Un’insolita tappa a San Martino

San Martino è stata quella tappa del nostro weekend tra il Garda e Verona non programmata, per questo ancor più sorprendente. Stavamo uscendo da Sirmione in direzione di Verona, quando abbiamo scorto in lontananza una torre molto alta, di difficile identificazione storica, in perfetta conservazione.
Mossi da pura curiosità ci siamo avvicinati al luogo, finché non abbiamo trovato i primi cartelli che indicavano la Torre di San Martino e l’Ossario.

Per prima cosa abbiamo parcheggiato e ci siamo diretti all’ossario: già nell’avvicinarsi abbiamo iniziato a comprendere che eravamo su un luogo di battaglia legato all’Unità d’Italia, visto le numerose lapidi riportanti come data 1859.
L’ossario è qualcosa di sorprendente: è una chiesa che riporta dietro l’altare, come degna sepoltura, le ossa di tutti i soldati morti in quel luogo, siano essi stati “amici” o “nemici”. E’ quanto di più commovente e inquietante abbia mai visto in Italia nell’ambito di questi luoghi storici che ci ricordano come ciò che abbiamo oggi sia stato costruito anche sul sangue di questi giovani ragazzi. Ciò che più impressiona è l’età di questi soldati, 20, 22, chi 25 anni.. giovanissimi, con genitori, fidanzate, mogli e figli a casa ad attenderli.

Ossario di San Martino, Verona Ossario di San Martino, Verona Ossario di San Martino, Verona

Da lì, ci siamo spostati alla Torre di San Martino: per entrare si paga un biglietto di 5,00 €, che si riveleranno soldi ben spesi. Entriamo e per prima cosa visitiamo la Torre della Battaglia. E’ un monumento costruito nel 1890 dalla Fondazione San Martino, in ricordo della battaglia avvenuta in questi luoghi: infatti, leggendo poi la storia e i vari cartelli, abbiamo ricostruito la vicenda storica ivi avvenuta.
Essendo sia io che mio marito di studi scientifici, di storia ce ne ricordiamo poca purtroppo, e di solito si tende a ricordate la battaglia di Solferino, avvenuta lo stesso giorno a pochi chilometri da lì. In poche parole il fatidico 24 giugno 1859 l’esercito di Napoleone III combatté e respinse gli austriaci a Solferino, mentre a San Martino intervenne l’esercito di Vittorio Emanuele II, riuscendo anch’egli vincitore.

Torre della Battaglia, San Martino Verona

La torre è veramente molto bella e interamente visitabile: si entra in una sala dove sono riportate le statue dei protagonisti dell’Unità d’Italia, come il Re Vittorio Emanuele II, a cui la torre è dedicata, il Conte Cavour, Garibaldi e Mazzini.

interno della torre, san martino - verona

Da lì si sale con una rampa a chiocciola fino alla cima della torre, camminando lungo dipinti che, piano su piano, anno su anno, ricostruiscono tutte le vicende ed i fatti salienti dell’Unità d’Italia, spesso passata tramite le battaglie. Arrivati in cima si sale sulla terrazza della torre, da cui si gode un incantevole panorama della campagna intorno, ricoperta di vigneti, scorgendo in lontananza il lago di Garda.

E SAN MARTINO VISTO DALLA TORRE

Usciti dalla torre è possibile visitare il Museo della Battaglia, dove son custoditi reperti della battaglia avvenuta in questi luoghi, tra cui vestiti, diari, foto, le carte da gioco dei soldati, le bandiere e le armi utilizzate. Interessante anche la sala con la videoproiezione dei fatti avvenuti in quel giorno a San Martino e a Solferino.

 

Per esser stata una tappa non prevista del nostro itinerario, si è rivelata più interessante di quanto potevamo immaginarci: sicuramente il luogo di per se è molto bello, sia dal punto di vista storico, architettonico e artistico. Oltre a ciò quel che ho apprezzato di questo posto è il suo lato evocativo: tra l’ossario, le varie lapidi commemorative e i ricordi custoditi nel museo, si ritorna da questa visita con una maggiore consapevolezza di quanta fatica e di quante risorse sono state impiegate nell’unire l’Italia, e di quanto rispetto dobbiamo portare nei confronti delle giovani vite (veramente molto giovani) che si sono spezzate in questi luoghi, a prescindere dalle bandiere sotto le quali operavano.

 

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Silvia Z.
Nata in Maremma, cresciuta in Umbria, oggi a Bologna per amore e lavoro. Cuoca agonistica, viaggiatrice amatoriale e cinofila per destino. Cerca nel viaggio di scoprire di più sul mondo e su se stessa. Da poco ha aperto un suo blog Ilmioquadernodiviaggio dove racconta le proprie esperienze da travel addicted.

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