In barca alla scoperta della Costa dell’Ogliastra

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Foschia tra i pinnacoli

Partire da un porto, abbandonare la stabilità della terra e affidarsi al mare è una gioia antica, forse perché le barche sono il primo mezzo che l’essere umano ha usato per solcare il pianeta, forse perché ho vissuto a Venezia e perché mi piace guardare le bellezze del mondo da prospettive nuove.

Nel porto di Arbatax
Nel porto di Arbatax

Ecco il porto di Arbatax, piccolo paese dell’Ogliastra in Sardegna: le barche pigre, ormeggiate, i fiori rosa, in lontananza i rilievi che scendono nel mare blu, un misto di macchie verdi e terra brulla appena accennati e l’emozione di andare a scoprire qualcosa di nuovo, senza sapere nulla. E’ come essere bambini e sentire il vento, fissare gli spruzzi del mare e muoversi con difficoltà senza più l’equilibrio della terra. Essere in un nuovo elemento, l’acqua e viaggiare, niente di più.

Piano piano, tra l’attività dei marinai e la scelta di stare a poppa o a prua, usciamo dall’area del porto e subito i dettagli si fanno più nitidi: i puntini bianchi lontani diventano altre barche, i contorni sfumati della terra si avvicinano, tra piccole isole e colline. La macchina fotografica ed il telefono a cogliere ogni angolo, eppure vince la voglia di stare fermo da qualche parte e riempirsi di questo fascino che si ingrandisce.

La costa dell'Ogliastra in avvicinamento
La costa dell’Ogliastra in avvicinamento

L’atmosfera è quella di una gita, anche se il mare mosso agita più di uno stomaco, ci si gode il vento a prua o si chiacchiera a poppa ma gli occhi sono incollati sulle scogliere che si avvicinano. Mi sento libero e pronto ad assorbire tutto, il limite è quello delle parole che faccio fatica a mettere assieme per descrivere la bellezza che mi afferra, mentre sempre più vicini scivoliamo lungo le falesie che sanno di Mediterraneo.

A poppa, rocce rosa ed il blu
A poppa, rocce rosa ed il blu

Le rocce calcaree quasi rosa, il verde degli arbusti tenaci che si arrampicano sui rilievi e il blu che avvolge la vista. Non c’è nulla di più, solo la semplicità potente del paesaggio. Mi lascio cullare dal ritmo della barca che passa a pochi metri dala costa, tra piccole baie ed insanture. Il cielo è limpido, sa di estate e una foschia leggera in cima alle rocce più alte regala un tocco di magia.

Foschia tra i pinnacoli
Foschia tra i pinnacoli

Mi sembra di aver già goduto di abbastanza bellezza finché non scorgo un pinnacolo più alto degli altri e la barca rallenta, sento un nome ma non riesco ad afferrarlo, me lo faccio ripetere: Cala Goritzé. Monumento nazionale e da poco anche Patrimonio dell’UNESCO, è da molti considerata tra le baie più belle di tutto il Mediterraneo. Conosco poche insenature di questo vasto mare che abbraccia Europa, Africa e Asia e penso che le classifiche non rendano merito all’esperienze, all’emozioni di ciascuno eppure qui, dalla barca ferma a qualche metro dalla spiaggia o ancora di più immerso nell’acqua, il fascino è un abbraccio che difficilmente si vorrebbe sciogliere.

Cala Goritzé
Cala Goritzé

Rimango sospeso sulle trasparenze dell’acqua, con gli occhi al cielo e alla guglie di calcare, lascio andare quello che non serve, mi ricarico e risalendo sulla barca dentro di me pronuncio un silenzioso grazie per il privilegio di aver toccato un altro angolo del mio mare, anche se distante miglia e miglia da quello dove sono cresciuto.

Verso la fine del viaggio ho scoperto che Cala Goritzé può essere raggiunta anche via terra, in un percorso che attraversa quei rilievi che noi abbiamo costeggiato. Nel sito di Sardegnaturismo.it potete trovare tutte le informazioni necessarie.

 

Dove dormire

Durante il weekend trascorso nell’Ogliastra ho soggiornato presso l’Arbatax Park, un resort che ricopre 60 ettari del Capo Bellavista. Disteso su una collina che domina il mare, il resort è composto di residenze autonome costruite in stile tradizionale, che si snodano tra sentieri attorniati da oleandri ed eucalipti, che arrivano fino a piccole baie. All’interno potete trovare piscine, bar, ristoranti e una struttura termale aperta anche ai non residenti.

 

 

 

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Luca
Viaggiatore, ricercatore e poeta, con significati e sfumature che cambiano e si intrecciano. Ama scoprire e condividere. E' un acerrimo ottimista, le crisi sono opportunità per evolvere. Cerca di essere presente laddove finiscono le parole. E' questo About.me/lucavivan e tanto altro..

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