Expo Milano: il giro del mondo in qualche padiglione

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Dopo avervi dato un po’ di dritte su come organizzare la vostra visita ad Expo oggi vi invitiamo a visitare i padiglioni che più ci hanno interessato e stupito. Pronti per cominciare il nostro giro del mondo a Expo?

# Giappone

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17.000 pezzi di legno, incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare. Ecco cosa esternamente colpisce del padiglione del Giappone. E sul fronte, quello che guarda il decumano, il primo indizio su ciò che troveremo all’interno, un’intera parete di sacchi di riso.
Nel padiglione del Giappone si trovano un ristorante stellato e una food court con 4 stand gastronomici nei quali assaggiare moltissimi piatti dal Sol Levante.
C’é anche un locale ristorazione nascosto e pieno di meraviglie, di cui peró non vi diciamo niente, senno vi rovineremmo la sorpresa. Noi siamo rimasti letteralmente a bocca aperta.
Per arrivarci peró bisogna affrontare un po’ di coda e percorrere con stupore tutte le sale che portano il visitatore alla scoperta delle risaie giapponesi e della tradizioni alimentari nipponiche. Potereste incontrare anche Hello Kitty che per noi é un simpatico cartone animato ma per i giapponesi una vera eroina nazionale.

#Corea

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Si trova a metà del decumano.
É di un bianco candido e brillante. Come se fosse fatto di luna.
Ha una parete piena di nomi di cibi. Qualcuno ha cominciato ad aggiungere con matite e pennarelli altri nomi creando un grande menú con i cibi preferiti.
Una delle più grandi attrazioni é una media performance che utilizza centinaia di onggi – i vasi della tradizione coreana – come superficie di proiezione per spiegare i cibi del futuro.
Hansik é invece il nome del ristorante dove si puó fare, in prima persona, un particolare viaggio gastronomico nella cultura coreana. Assaggiate i kimbap, dei rotolini di carne e verdure, simile al sushi,  e i dakgang jung, pollo fritto e condito con una salsa piccante. Non rimarrete delusi.
Tenteranno di servirvi una bevanda al limone e aceto: Lemon Micho Ade. Buona, ma basta un sorso. Fidatevi.

Se passate nel pomeriggio, poi, potreste imbattervi nello spettacolo dei B-boying che vi sapranno conquistare con le loro acrobazie e il loro free-style.
# UK

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Vi é mai capitato di entrare in un alveare? Ad Expo si puó.
Cercate sul decumano il padiglione del Regno Unito.
Entrate in un frutteto, passate in un prato di fiori selvatici e raggiungete l’alveare gigante in alluminioSalite le scala ed entrate. Sarete accolti, all’interno di una sfera di vetro, da una serie di effetti audiovisivi prodotti dal movimento delle api che si trovano in un vero alveare situato in UK a Nottingham. É un’esperienza piena di fascino. Le vibrazioni e le lampadine che trasmettono luce fanno proprio vivere l’attività delle operose api. In alcuni privilegiati momenti si puó sentire anche la presenza dell’ape regina. Usciti dalla sfera ci si puó fermare al ristorante che serve piatti tipici come il classico breakfast inglese, il salmone della Scozia, il manzo inglese, una ricca selezione di tè e una altrettanto interessante selezione di whisky.



Per questo primo giro a Expo vi lasciamo altri due “indirizzi” da cercare sul Decumano.

Visitate il padiglione gioiello dell’Azerbaijan. Tre grandi sfere, in cui sono ricostruiti i paesaggi azerbaigiani, uniscono la forza dell’acciaio, la solidità del legno e la trasparenza del vetro. Verrete catapultati in ambienti mozzafiato. Camminate in silenzio, ascoltate la musica che viene costantemente trasmessa e accarezzate i deliziosi fiori hi-tech che sono disseminati lungo il percorso.

Infine non perdetevi la rete sospesa del padiglione del Brasile.
Prima visitate la Green Gallery, con piante, fiori e frutti classici brasiliani, e poi salite sul percorso sopraelevato pensato dai progettisti come simbolo di unione, effetto delle differenti culture che costituiscono il grande paese sudamericano e che dovrebbe contagiare tutto il mondo.

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Che ne dite? Vi abbiamo dato dei buoni consigli? E voi, cosa avete visto a Expo?
Quali padiglioni non possiamo assolutamente perderci la prossima volta?

 

 

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Linda F.

Linda F.

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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