Giordania on the road

Ci ho provato a vivere in Giordania. Il lavoro a volte ti porta in luoghi culturalmente lontani e fare scelte diventa difficile. Ma ci ho provato e per un periodo sono stata ad Amman.

Amman è il caos, è il rumore incessante di macchine che usano il clacson con una facilità incredibile. Amman è odore di smog, è taxi in quantità industriali. Amman non è facile, ma non spaventatevi, può regalare molto calore e, se si impara a conoscerla e a conviverci, diventa affascinante.

Ma in questo post vi parlerò della mia partenza dalla capitale per un breve ma intenso on the road per la Giordania. L’organizzazione è stata veloce, ma efficiente, bisogna però ricordare che i ritmi e i tempi sono diversi dai nostri,  che tutto è a rilento ma quasi quasi alla fine ci si abitua anche un po’.

Ho noleggiato la macchina in un car rental della città, ovviamente si deve contrattare e alla fine sono riuscita con l’aiuto di una collega a trovare una buona tariffa, attorno ai 15 JOD (circa 16€) al giorno. La mia auto era senza aria condizionata ma con la radio funzionante, e al posto del tappo della benzina un pezzo di gommapiuma!… anche questo fa parte del viaggio mi sono detta.

Amman-Aqaba-Wadi Rum-Petra ecco le tappe del mio on the road partito sotto il sole cocente di agosto da una capitale nel periodo del Ramadan. Non è facile viaggiare in questo particolare periodo religioso, ma con qualche accortezza godrete le meraviglie di un paese che ha molto da offrire.

Appena si esce dalla caotica città le strade diventano semi deserte, tutto si ricopre di un colore giallo ocra e il paesaggio cambia improvvisamente facendomi trovare dolci colline che si alternano a pianure infinite. Qua e là un cammello lungo il ciglio della strada e qualche casa improvvisata di un pastore.

In quattro ore di macchina e qualche sosta benzina (meglio avere sempre il pieno) sono arrivata ad Aqaba, dove mi aspettavo di vedere paesaggi da mille e una notte, tappeti volanti e scimmie parlanti in vero stile Aladdin… invece ho trovato una cittadina caotica e vivace che festeggiava al tramonto lungo il mare e nei localini con lucine appese alla porta. La giornata seguente ho fatto il mio primo snorkeling nel Mar Rosso, ed è stata una cosa strabiliante. Per poter accedere alla barriera corallina meglio appoggiarsi ad un hotel – ce ne sono molti lungo la costa – in modo da avere l’attrezzatura per immergersi e soprattutto perché io, in quanto donna, potevo stare in costume, cosa che in una spiaggia pubblica non avrei potuto fare. I pesci erano incredibili, mi venivano addosso nei loro mille colori tra i coralli ed il mare di un blu che filtrava i raggi del sole.

Giordania

Il pomeriggio sono ripartita per il deserto del Wadi Rum. Aspettavo quel momento da tempo, avevo delle aspettative altissime e per una delle poche volte ho fatto bene ad averle! Le strade sono polverose, la macchina calda e la radio, povera, a fatica ce la poteva fare, ma io ero felice, felice come una ragazzina che va in gita. Per entrare nella riserva bisogna pagare pochi dinari, dopo di che si parcheggia la macchina e si procede con furgoncini o fuoristrada. Io avevo scelto un tour di un paio d’ore per visitare i siti più importanti per poi arrivare al campo tendato dei Beduini in tempo per il tramonto. Faceva caldo, ma era sopportabile; ricordate di portare con voi una buona quantità d’acqua e qualcosa di pesante per la notte dato che le temperature si abbassano di molto.

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Ho visto paesaggi che mi hanno lasciato a bocca aperta, con nella testa la storia di Lawrence D’Arabia; incisioni rupestri, il ponte naturale di pietra di Burdah alto 35 m. Ho scalato una duna e poi l’ho ridiscesa con una tavola da snowboard ai piedi, ma in realtà ho tentato di fare sun board cadendo mille volte e colorandomi di rosso con la sabbia che sprofondava sotto i miei piedi.

Arrivata all’accampamento ho avuto il giusto tempo per arrampicarmi sulle rocce vicino alla tenda per poter aspettare uno dei tramonti più belli che io abbia mai visto. La reflex e il cavalletto in una mano e con l’altra mi aggrappavo cercando di non scivolare, una corsa contro il tempo, ma che rifarei mille volte per rivivere quello che i miei occhi hanno visto.

