Una visita al Mudec a Milano per scoprire Gauguin

3
Gauguin Paul (1848-1903). Paris, musÈe d'Orsay. RF1994-2.

Cosa c’è di meglio che passare una giornata con le amiche per mostre? Questo week end sono stata a Milano al Mudec, il Museo delle Culture, in via Tortona, una struttura splendida che vale la pena di visitare, al di là delle mostre temporanee che propone.

07a_MUDEC_esterno_PHOTO©OskardaRiz© OskardaRiz

Il Mudec ha sede nella ex zona industriale dell’Ansaldo (tra l’altro via Tortona è sempre più bella!): le fabbriche dismesse sono state trasformate in 17.000 mq di spazi multidisciplinari dedicate alle diverse culture del mondo.

Nella collezione permanente -ingresso gratuito- si può conoscere una notevole collezione etno-antropologica tra opere d’arte, oggetti e documenti che testimoniano il diverso atteggiamento della nostra società nei confronti di altre culture.

Al Mudec Lab è inoltre possibile partecipare a laboratori tematici dove i bambini possono sperimentare l’incontro con l’altro, esercitare la manualità, esplorare abitudini lontane attraverso strumenti interattivi.

C’è poi un auditorium dedicato alle performance e alle arti visive, un negozio di design di ricerca e un elegante bistrot dove bere qualcosa tra una visita e l’altra.

La struttura è stata aperta lo scorso marzo e, al di là delle polemiche che hanno coinvolto il Comune di Milano (proprietario dell’immobile) e l’archistar David Chipperfield per le finiture, il risultato a me è piaciuto moltissimo e mi ha ricordato gli interminati spazi metafisici di De Chirico: i volumi non sono massicci, i silenzi architettonici sono rispettati e l’immensa scala che si sviluppa al centro dell’atrio ha un sapore internazionale.

03b_Mudec_scalone1©OskardaRiz© OskardaRiz

Al primo piano del Mudec sono allestite al momento 4 mostre (vi si accede attraverso misteriose porte che sembrano introdurre all’ignoto): Barbie The Icon, A Beautiful Confluence, Milano Città Mondo #1 Eritrea/Etiopia e Gauguin Racconti dal Paradiso. Ed è proprio di questa mostra che vorrei parlarvi.

02a_MUDEC_agora_PHOTO©OskardaRiz© OskardaRiz

Attraverso 70 opere, dipinti e sculture, la mostra ripercorre le diverse fasi artistiche di Paul Gauguin, mettendone in evidenza l’originalità, il disagio, la costante ricerca di altro, la curiosità per il diverso, l’assillo per le forme primitive e autentiche della realtà.

Gauguin d’altronde è un artista del suo tempo: nato a metà dell’Ottocento, risente della mentalità romantica che porta molti intellettuali del suo tempo a confrontarsi con le culture lontane; nella sua arte non rinnega ma supera la tradizione europea in un periodo davvero fecondo di novità culturali.

Nella celebre Donna tahitiana con fiore, ad esempio, la ritrattistica rinascimentale incontra l’esotico producendo qualcosa di nuovo, nei colori ma anche nelle emozione suscitate nell’osservatore.

Gauguin_donnaconfiore

Nelle sculture si ritrova l’eco della classicità, così esaltata solo pochi decenni prima, mescolata al folclore animato degli idoli pagani.

Gauguin è attraversato costantemente dal disagio, dalla ricerca di pace interiore, pur nella consapevolezza che l’artista trionfa nella sofferenza, come evidente nell’Autoritratto con Cristo giallo, dove la figura di Gesù sulla croce si erge alle spalle dell’autoritratto del pittore.

Gauguin Paul (1848-1903). Paris, musÈe d'Orsay. RF1994-2.Paris, musÈe d’Orsay. RF1994-2.

Sarà per questo fondante malessere che passa gran parte della vita a muoversi, a cercare l’altrove, il genuino e l’incontaminato, così amato nelle donne polinesiane, capaci di penetrare il suo intimo. Ma anche in questi scenari, nelle opere che li ritraggono, non manca l’elemento di disturbo: nelle Donne tahitiane sdraiate, la sensualità dei corpi morbidi e i colori esotici distraggono solo momentaneamente dalla presenza di Hina, la divinità polinesiana vendicativa e maligna che incombe sulle giovani.

