Una Birmingham industriale e operaia

A Birmingham sono di passaggio. Non mi fermo purtroppo neanche per una notte, ma ho trascorso quasi un’intera intensissima giornata, girovagando a piedi per diversi chilometri in quella che è, dopo Londra, la seconda città più grande d’Inghilterra.

Sono approdata in centro grazie ad un futuristico “link” monorotaia che porta nella stazione dell’aeroporto internazionale, dal quale partono diversi collegamenti diretti verso la città. Città commerciale, ricca, tollerante. Il Gay Village, a sud della stazione centrale di New Street, che ogni anno ospita l’affollatissimo festival del Birmingham Pride, ne è la testimonianza.

Birmigham è conosciuta per essere la città industriale per eccellenza, soprattutto per quanto riguarda la lavorazione dei gioielli, la cui produzione ed esportazione sono noti a livello internazionale. Non si può quindi arrivare in città senza passare dal Jewellery Quarter, il Quartiere dei Gioiellieri, e passeggiare per le sue vie ricche di botteghe, laboratori, rivenditori, scuole di design per gioiellieri e orafi e musei, dedicati a quest’arte e a questa storica tradizione manifatturiera.

Birmingham

Un giro nella zona di Victoria Square e Chamberlain Square, in pieno centro, per incrociare i siti turistici più famosi. La vita culturale è assai stimolata dalla presenza di numerosi musei e poli culturali. Da non perdere il famoso Birmigham Museum Art & Gallery, il Think-tank Science Museum, il Barber Institute of Fine Art e la Birmingham Central Library.

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Poco a ovest di Victoria Sq. si arriva nella zona dei canali, una rete di navigli che fanno da sfondo ad una grande varietà di locali e pub; l’ideale per una passeggiata per il lungo-canale, come Gas Street, o direttamente su una delle barche turistiche.

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Città gemellata con Milano, famosa per essere la terra dei Duran Duran, dei Black Sabbath e di diversi altri gruppi death metal, oltre ai suoi splendidi edifici, i suoi musei e le sue chiese (percorrendo la centralissima Colmore Row, si arriva alla suggestiva Birmingham Cathedral), la città conserva una tradizione operaia, legata alla memoria secolare della Rivoluzione Industriale inglese. Ed ecco il Back to Backs, il museo etnografico che attraverso i suoi edifici d’epoca, fa rivivere la storia di chi è immigrato a Birmingham per trovare fortuna e lavoro.

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Per il suo alto tasso migratorio, l’aspetto multietnico della città è notevolissimo. Lo si vive passeggiando per il mercato all’aperto nella centralissima piazzetta della St. Martin’s Church in the Bull Ring, ma ancor di più nella periferia sud, nella zona di Highgate, dove si estende lo storico quartiere degli irlandesi immigrati e il famoso Balti Triangle, ovvero il quartiere con la più alta concentrazione di locali e ristoranti di cucina indiana e asiatica, che ha dato vita e sviluppo all’ormai nota cucina anglo-indiana.

 

 

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Vincenza Lofino
Pugliese di origine, milanese di adozione, vive sulla pelle il tema del viaggio, cominciando presto dall'esperienza dell’emigrazione. Operatrice nel Nonprofit e nel Terzo Settore per scelta; appassionata di sport, di cinema e di Multiculturalismo per indole. "Adventure is out there!” suggerisce UP, il suo film d'animazione preferito; per questo cerca sempre di cogliere l’invito non appena le è possibile.

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