Melbourne e Victoria sulle tracce degli aborigeni

Nel mio recentissimo viaggio in Australia sono stata catapultata in un mondo diverso, un mondo antico fatto di leggende ancestrali, di racconti e di rituali avvolti da un fascino mistico, quel mondo dei primi abitanti d’Australia: gli aborigeni.

Immaginavo (non chiedetemi perché) di trovare tracce degli aborigeni solo nel “rosso dell’Outback australiano” ma è proprio nel cuore della seconda città più grande d’Australia -Melbourne- dove è iniziato il mio viaggio alla scoperta della più antica cultura al mondo, quella aborigena per l’appunto risalente a ben 60’000 anni fa!

Oltrepassando l’entrata del Bunjilaka Aborigenal Culture Centre vi si spalancheranno le porte nel mondo dei ‘First peoples’.  Vi sembrerà di sentire delle voci che dicono: ‘Wominjeka’ , Benvenuti. Benvenuti alla scoperta delle radici di un popolo immerso in un fragile velo di mistero, come la loro lingua e la loro storia mai scritta che tuttavia continua ad andare oltre il tempo, tramandata di generazione in generazione.

Non sono impazzita. Le voci qui al Bunjilaka si sentono veramente. Sono quelle dei saggi aborigeni appartenenti alla tribù dei Kulin che, con i loro oltre 40 dialetti, ti accolgono all’entrata di questo museo interattivo.

Un percorso fatto di voci, suoni ma anche di manufatti come scudi e oggetti unici, quanto rari come i loro antichi mantelli di pelle di opossum. Era tradizione per gli aborigeni indossare questo mantello fin dalla nascita al quale, man mano che si cresceva, venivano aggiunte altre pelli di opossum, cosìcche il loro mantello li avrebbe accompagnati per sempre, anche nell’eternità.

Voci che narrano anche la storia di Bunjil: il Dio Creatore che dopo aver creato la Terra e ogni essere vivente si è trasformato in un’aquila, spiegando le ali e prendendo il volo nel blu del cielo australiano finché non ha trovato un posto dove riposare per sempre…

Melbourne viaggio tracce aborigeni

Dopo questa centrifuga di sensazioni non ho dovuto spostarmi di molto per ritrovarmi nuovamente a contatto con la storia e gli usi degli Aborigeni, questa volta in uno dei parchi più belli di Melbourne: il Royal Botanical Garden.

Ad aspettarmi Den, una guida aborigena, che mi dà il benvenuto secondo un rituale antico: la ‘cerimonia del fumo‘ per invocare gli spiriti buoni ad accompagnarmi in questo mio viaggio.. a quanto pare secondo Den stavo pure simpatica allo Spirito anche se per i suoi gusti parlavo un po’ troppo.

In compagnia di Den, intraprendo una Aboriginal heritage walk” dove, tra più di 50’000 piante, ricasco in quella dimensione ancestrale. Den sembra infatti conoscere ogni foglia, ogni pianta tra quelle autoctone del parco, per ognuna delle quali ha una storia, un aneddotto  da raccontare… ogni pianta sembra esser stata creata per essere usata o mangiata!

Ma le parole di Den vanno oltre le piante, raccontando del forte legame che unisce gli Aborigeni alla loro Terra: “Prendi solo ciò di cui hai bisogno. La Terra non ci appartiene, siamo noi che le apparteniamo”. Poche parole da cui trabocca il profondo rispetto che i nativi d’Australia hanno per la “Madre Terra”, ciò che forse noi abbiamo dimenticato.

Aboriginal heritage walk melbourne giardini botanici

E con queste parole che riecheggianno nella mia mente, continua il viaggio a sud-ovest di Melbourne, lungo la Great Ocean Road. Lasciati alle spalle i 12 apostoli, è in un antico cratere spento che sorge la riserva naturale di Tower Hill, casa nell’antichità di diversi gruppi di nativi. Oggi il parco è gestito da una cooperativa di Aborigeni, i Worn Gundidj.

Grazie a loro scopro i segreti di questo oggetto parte della loro cultura capace di ritornare indietro: il boomerang. Dicono che sia tutta questione di curve: non tutti i boomerang infatti sono concepiti per tornare indietro, dipende dalla forma… e da come lo si lancia!

Tower Hill riserva naturale Australia
Tower Hill

Mi ritrovo anche ad ascoltare il suono ipnotico del didgeridoo, strumento originario dei Territori del Nord che nei secoli si è poi diffuso in tutta l’Australia, e ad assistere ad una lezione di cucina, solo che il supermercato è tutt’intorno a me. Immersa tra una natura rigogliosa, che vanta ben 300’000 alberi, e tra animali esotici come emù, wallaby e koala che mi fissano (giuro!), mi ritrovo a fare la spesa in una passeggiata nel bush dove la mia guida aborigena ad ogni pianta mi parla di bacche, foglie o semi utilizzati nei loro piatti. E dalla teoria si passa poi anche all’assaggio: dopo il brodo di canguro -alle 10.00 di mattina- mi rifaccio con un ottimo tè.. ma non chiedetemi cosa c’era dentro!

