Bordeaux e la Dune de Pilat

La scelta di visitare Bordeaux e i suoi immediati dintorni in questa sorta di “week end lungo agostano” è avvenuta principalmente per la necessità di concentrare in pochi giorni e con un budget abbastanza ridotto le sempre attese vacanze estive, e si è tramutata nella possibilità di esplorare in solitaria una meta non molto conosciuta, ma che aveva (con le poche informazioni captate qua e là) già da qualche tempo stuzzicato il mio interesse.

Per quanto riguarda il viaggio ho prenotato con un mese (scarso) di anticipo un volo andata e ritorno da Milano-Malpensa (T2) a Bordeaux-Mérignac (Terminal Billi), con la compagnia “low cost” EasyJet. Non avevo trovato grandi alternative a questa scelta, ma devo dire che posso ritenermi soddisfatto (nessun disservizio o particolare ritardo, nessun problema con il bagaglio a mano nonostante la nota rigidità della compagnia aerea, terminals sicuramente più spartani ma comunque aderenti alle necessità. Unica osservazione da fare è su Milano Malpensa: l’assenza di prese di corrente dove ricaricare le ormai “vitali” apparecchiature elettroniche lascia un po’ sgomenti per quella che vorrebbe/dovrebbe essere una “capitale mondiale”).

Atterrato in terra bordolese il terminal Billi è attaccato alle Hall principali dell’aeroporto. Dopo un rapido pit-stop al desk dell’Ufficio Turistico Bordeaux per recuperare una mappa della città mi son fatto indicare l’attigua fermata del BUS n.1 (linea ad alta frequenza che collega ogni 20/30 minuti l’Aereoporto Merignac con il centro città: corsa ad € 1.50 con biglietteria automatica).
L’alternativa per raggiungere il centro città sarebbero state delle navette private dirette alla stazione ferroviaria cittadina, leggermente più costose (circa €7,00) ma più rapide ed altrettanto comode. Tuttavia viaggiando leggero e senza fretta ho optato per il trasporto “pubblico” ed in un oretta scarsa mi son trovato a Place de Quinconces, una delle piazze principali nonché snodo della efficientissima rete tramviaria (3 linee – www.infotbc.com) che rapidamente mi ha fatto raggiungere la zona di Gare Saint-Jean nei pressi della quale si trova l’Auberge de Jeunesse de Bordeaux (www.auberge-jeunesse-bordeaux.com) struttura economica, sicuramente non un ‘Grand Hotel’ ma nuova, organizzatissima, efficiente, con personale cordiale e tutti i servizi necessari ad un livello sicuramente soddisfacente.

Bordeaux, Francia

Sistemate le formalità e bagaglio sono partito per una prima visita dell’immenso centro storico iniziando subito a girovagare. Premetto che per gli spostamenti ho principalmente macinato kilometri a piedi ma ho utilizzato anche la rete di trasporti pubblici  per la quale mi ero premunito di comodo abbonamento TICKARTE 7 Giorni (HEBDO 7 Jours – €12,00).
Sin dalla prima occhiata mi si è presentata una città Bella e per niente “Addormentata nel Bosco” (appellativo usato per sottolineare una ‘presunta provincialità’ di Bordeaux) ma valorizzata al massimo (in questo c’è sempre tanto da imparare dai “cugini” d’oltralpe).

L’intero centro storico di Bordeaux è stato dichiarato dal 2007 Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Idealmente l’avevo suddiviso in itinerari pedonali e per luoghi di interesse (così come suggerito anche dagli opuscoli scaricati gratuitamente sul sito dell’Ufficio del Turismo) e per la prima passeggiata ho seguito un itinerario sui “Quartiers des quais”.

Bordeaux, Francia

Partendo dalla vivace “bussola” che è Place de la Victoire attraversando la Porte d’Acquitaine ho imboccato la affollatissima Rue St.Caterine (strada del passeggio e dello shopping che “taglia in due” la città) dirigendomi verso Cours Hugo, girovagando qua e là nelle vie laterali gustando ogni scorcio e facendo deviazioni verso le perle che mi ero prefissato di visitare tra cui
– la Basilique di St.Michel con la Flèche, l’altissimo campanile (114 metri) in stile gotico flamboyant riconoscibile da tutta la città;
– la Porte de la Glosse Cloche (nei pressi della graziosa chiesetta di St.Eloi), porta del XV secolo che è uno dei simboli della città (anche nello stemma) con il suo orologio astronomico del 1567 e la grande campana.

Bordeaux, Francia 1

Proseguendo su Cours Hugo verso il lungo fiume ho oltrepassato la Porte de Bourgogne raggiungendo il Quai (lungofiume) ed affacciandomi per la prima volta sulla Garonne nei pressi del lungo e maestoso napoleonico Pont de Pierre… ho attraversato le sue 17 arcate (le lettere del nome Napoléon Bonaparte) per godermi la città da una visuale privilegiata.

Dopo un salto sull’altra sponda nei pressi di Place de Stalingrad per salutare l’enorme e monumentale Leone Blu (le Lion de Veilhan) son tornato (con un veloce passaggio datomi dal tram A) sulla precedente sponda e ho continuato la passeggiata sul Quai reggiungendo altre perle tra cui
– l’ antica porta difensiva Porte Cailhau del XV secolo che una volta attraversata ci apre la graziosa Place du Palais;
– la Place de la Bourse, uno dei posti giustamente tra i più decantati, ampia ed elegante sorta su quella che era la piazza reale dedicata a Luigi XV è dall’illuminazione e soprattutto dal Miroir d’Eau… La fontana antistante che è un vero specchio d’acqua che crea giochi di simmetrie e riflessi davvero incantevoli e che attrae inesorabilmente verso i suoi pochi centimetri d’acqua turisti piccoli e meno piccoli.

