Bordeaux in un giorno: 3 itinerari a piedi

Dopo il precedente racconto in cui vi ho descritto la prima parte del mio breve ma appagante week end a Bordeaux con lo sbarco in città e la tanto attesa deviazione nelle località oceaniche con la “conquista” della Dune de Pilat, eccomi nuovamente qui a descrivervi la seconda parte del viaggio dedicata interamente ad ammirare la Perla d’Aquitania.

La bellezza di Bordeaux è accompagnata dalla sapienza con cui questa città è stata valorizzata negli ultimi anni e anche dal fatto che sia stata resa davvero a misura di turista: mezzi pubblici efficienti, indicazioni frequenti e chiare rendendo davvero semplice poter godere del suo fascino ma si può vedere il meglio di Bordeaux anche solo passeggiando.

Bordeaux, Garonne e Quai des Chartrons 2

Passo dopo passo, ecco tre itinerari a piedi che ho seguito per vedere in lungo ed in largo Bordeaux in un giorno; trovate questi percorsi sulle brochures dell’Office de Tourisme e qui con qualche deviazione e mio piccolo suggerimento.

Il primo itinerario che ho intrapreso è stato quello nel Quartier des Grands Hommes anche conosciuto come “il triangolo del lusso” (triangle du luxe bordelais). Partendo dall’Esplanade des Quinconces, l’enorme piazza (con i suoi 12 ettari è la più grande piazza di Francia e d’Europa) che discende dolcemente verso la Garonna e che è dominata dall’imponente Monument aux Girondins, mi son spostato verso Place de la Comèdie in cui si stagliano il Grand Théâtre, attuale Opera National de Bordeaux con la sua facciata neo classica a 12 colonne sormontata a 12 statue, e l’opulento Grand Hotel de Bordeaux.

Ho poi iniziato a tracciare il primo lato dell’ideale “triangolo” percorrendo l’Allées de Tourny, ammirando le belle costruzioni della 2° meta del XVIII secolo ed iniziando da subito ad appassionarmi ai fantastici fregi (i cosiddetti “Mascheroni”) che abbelliscono tutta la zona rendendo ogni facciata diversa ed unica. In cima all’Allées de Tourny ho poi attraversato Cours Clemenceau il secondo lato del triangolo: altra larga ed elegante strada che termina in corrispondenza di Place Gambetta.

Place Gambetta
Qui mi sono goduto la piazza che è stata a lungo considerata il “salotto buono” e che è un vero proprio giardino urbano con la particolarità di essere il centro geografico della città (nel punto preciso, tra gli alberi e i fiori di loto è presente anche un cartello indicatore che segnala la distanza da 19 città del mondo gemellate con Bordeaux).

Cours de l'Intendence

Ripartendo ho poi tracciato il terzo e ultimo lato del triangolo percorrendo Cours de l’Intendente, che va a ricongiungersi in Place de la Comèdie. Al centro del Triangolo sono presenti Place des Grand Hommes con il suo Marchè  – edificio circolare di vetro e ferro battuto contenente boutiques – e la piccola e graziosa chiesa barocca di Notre Dame osservata dalla statua di un pensieroso Goya.

Eglise Notre-Dame

Il secondo itinerario mi ha portato nuovamente verso le sponde della Garonna ad esplorare il Fauburg des Chartrons: questo quartiere nato e sviluppatosi proprio dalla vita intorno al fiume era il luogo dove interagivano mercanti, uomini d’affari e commercianti e marinai. Nel tempo ha vissuto periodi e fortune alterne, per esempio dopo uno spopolamento avvenuto nel dopoguerra, negli ultimi anni ha vissuto un forte recupero e si è progressivamente trasformato in una zona residenziale tranquilla ed elegante; gli edifici di stampo “commerciale e fluviale” stanno vivendo una nuova vita riconvertiti spesso in atelier d’antiquari o in ristoranti e bistrot che hanno vivacizzato e reso la zona molto alla moda. Devo dire che passeggiando in queste vie partendo dalla già citata Place des Quinconces, seguendo la Garonne sul Quai des Chartrons si continua a riconoscere l’impronta fluviale della zona.

Seguendo alcuni consigli di viaggio ho deciso di visitare il mercato sul Quai des Chartrons (davanti al bell’edificio della Bourse Maritime raggiungibile anche con il tram B fermata CAPC). Ho raggiunto questa zona intorno all’ora di pranzo così mi sono fatto tentare dai vari stand gastronomici. Il frequentatissimo mercato all’aperto si tiene la domenica indicativamente dalle 09.00 alle 15.00 ed è uno dei più importati e frequentati della città.

Marche des Chartrons

L’ambiente e il buon umore fa da contorno alla moltitudine di colori e prodotti, c’è infatti la possibilità di trovare un po’ di tutto: dalle ostriche ai cornet di gamberi flambé, dagli spiedini di pesce alla pizza, dalla paella al pollo arrosto a degustazioni di formaggi. Per quanto mi riguarda ho optato con grandissima soddisfazione per una degustazione di ostriche accompagnate da pane da imburrare e vino bianco, seguita poi dalla visita ad uno stand “dolciario” presso il quale ho fatto il pieno di Macarons e soprattutto di Cannelés de Bordeaux, deliziosi dolcetti caldi al profumo di rhum e vaniglia.