Il sole ha cominciato a dipingere tutto di un colore per me nuovo, la roccia, la sabbia hanno assunto sfumature rosse che mai dimenticherò. E sono rimasta lì, incantata da tale bellezza e dal silenzio che tutto attorno per me era inusuale, ma splendido. La cosa più difficile è stata scendere a tentoni per rimanere integra quando ormai il sole era tramontato.

La serata è trascorsa nella tenda comune a mangiare pollo speziato e altre specialità del luogo che ho gustato nel modo tradizionale: con le mani. E ho sorseggiando del buono e caldo tè aspettando la notte per poter ammirare e  imprimere nella mia mente una notte stellata senza pari… e chi aveva voglia di andare a dormire, se comunque poi all’alba avrei voluto vedere sorgere il sole?

Dopo una colazione con la palpebra a mezz’asta e l’aria fresca a tenermi sveglia sono partita verso Petra che avrei raggiunto in un paio d’ore.

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Se dovete andare a Petra, magari optate per un mese diverso da agosto. Si cammina molto e di ombra ce n’è poca…ma per il resto ammiratela, vivetela il più possibile.

Petra mi ha spiazzata. Per quanto uno possa sapere per sentito dire, per aver visto le foto che è bellissima, strepitosa, in realtà non si riescono a trovare parole adeguate per poter descrivere l’emozione che trasmette. Ho camminato lungo lo stretto canyon, il siq, guardando la gente che mi passava accanto e fermandomi a fotografare ogni singolo particolare… e poi all’improvviso mi si è aperto davanti uno scorcio e ho pensato -” no, non l’ho visto bene” – e allora sono tornata indietro e  ho rifatto un’altra volta quei cinquanta metri per poter assaporare di nuovo la roccia che si apre per farmi vedere, incontrare il Tesoro.  Sono rimasta lì un po’ stupita, un po’ in attesa di veder arrivare Indiana Jones a cavallo e molto sorridente per tutto quello che il mondo mi dava la possibilità di scoprire…

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Un giorno non è sufficiente per Petra, probabilmente nemmeno due ma ho assaporato ogni singolo passo su quelle rocce che a tratti si sbriciolavano sotto i miei piedi. Ho faticato sotto i 40 gradi, ma non mi sono arresa, non potevo lasciare a metà un percorso fatto di storia e senza tempo. Teatri, tombe, stretti sentieri in cui asini mi hanno dato filo da torcere. Ma il colore, il colore di questa città che cambia con le fasi del sole rimarrà indelebile nella mia mente, fino alla prossima visita!

 

Informazioni utili

Tenete sempre un vestiario adatto al luogo soprattutto se siete donne. Rispettate con maniche lunghe e pantaloni o gonne lunghe e avrete anche voi più rispetto.

Per accedere alla barriera corallina, come vi dicevo sopra, usufruite del servizio giornaliero degli alberghi lungo il mare. Con 40 JOD (43€) potete fare uso di spiaggia privata e attrezzatura per snorkeling.

Per Il Wadi Rum affidatevi ai tour organizzati, ce ne sono di molti tipi ed esigenze… ma fatela l’esperienza in tenda!

Per motivi di tempo il mio tour è stato di soli tre giorni, vi consiglio di farne almeno due per tappa!

Partendo da Venezia i voli più convenienti sono con Lufthansa e Turkish Airlines.

Dove dormire

Ad Aqaba ho dormito al Beduin Garden Village: sono dei piccoli bungalow, niente di pretenzioso ma molto economico. Il prezzo a notte si aggira intorno ai 25 JOD (circa 27€) con colazione.

 

 

 

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Crinviaggio
Il viaggio più bello? … il prossimo. Vive a Padova, una città a misura di uomo, ha scoperto che viaggiare riempie lo spirito, incontrare sguardi nuovi e stringere mani diverse riempie la vita. USA, Cina, Middle East, Africa, Europa …ha viaggiato un po’ di mondo e un altro po’ la aspetta, sempre alla ricerca di qualcosa, in continuo movimento. Adora fotografare per imprimere il momento, anche se sa che il momento rimarrà comunque e sempre impresso nella sua mente. Dopo ogni viaggio disfa una valigia di profumi, di respiri, di incontri, di immagini incise, di passi stanchi, di idee per la prossima meta! In viaggio sempre… Crinviaggio

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