Abbandonata la riva della Garonne mi sono poi diretto nuovamente verso il città ormai illuminato andando a dare una prima occhiata a Place de la Comedie ed al Grand Theatre prima di ripercorrere nuovamente Rue S.te Catherine (con tappa spuntino) ma in senso opposto fino alla mia “bussola” Place de la Victoire e quindi fino al mio “auberge”.

Il programma del giorno successivo è stato una delle “scintille” che hanno dato l’avvio a tutto questo viaggio: la visita alla Dune du Pilat. Si tratta della più alta duna di sabbia d’Europa, è in continua crescita misura più di 3 kilometri di lunghezza, 500 in larghezza e circa 120 in altezza…

Dune du Pilat

Dune du Pilat

La sua imponente mole si staglia tra la foresta (o Forêt de la Test) e l’Oceano, sul bacino di Arcachon ed è uno scenario davvero unico e da sogno: la fatica di scalare la “montagna di sabbia” (ci sono salite più o meno attrezzate per chi non se la sente di affrontare lo sforzo fisico) una volta giunti in cima lascia spazio ad un’emozione bellissima: ci si trova in cima e guardandosi intorno nonostante la presenza iniziale di parecchie persone, che poi comunque si “disperdono”, fa sentire in uno stato di apertura e libertà incredibile. Guardare i più e i meno spericolati giocare, correre, rotolare, risalire, senza alcuna distinzione (neanche d’età!) strappa più di un sorriso e il panorama con da una parte il mare “verde” della foresta e dall’altra l’oceano è davvero inebriante.

Dune du Pilat, France

Informazioni utili e consigli

Per questa gita con destinazione Oceano e Duna ho raggiunto la vicina stazione di Bordeaux Saint- Jean, avevo già scaricato gli orari della linea TER AQUITAINE 32 Bordeaux/Arcachon che trovate qui . Quindi in stazione ho acquistato un biglietto ANDATA/RITORNO alla tariffa complessiva di € 20,00 (forfait Ocean Bassin d’Arcachon : N.B. DA OBLITERARE) ed in meno di un’ora sono arrivato alla stazione di destinazione dove ho poi preso il pulmino “comunale” BAÏA ÉHO Ligne 1: Gare d’Arcachon <> Dune du Pilat / Campings et Plages Océanes (http://www.baia-eho.fr) che in 50 minuti (fermata a 50 metri sulla sinistra della stazione, costo di 1€ e biglietto acquistato sul bus) arriva, dopo un giro “panoramico” nella cittadella marittima, alla base della duna proprio sotto la salita principale.

Per quanto riguarda la salita ho già brevemente descritto in precedenza quello che ci aspetta, per quanto sia davvero poco facile da descrivere…  Una volta in cima mi sono sbizzarrito in foto, corse, discese, risalite e mi sono allontanato dal punto di approdo iniziale deciso a percorrere la duna in tutta la sua lunghezza, allontanandomi dalla maggior parte delle persone che invece stazionavano nei pressi della salita principale. Il suggerimento che mi sentirei di dare è sicuramente quello di fare lo stesso, “premunendosi” di acqua e di crema solare perché quando le provvidenziali nuvole veloci che passavano sulla mia testa lasciavano campo libero al sole, lo stesso era abbastanza forte!

Dopo la lunga traversata sulla cresta della sabbia che mi sono goduto lungamente, indugiando più e più volte per non perdermi niente di questa meraviglia, mi sono ricordato che la fermata presso la salita principale non era il capolinea del bus, che invece proseguiva presso le spiagge e i camping oltre la duna, quindi ho deciso di scendere dal versante opposto e di avventurarmi… e lì mi sono goduto le spiagge oceaniche: attrezzate ma comunque con poca gente e abbastanza selvagge. Ho camminato lungamente sulla battigia fino all’incantevole spiaggia du Petit Nice dove ho passato qualche ora anche di “ripresa” dalle fatiche della Duna.

Rientrato dalla spiaggia ho poi ripreso il pulmino BAÏA ÉHO Ligne 1 questa volta dalla fermata Petit nice diretto alla Gare d’Arcachon. A causa del traffico si è verificato un po’ di ritardo sia nell’arrivo dello stesso, sia nel tragitto… ma non ha comportato grandi problemi se non quello di farmi posticipare il treno del rientro a Bordeaux (se avessi dovuto tassativamente prendere l’orario prefissato mi sarei dovuto muovere più con anticipo). Così ne ho approfittato per una cena a base di moules-frites e per girovagare un po’ in Arcachon, passeggiando tra le residenze pittoresche in stile moresco, coloniale o castelletti neogotici e dopo aver visitato il Parco de l’Ancien casino Mauresque e il porticciolo mi sono riavvicinato alla stazione e ho preso il treno tre aquitaine 32 Arcachon/Bordeaux.

 

 

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Matteo Totema

Matteo Totema

Un ragazzo milanese che ha passato da un po' i trent'anni (anche se se ne sente dieci di meno), che ama visitare e conoscere il mondo con occhi e mente ben aperti, che spesso ama più i dettagli rispetto a quanto è sotto i riflettori, che ama saltare (soprattutto in foto) e che in un viaggio è alla ricerca di quegli istanti in cui istintivamente trattieni il respiro.
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