Dopo essermi goduto la pausa pranzo mi sono avviato nuovamente sul lungo fiume proseguendo la lunga passeggiata fino a spingermi quasi fino al quartiere des Bassin à flot per poi ritornare verso la zona più centrale.
A pochi metri di distanza dalla già citata Bourse maritime sono andato a cercare l’Entrepôt Lainé, antico deposito di derrate provenienti dalle colonie nel porto di Bordeaux, attualmente riconvertito in Museo d’Arte Contemporanea (CAPC ovvero Centre d’Arts Plastiques Contemporains). Mi sono poi diretto verso il Jardin Public dove ho passato qualche ora tranquilla passeggiando tra i verdi vialetti e osservando il giardino botanico concludendo in questo modo anche il secondo itinerario di giornata.

Giardino botanico Bordeaux

Dopo un momento di riposo ho deciso di rimettermi in moto per il terzo ed ultimo itinerario di giornata che mi ha fatto puntare nuovamente per il centro della Bordeaux monumentale verso il quartiere de l’Hôtel de Ville. Ripartendo dal Jardin Public ho deciso di effettuare una deviazione verso il quartiere di Saint-Seurin per vedere in particolare i pochi resti di quello che era l’imponente anfiteatro gallo-romano, il Palais Gallien, e la Basilica romanico-gotica di Saint Seurin, una delle più antiche e luogo di pellegrinaggi sulla strada verso Compostela.

 Resti romani Palais Gallien

Una volta tornato “alla luce” uscendo dalla basilica, ho percorso a passo spedito le strade circostanti puntando verso la piazza Gambetta, e dopo uno sguardo ai begli edifici che contengono la collezione del Musée des Beaux-Arts e quello del Musée des Arts Décoratifs, ho raggiunto la piazza Pey-Berland.

All’arrivo sulla piazza la vista viene immediatamente catturata dalla bellezza del Palais Rohan, antica residenza arciepiscopale ed attuale Hôtel de ville, dall’enorme e splendida Cattedrale di Saint André e dalla “sua” (sebbene sia staccata dall’edificio principale) Tour Pey-Berland.

Cattedrale di Saint Andre

Purtroppo per un “errore di valutazione” (ovvero il non aver controllato prima) ho sbagliato orario d’arrivo e mi sono perso la salita sul campanile gotico da cui si gode della vista di tutta la città; ovviamente questo in futuro mi servirà come pretesto per tornare a Bordeaux, ricordando che per la salita dei 231 stretti gradini occorre arrivare mezz’ora prima della chiusura (da giugno a settembre orario 10.00-18.00, biglietto di ingresso € 5,50). Mi sono quindi concesso di concludere questo itinerario con una lunga visita alla Cattedrale che, grazie ad alcuni interventi di ristrutturazione (tra cui quello che consentirà dopo secoli l’apertura della Porta Reale), la stanno portando a nuovo splendore.

Soddisfatto, e anche abbastanza stanco dopo la giornata di flânerie, ho ripercorso nuovamente Rue Sainte Catherine verso il mio albergo, concedendomi come “premio” per la giornata un ottimo hamburger in Place de la Victoire presso il Café Auguste – storico café bistrot proprio davanti all’Università di Medicina – assistendo in tv e tifando in modo caloroso con i supporter locali per la squadra di calcio dei Girondins de Bordeaux (partita vinta 4-1 contro il Monaco con grande felicità di camerieri e avventori).

Per quanto riguarda il rientro in Italia non mi dilungo ulteriormente, mi sono limitato a seguire “a ritroso” quanto effettuato all’andata.

Lascio invece alcune considerazioni finali a conclusione di questa avventura: le aspettative che si erano create man mano che si avvicinava questo piccolo viaggio sono state decisamente ripagate: Bordeaux è una città splendida e sono rimasto sorpreso dal pensare più volte che l’accostamento con Parigi non è affatto un azzardo (viene spesso citata come “la petit Paris”).

I punti di interesse a Bordeaux sono davvero tantissimi ed il fatto che oltre due milioni e mezzo di turisti la visitino ogni anno e che metà dell’intera città sia stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO ne è la testimonianza (1810 ettari dalla riva della Garonna ai boulevard esterni).

Oltre ad essere una bella città, molto valorizzata ed organizzata (la rete di trasporti è ottima, così come la rete di supporto turistico), ho apprezzato anche un particolare “calore” (il fatto di essere una città del sud e la vicinanza con il mare fanno la loro parte) che me l’hanno fatta vivere come una bella meta estiva.

La visita alle località costiere ed alla Dune du Pilat è un’altra delle grandi gioie di questo viaggio, difficile da trasmettere con parole il consiglio è quello di andare a vedere con i propri occhi, ed il consiglio per me stesso è quello di tornarci, con più giorni e più mezzi per ripetere ed ampliare questa esperienza!

 

 

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Matteo P.

Matteo P.

Insegnante di italiano per stranieri, ha trovato a Londra la sua seconda casa. E' stato bibliotecario, libraio e maschera di cinema, riuscendo così a trasformare le sue passioni in lavoro; ha appena iniziato a viaggiare e non crede si fermerà a lungo. Ha due sorelle minori ed è convinto che i migliori restino sempre i primogeniti.
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