Milano da nuove prospettive.

Alle volte un viaggio puó essere semplicemente spezzare la routine quotidiana è concedersi mezza giornata di pausa dagli impegni quotidiani. Ed è possibile anche a Milano dove tutto corre.
Volete provare? Allora iniziamo!

# Prima tappa.
Una gustosa pausa pranzo al “Frida”.
Siamo in zona Isola, una volta quartiere periferico, appunto isolato oltre la ferrovia, adesso è diventato luogo alla moda dove farsi sorprendere dallo scorrere della vita milanese. Vi si trova di tutto: dalla trattoria al fushion.
Il Frida, passandovi davanti, ha un aspetto pseudo alternativo, quasi da centro sociale, ma in realtà è frequentato da ogni genere di persone. Offre un menù solido, con alcuni piatti robusti e classici, ed alcune rivisitazioni di tendenza. L’ambiente è allegro, i tavoli sono coloratissimi, mette di buon umore e richiama un po’ gli anni ’70. Adatto ad un pranzo veloce, ad un happy hour o ad un bicchiere di vino o una birra nel dopo cena. Nella bella stagione non fatevi sfuggire il piacevole cortile con i tavoli all’aperto o da una sbirciatina nella boutique vintage ospitata nello stesso ambiente.

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# Seconda tappa.
Girovagare per Isola.
Rimarrete affascinati dai meravigliosi palazzi Liberty, dalle case di ringhiera con i cortili fioriti, dalle botteghe degli ultimi artigiani. Non c’è traffico, la gente in giro è poca, molti usano la bicicletta e i bar sono veri punti di incontro, come nei paesi.
In Via Confalonieri fermatevi alla Casa delle Memoria da poco inaugurata. Qui vi si respirano le radici proletarie e antifasciste del quartiere. Qui si ricordano i deportati, i partigiani e le vittime del terrorismo. Qui si continua a parlare di libertà e democrazia. La grande particolarità della struttura è il suo rivestimento che rappresenta un grande polittico di volti e storie del novecento milanese.

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# Terza tappa.
A Milano, non lo sapevo neanche io, sempre in Isola c’è una piccola oasi di verde. É il giardino condiviso di via Pepe.
Da qualche anno gli abitanti della zona hanno preso in gestione un casolare abbandonato con l’adiacente giardino e vi hanno piantato fiori, ortaggi e alberi da frutto. Organizzano pranzi comunitari, si aiutano nella realizzazione degli arredi, come panchine o tavoli e condividono le esperienze e i frutti del proprio lavoro, ma soprattutto il tempo per ritrovarsi e socializzare.
Poco distante, proprio ai piedi dei nuovi grattacieli, sta crescendo anche un grandissimo campo di grano. È il progetto Wheatfield: opera di land art dell’artista americana Agnes Denes. Ovvero seminare, far crescere e raccogliere il grano al centro di una grande metropoli che quest’anno sta dedicando la sua storia ai temi di Expo. Il campo é stato piantato dai milanesi negli ultimi giorni di febbraio e adesso ci si trova davanti ad una distesa di verde in cui si intravedono le prime spighe. Piano piano il grano continuerà a crescere e a luglio ci sarà una collettiva festa del raccolto.

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# Quarta tappa.
La ciclofficina la “Stecca”.
La filosofia di base è “lo vedi, lo fai, lo insegni”.
Ovvero é uno spazio polifunzionale che parte dal recuperare e riciclare materiale che altrimenti finirebbe dritto tra i rifiuti legato, appunto, alle biciclette: ruote, cerchi, gomme. La struttura poi mette a disposizione gli strumenti per effettuare la riparazione. Ma é molto altro. É un quartiere che vive. Ci si scambiano informazioni, si imparano cose nuove, si curano le relazioni e si recupera il lavoro che sporca le mani, ma pulisce i pensieri.
Oltre all’officina in sè per sè ci sono una falegnameria e dei locali per organizzare incontri culturali, momenti per bambini e manifestazioni perché lo spirito delle autofficine é anche quello includere e accogliere tutti per il bene del lavoro condiviso e del proprio quartiere.
É una realtà così particolare che merita di essere incontra e conosciuta.

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# Quinta tappa.
I grattacieli del “Bosco verticale”.
Sono stati selezionati fra i  5 grattacieli più innovativi e spettacolari del mondo realizzati negli ultimi anni. Io, poi, il Bosco, l’ho visto realmente crescere. Me lo ricordo dalle sue fondamenta e poi venire su, piano dopo piano, e popolarsi di alberi e arbusti. Con aperture speciali, per eventi, é possibile salire al 23esimo piano ed é obbligo farsi rapire dalla skyline milanese.
Da una parte Piazza Gae Aulenti con i palazzi dell’Unicredit, da un’altra il nuovo palazzo della Regione e da un’altra ancora la zona di porta nuova con il Diamante. E tutto attorno le case, i condomini e i casermoni che hanno rappresentato e costituito da sempre il tessuto urbano del capoluogo lombardo. Fino a scorgete le guglie, così famigliari, del Duomo.

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E adesso dite la verità.
Non vi é sembrato di essere un po’ in vacanza con questo breve itinerario metropolitano?

 

Info pratiche

Per arrivare ad Isola dai diversi punti della città si può prendere la metro verde e scendere in Garibaldi, la metro gialla e scendere in Zara ed infine la lilla e scendere proprio alla fermata Isola.
Mi raccomando, in zona i parcheggi scarseggiano quindi la macchina é meglio lasciarla a casa.

Per gustarvi in maniera più approfondita l’itinerario vi consigliamo una novità: la “city guide” di Canon. Queste guide, realizzate per le grandi città europee, permettono  la scoperta di  punti ancora nascosti che possono essere svelati solo da nuove prospettive. E Milano di nuove prospettive ne ha parecchie.

 

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