Expo. Oltre i padiglioni c’è di più.

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Se ad Expo avete già visto i padiglioni “big” o vi spaventano le lunghe code noi vi proponiamo tre perle un po’ nascoste per rendere la vostra visita ancora più interessante e sicuramente fuori dal comune.
Alla fine vi lasciamo anche un dettaglio gustoso o meglio… una sfida gustosa.

 

# Piazza Costellazione ovvero mettici la firma

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Piazza Costellazione, 1.250 metri quadrati, all’uscita della metropolitana di Rho-Fiera, è ancora un cantiere, ed è una cosa voluta.
Perché? Perché la pavimentazione a mosaico che la ricoprirà la costruiscono piano piano i visitatori.
Ognuno di noi può andare e, con un’offerta simbolica, acquistare un tassello del mosaico nel quale scriverà, a matita, il suo nome. Un tecnico incisore inciderà la vostra scritta e poi la piastrella verrà inserita nel mosaico. Al vostro ritorno a casa potrete dire di aver lasciato un segno che resterà per sempre e che vi permetterà di affermare “Io c’ero”.

 

# A caccia di Storia e opere d’arte

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Nel padiglione 112 di Expo, quello deificato ai partner, le Ferrovie dello Stato hanno allestito una mostra che unisce archeologia, usanze e la storia dei trasporti usati per trasportare quei cibi. È un percorso interattivo che attraverso mappe parlanti, filmati e oggetti racconta cosa e come mangiavano i nostri antenati.

Il titolo dell’esposizione è “Mov eat” da leggersi in duplice maniera: Moveat alla latina, terza persona singolare del verbo “moveo” ovvero muoversi o all’inglese mov-eat del verbo mangiare.
Ecco appunto il binomio proposto: cibo e movimento, anzi movimento del cibo.

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Nella zona invece dedicata ad Eataly si trova la mostra “Il Tesoro d’Italia”, curata da Vittorio Sgarbi, che racconta la biodiversità artistica italiana. Al suo interno vengo esposte, regione per regione, novità interessanti della presentazione, le opere che più ne hanno caratterizzato la storia d’arte, in un continuo dialogo tra antico e moderno. Quindi vi potrete trovare un capolavoro del ‘400 accostato ad un’opera iper contemporanea. In un colpo d’occhio, tu visitatore puoi ammirare la realtà artistica di tutta la penisola italiana e intraprendere un piccolo viaggio da Nord a Sud rimanendo in un’unica sala.

 

# Il caffè dalla pianta alla tazzina

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Nel cluster del Caffè, sul decumano, c’è la possibilità di scoprire da dove viene questa profumatissima bevanda, chi sta dietro la sua produzione e i luoghi che ne danno origine.
Come? Attraverso un percorso guidato e multimediale creato da Illy.
Prima di tutto ad accogliere il visitatore ci sono le meravigliose immagini del reportage di Sebastião Salgado, fotografo brasiliano che ha vissuto a contatto con le piantagioni di caffè. Ed in un angolo del Cluster si trova anche una serra dove è possibile osservare dal vero le piante di caffè arabica.

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Dopo di che potete ritirare presso la reception di Illy degli occhiali “smart”. Così sarete accompagnati in un tour reale e virtuale alla scoperta della storia del caffè, dalla nascita della pianta sino alla formazione della miscela.

Al termine del percorso è possibile farsi fare il caffè su misura, scegliendo, con una app apposita, tra 9 arabiche creando la propria miscela personalizzata. Lo preferite con una nota di cioccolato? Caramellato? Amaro? Basta scegliere e poi gustare.

 

# Belgio VS Olanda

No, non stiamo parlando di sfide calcistiche ma di primati gastronomici. Si, perché i due padiglioni in questione si stanno contendendo il titolo per la migliore patatina fritta di Expo.

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Quelle belge sono croccanti e vanno accompagnate con salse diverse e gustose. Il loro segreto? La doppia cottura. Le altre, sono vendute nel grande luna park che è il padiglione olandese. Sono biologiche e vanno abbinate al Dutch Weed burger, un hamburger realizzato con alghe da allevamento sostenibile.

Sta a voi scegliere e decidere quali sono le più buone.

 

 

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Linda F.

Linda F.

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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