La disfatta italiana vista dal Brasile

É difficile mettersi a scrivere dopo l’eliminazione da un mondiale. Ma oggi come allora aiuta a far passare la delusione. L’ultima volta era stata per il mio tema di maturità. Il giorno dopo di Italia-Corea del mondiale 2002 del maledetto arbitro Moreno… che nel frattempo é stato arrestato all’aeroporto di New York nel tentativo di spacciare cinque chili di eroina ed ha scontato due anni di prigione in Ecuador. Karma is a bitch.
Sono fortunato per diverse ragioni tra cui quella di vivere su una spiaggia bellissima del nord-est del Brasile. Ho assistito alla mia prima partita del Mondiale, durante un pomeriggio caldo a Recife che invogliava a correre sul prato. Purtroppo mi é toccato assistere alla penosa Italia-Costa Rica. Gioco e risultato a parte, su cui si sono giá spese abbastanza parole, sono rimasto deluso dall’esperienza della partita in sé. Speravo in un’atmosfera piú genuina nel mondiale ospitato dal paese che forse ama di piú questo sport.
L’ingorgo pre-partita c’era, quello sí.Gli svincoli in direzione stadio bloccati da macchine della polizia. Strade forse mai terminate. Uno shuttle a pagamento l’unico modo per raggiungere il match. L’accesso negato ai tifosi torso nudo.

Mi aspettavo di venire accolto dall’odore inconfondibile delle acarajé, le polpette di fagioli fritte nell’olio di dende tipiche della tradizione culinaria africana. Speravo di sentire le grida dei venditori di magliette tarocche e già che c’ero di comprarmi una bandiera italiana dato che avevo dimenticato la mia a casa. Lungo la strada allo stadio solo venditori di birra ed acqua, in fila ordinata, con gli stessi frigoriferi marchiati.

L’esterno dell’Arena Pernambuco invece sembrava un rendering venuto male.

rendering

Dentro ci é andata anche peggio. I nostri non sembrava avessero troppa benzina, o voglia. Ed oltre che in campo i costaricensi ci hanno sconfitto anche sugli spalti.

sugli spalti

Complici gli inesistenti controlli alle entrate, ed i tanti spettatori vestiti da sedile vuoto, mi sono goduto lo scempio da una posizione tre volte piú costosa della mia, circondato a 360 gradi da tifosi ticos che superavano in gran numero gli italiani in quasi tutti i settori.

tutti i settori

Ho trovato molto piú divertente il dopopartita alla FunFest, lo spazio organizzato in centro dalla Fifa con musica e maxischermo. Forse ero giá entrato in modalitá bere birra per dimenticare.

birra per dimenticare

Ieri contro Uruguay é stata la stessa prestazione patetica con allegato di polemiche. Spero davvero il calcio cambi.

Ho ammirato – alla tele – alcuni degli atleti migliori del pianeta. Ma non riesco ad amare uno sport in cui la maggior parte dei partecipanti sembra in preda ad una crisi di nervi, la sceneggiata é spesso premiata e la barella deve entrare dieci volte a partita, quasi sempre per infortuni immaginari.

La tecnologia ha finalmente eliminato il problema dei goal-non goal. Quanto tempo passerá prima di avere un altro giudice davanti ad un televisore per eliminare gli errori arbitrali e punire i codardi?

I calciatori dovrebbero capire che fair play non é solo restituire il pallone agli avversari in caso di infortunio. É anche evitare di prendersi a testate e morsi. Se i giocatori si impegneranno sempre al massimo – specialmente voi, azzurri – i tifosi offriranno il migliore spettacolo e cancelleremo per sempre violenza e razzismo.

Oggi l’Italia é fuori.

Meritatamente.

Ed aggiungere la mia versione delle convocazioni e delle sostituzioni sarebbe altra inutile aria fritta ed almeno non mi tocca leggere la versione cartacea della Gazzetta perché non arriva qui.

Ho un solo desiderio per il nostro calcio: piú giocatori italiani nei nostri club. Bianchi, neri, gialli e oriundi. Tutti benvenuti. Controlliamo solo che abbiano la pelle d’oca mentre cantano l’inno. E cerchiamo di riportare la serie A in alto.

Per ció che rimane di questo mondiale mi tocca scegliere un’altro paese per il quale simpatizzare, meglio se tra quelli in cui ho vissuto. L’Australia deve essere proprio ora di ritorno a casa a testa molto piú alta della nostra, nonostante porti zero punti. Il Canada ha giocato un solo mondiale durante la sua storia, nel 1986. Sabato ne rimarrá solo uno tra Cile e Brasile e qualunque sia spero faccia tanta strada. Meglio se spazzando via l’Uruguay nel cammino. Il Cile é un paese fantastico e gli ottanta ultras che si sono imbucati al Maracana gli fanno una cattiva pubblicità.

Ma per quanto mi piacciano le storie di vincitori inaspettati spero che la Seleçao verdeoro realizzi qualcosa di speciale. Per regalare un sogno ai brasiliani che non hanno guadagnato niente da questa coppa , a parte stadi inutili e metropolitane mai terminate. Ma che hanno messo la loro maglietta gialla e ci hanno davvero creduto dal primo all’ultimo minuto.

Gli eventuali festeggiamenti si protrarranno per un periodo imprevedibile, di sicuro lungo.

Ma un giorno la vitá tornerá alla normalità. I turisti torneranno a casa con molte storie da raccontare. Qualcuno avrá avuto fortuna con le bellezze locali, altri ci avranno rimesso portafogli e cellulari. Ma inevitabilmente soffriranno di saudade per questo paese così diverso da qualunque altro posto al mondo.

In cui il calcio é la religione che unisce il popolo.

I negozi riapriranno anche qui nel nord-est.

La gente riprenderá a lavorare.

Io torneró a svegliarmi presto per mettera la caffettiera sul fuoco e preparare la colazione guardando il mare.

Ricominceró ad uscire invece di passare i miei pomeriggi davanti alla tv.

E continueró ad assistere alla finale della coppa del mondo meno famosa. Quella che si gioca ogni sera sulla spiaggia di Maragogi per pochi spettatori. Finché l’alta marea si inghiottisce il campo.

brasile

Videografia

– le schifezze della Fifa sono raccontate come meglio non si puó in questo video di John Oliver;  in inglese ma imperdibile.

– per chi voglia farsi del male qui c’é il link alla sintesi di Corea – Italia dei mondiali del 2002 col commento orginiale di un Pizzul davvero sú di giri. Ottimo per recriminare su quella nazionale che schierava tra gli altri Buffon-Maldini-Nesta-Cannavaro-Zambrotta-Pirlo-Gattuso-Totti-Del Piero-Vieri-Inzaghi.

 

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Stefano Frigerio

Stefano Frigerio

In cerca dell’onda perfetta e dell’estate infinita. Zaino e tavola sempre pronti. Australia, Cile e Canada. Ora a Maceiò nel nord-est del Brasile in attesa dei mondiali di calcio. Scrittore di viaggio e specialista di marketing online. Ama i bus notturni ed i libri di Jack Kerouac. Racconta le spiagge migliori del nuovo mondo su Panamericano.it
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