Viareggio, un Carnevale fuori programma

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Se passate da Viareggio, oltre lo splendido lungomare e la zona del porto turistico, vi consiglio di visitare la Cittadella per capire come vengono tradizionalmente costruiti i carri di cartapesta che sfilano durante il carnevale.
La Cittadella è facilmente raggiungibile sia dall’uscita dell’autostrada che dalla città e l’avvicinarsi di questo luogo è segnato da rotatorie con al centro statue che richiamano la tradizione carnevalesca così importante per i viareggini e per i turisti.

La struttura è ad anfiteatro ed i vari hangar sembrano abbracciare i visitatori che vogliono scoprire i trucchi dei costruttori, assaporare un po’ dei retroscena che han fatto del carnevale di Viareggio  uno dei primi ovunque.

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Con un po’ di fortuna, potrete anche vedere i maestri al lavoro nei laboratori.
A noi é capitato di poter parlare con il signor Emilio che con entusiasmo e passione ci ha raccontato la sua esperienza da carrista e incuriosito con alcuni aneddoti sul Carnevale. Emilio Cinquini, da anni, realizza i carri di seconda categoria e per costruire le sue opere unisce, come in una pozione magica, realtà e fantasia.

Quando si varca la soglia del suo laboratorio sembra di entrare in una bottega rinascimentale dove ogni oggetto richiama al lavoro manuale e all’ingegno dell’artista.

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Davanti a noi Emilio prepara la pittura da dare su alcuni pannelli ed é circondato da bozzetti e da manichini. Alle sue spalle invece dorme quieto il grande carro che ha presentato alla scorsa sfilata: un gigantesco polipo i cui tentacoli rappresentano i vizi capitali che “tentano” i passanti.
Emilio prosegue il suo racconto dicendo che si sente orgoglioso di lavorare per questa fabbrica dell’effimero. La realizzazione di un carro richiede, infatti, molti mesi di lavoro, per poi essere mostrato, in tutto lo splendore, di colori sgargianti, meccanismi nascosti, macchine del fumo e figuranti, in 15 ore di spettacolo.

Il carrista parla, con gli occhi che brillano, con quello sguardo di chi ama il proprio lavoro, anche delle esperienze extracarnevale: di quando chiamano lui e qualche altro artigiano della Cittadella da Cinecittà per qualche scenografia particolare, o per realizzare qualche modellino o maschera per eventi internazionali, come per l’Expo che è appena iniziato.

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Nella sommità della piazza, invece, si trova il museo della Cittadella che vuol essere una specie di scrigno della memoria dove i visitatori possono cogliere e comprendere la spettacolarità del Carnevale.
Nella prima sala si possono osservare i dettagliati bozzetti ed i modelli dei carri migliori di sempre, dopo ció si entra nel vivo dell’esposizione e sono le materie prime dell’esperienza carnevalesca a diventare protagoniste.

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Creta, cartapesta, leve, corde e manovelle dimostrano la creatività dei maestri carristi e il loro spirito umoristico che sono gli ingredienti più importanti di ogni sfilata ben riuscita.

Se volete mettervi alla prova con colla e carta non dovete far altro che partecipare ad uno dei laboratori di cartapesta che tutte le domeniche vengono organizzati, per grandi e bambini, nell’ hangar n.8.

Se invece a tentarvi non é la pratica carnevalesca, ma la cucina versiliese si trova nella cittadella anche l’Osteria di Burlamacco.
L’ambiente è rusticamente ben realizzato con palese utilizzo di carta di giornale a ricordare il luogo in cui ci si trova. La cucina è casalinga (nella sua accezione migliore) con punte di innovazione e i piatti cambiano a secondo delle stagioni. La cordialità del personale, le canzoni del carnevale e la proiezione di filmati storici fanno attendere con piacere i piatti e anche passare una bella serata.

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Trovandovi, poi, a fare le vacanze in Toscana non perdete il Carnevale Estivo che per tre sere animerà il lungomare e le vie limitrofe a Viareggio dando spazio a sfilate fuori stagione proprio a Ferragosto, così che tra ombrelloni, gelati ed infradito sarà possibile rivedere o vedere la magia dei carri che per il resto dell’anno aspettano i visitatori proprio alla Cittadella.

 

 

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Linda F.

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37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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