Tower Hill riserva naturale Australia
La riserva naturale di Tower Hill

Sulla via del ritorno, a circa 3 ore d’auto da Melbourne, l’ultima tappa sulle tracce dei nativi d’Australia mi porta nelle vette selvagge dei Grampians, uno dei luoghi più sacri ed importanti nella cultura aborigena per i nativi dello stato di Victoria. Secondo la leggenda, è proprio su di una roccia, in cima ad un pendio tra i 167.000 ettari di sconfinata natura di questo parco, che Bunjil ha scelto di riposare per l’eternità.

Grampians
Grampians National Park

Tra queste montagne trovavano riparo 5 tribù aborigene di cui ancora oggi troviamo le loro testimonianze. Sparse nel parco sono stati ritrovati oltre 296 siti di arte rupestre, le cosiddette ‘rock art sites’, alcune delle quali risalenti a ben 22’000 di anni fa. 5 di questi luoghi sono visitabili attraverso dei brevi trekking, ma per raggiungerli è necessario addentrarsi tra le ‘strade’, dalla terra infuocata, di questo parco, provando la meravigliosa sensazione di ritrovarsi in una terra remota, soli in mezzo alla natura ed avvolti dalla misteriosa cultura aborigena.

Incisioni rupestri
Grampians – rock art sites

Altre testimonianze degli aborigeni locali possono esser trovate al Brambuk Aboriginal Culture Centre, nella piccola Halls Gap. Questo piccolo centro culturale è interamente gestito dalla comunità aborigena e, nonostante le sue dimensioni, saprà come catturare la vostra attenzione per un bel po’ scoprendo le loro usanze e la loro storia, anche quella più triste e più recente dello scorso secolo.

Posto che vai prodotto tipico che provi giusto? Allora non perdetevi l’adiacente Bushfoods Cafè per una full immersion anche nei sapori della cucina indigena, come un bel tris di carni di emù, canguro e coccodrillo (quest’ultimo a quanto pare la cosa più simile alla lucertola, che però oggigiorno non si può più mangiare).

Brambuk Cultural Center
Brambuk Cultural Center

 

Il mio viaggio si conclude così, con la consapevolezza che per conoscere l’Australia più autentica, il suo popolo e questa Terra dove ogni pietra, ogni animale, ogni oggetto è intriso di una storia antica, bisogna passare da questi luoghi.

 

 

Info utili e curiosità

Ricordate la mia guida Den ai Royal Botanical Garden di Melbourne? Potrete ascoltarlo narrare le sue poesie o suonare il didgeridoo in questa radio aborigena con il suo nome d’arte ‘Den Thefash’.  Il costo invece per una passeggiata in sua compagnia ai giardini botanici è di €25, oppure ogni 27 maggio per una settimana intera, in occasione della settimana della riconciliazione, è gratis.

Potete prenotate la vostra ‘bush walk’ a Tower Hill con una guida indigena sul loro sito Worngundidj.org.au oppure mandando una mail a laurak@worngundidj.org.au (il costo della visita è di $22,95 ma il parco come anche il suo centro informazioni è aperto gratuitamente a chiunque).

Nei Grampians vale la pena fermarsi almeno 2 notti. I siti rupestri sono sparsi in un’area molto vasta e probabilmente senza la guida di Eda a quest’ora sarei ancora lì. Se comunque volete visitarli per conto vostro vi consiglio per lo meno di avere un 4×4, le strade si fanno sterrate e a volte vengono chiuse per inondazioni. Prima di mettervi in marcia controllate la situazione delle strade e le distanze all’info point del parco al Brambuk Center. Potete consultare i trekking disponibili nel sito del parco GrampiansNationalPark.com

Eda organizza diverse escursioni nel parco. Per info potete consultare il suo sito Grampiansecotours.com ; il costo di un’escursione guidata di mezza giornata è di $85 oppure per una giornata intera di $150, comprensivi di picnic into the wild.. e vi assicuro fa una torta all’arancia fenomenale!

Al Brambuk Center di Halls Gap con $15 potrete cimentarvi a dipingere il vostro boomerang, secondo i simboli e le forme utilizzati dagli aborigeni, portandovi a casa un souvenir unico.

 

 

 

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Instancabile viaggiatrice, di quelle curiose e fai da te! Ha girato il mondo per quasi un anno con lo zaino in spalla per poi tornare con un bagaglio pieno di esperienze, ricordi e un'insaziabile voglia di continuare a viaggiare.

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