il Petit Trianon, più legato a Maria Antonietta, soprattutto per averne scelto personalmente l’arredamento e lo stile, raro in quei tempi, infatti era famosa per aver imposto il suo gusto personale anche  in molte stanze della reggia. Spesso, si rifugiava in questo edificio più piccolo per cercare tranquillità, sfruttando anche il grazioso e piuttosto grande giardino adiacente. All’inizio si può pensare che la sua vita era già abbastanza tranquilla, senza cercare intimità in un’altra residenza, ma osservando ed immergendosi tra quelle mura si pensa che non deve esser stato facile essere sotto i riflettori continuamente, come nella sala da pranzo dei reali che mi è rimasta particolarmente impressa perché le sedie erano disposte in modo che i membri reali mangiassero di fronte ad un manipolo di osservatori.

parco del trianon

La residenza estiva, immagino, fosse un luogo che la riparasse dagli sguardi ossessionati ed inopportuni.

Usciti dalla residenza estiva, se si ha ancora del tempo, non si può perdere il villaggio all’inglese, voluto da Maria Antonietta e riprodotto in vero stile inglese. Le piccole e strette casupole accerchiate da collinette dolci e verdi, alberi maestosi che riparano dal sole piccoli ponti e graziosi bacili d’acqua dove abitano papere, anatre, cigni e pesci. Un vero paradiso che si trova continuando a camminare tra i sentieri già battuti, probabilmente la parte che mi è piaciuta di più adorando molto la natura. In questa parte dell’itinerario consiglio di seguire i sentieri ed esplorare, perché si possono trovare piccole case appartenute a custodi, piccoli templi e una vegetazione rigogliosa immersa nella tranquillità.

villaggio inglese  Versailles

Dopo una giornata così appagante, tornare indietro mette tristezza ma porto con me le emozioni ed i ricordi di un itinerario che non dimenticherò facilmente.

Informazioni utili

  • Versailles si trova a 21 km da Parigi, quindi è raggiungibile con il treno in 35 minuti, che parte ogni 15. La domenica ci sono meno corse.
  • Per evitare le lunghe code per il biglietto, consiglio di comprarlo alla Fnac anche qualche giorno prima. Il costo varia dai 16 ai 25€ dipende dal giorno e dal tipo di accesso. Entro i 26 anni d’età è gratuito (ed io ne ho approfittato).
  • All’interno ci sono bagni, ristoranti ed ogni cosa possa servire.
  • Possono entrare anche gli animali ma tenuti al guinzaglio.
  • All’interno trovate tutti i depliant che spiegano, nel dettaglio, tutta la storia.

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Ilaria

Ilaria

Creativa, lunatica, curiosa, solitaria, sognatrice ed appassionata. Ama tutti i tipi d’arte, ma la fotografia è quella che più occupa le sue giornate. Da quando ha viaggiato per la prima volta ha capito che era quello che faceva per lei, perché viaggiare è cercare, capire, creare, inseguire, amare, perdere e ritrovare. Questo è il suo https://viaggioconlafotografiailariafenato.wordpress.com/
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