Gauguin_donnesdraiate

Non manca il sapore del periodo parigino, incarnato soprattutto nelle zincografie Volpini suites, realizzate per l’expo del 1889 per essere esposte nel Café des Arts. Ci sono i dipinti di sapore impressionista (personalmente quelli che amo di meno) e opere della fase del sintetismo con una ricerca di forme semplici, lontano dai particolari, vicino all’essenza, come Ragazza bretone, dipinta a Pont-Aven nel 1891.

Gauguin_ragazzabretone

Interessante la sala dedicata ai suoi pensieri, letti da Filippo Timi, e accompagnati da frammenti delle sue opere proiettate sulle pareti, in cui emerge il suo essere quasi precursore degli intellettuali della beat generation per la voracità con cui ha accumulato luoghi, esperienze, viaggi.

IMG_2516

Dai suoi diari emerge un Gauguin contradditorio e radicale come Strindberg, di cui disse: “Egli ha capito che preferisco vedere il cielo rosso più che blu”. Proprio al drammaturgo, con cui condivideva il menefreghismo per le mode artistiche e il fastidio per la “dittatura della penna” dei critici, così concentrati sul passato e poco inclini a comprendere il futuro, chiese la prefazione per un catalogo, ma Strindberg rifiutò.

Amo Gauguin per la sua sofferta e incessante ricerca, lontano dalla maniera, quella libertà morale che lo portò a dire: “Sono il lupo di la Fontaine: sono disposto a morire per non stare alla catena”.

 

Bene (anzi benissimo): la scelta delle opere al Mudec è funzionale a illustrare il percorso intimo e artistico di Gauguin; i pannelli che accompagnano i dipinti sono esaurienti e ben scritti; il contributo audio con brani dei suoi diari è avvolgente; mi piace la volontà di far interagire mezzi espressivi diversi per disegnare un unicum artistico ma soprattutto umano; utile il grande planisfero con le tappe dei suoi spostamenti.

Male: un paio di faretti che funzionano a intermittenza, i pannelli esplicativi un po’ bui, il personale della mostra che comunica con walkie talkie senza auricolari (rovinando così la magia dell’arte); il costo delle audioguide (5 €).

 

Info utili

# Indirizzo: il MUDEC è situato in Via Tortona, 56 a Milano

# Fino a quando?

  • Gauguin racconti dal paradiso fino al 21/02/2016
  • Barbie The Icon fino al 13/03/2016
  • A Beautiful Confluence – Anni e Josef Albers e l’America Latina fino al 21/02/2016
  • Milano Città Mondo #1 Eritrea/Etiopia. Immagini e storie fino al 10/01/2016

# Per orari e prezzi: mudec.it

 

Dettagli immagini e crediti
Donna tahitiana con fiore, 1891 Olio su tela, cm 70,5 x 46,5 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt
Autoritratto con Cristo giallo, 1890?91 Olio su tela, cm 38 × 46 © RMN?Grand Palais (musée d’Orsay)/René?Gabriel Ojéda?Réunion des Musées Nationaux/distr. Alinari
Donne tahitiane sdraiate (Arearea no vara ino, “Il divertimento dello spirito maligno”), 1894 Olio su tela, cm 60 x 98 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt
Ragazza bretone, 1891 Olio su tela, cm 71,5 x 90,5 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

 

 

 

The following two tabs change content below.
Barbara

Barbara

Insegnante di mestiere, giornalista, lettrice e viaggiatrice per passione. Ama il sole, il buon vino, il cibo cucinato con amore, i libri quelli che “ne leggi solo una pagina altrimenti finiscono subito”, gli animali, in particolare il suo Olly. E' curiosa di tutto ciò che è nuova tecnologia e innovazione e di ogni realtà che sia evocativa di un mondo che non c’è. In perenne e precario equilibrio tra passato e futuro. Jeeper e harleysta per amore.

3 COMMENTI

  1. Anch’io amo Gaugin per la sua sofferta ricerca di un certo equilibrio emotivo e il fatto che sia esposto al Mudec che non conosco è uno stimolo in più per visitare la mostra. L’analisi di Barbara così profonda e partecipata rafforza la mia intenzione: andrò al Mudec settimana prossima!! Ancora una volta: grazie, Barbara! Daniela

  2. Bellissimo Gauguin. Ottimo suggerimento! €12 non sono nemmeno così tanti, in fondo.
    Certo che qui a Londra – con tutte o quasi tutte le gallerie gratuite – siamo un po’ viziati…
    Comunque ci vorrebbero più mostre e musei gratis anche in Italia, e magari non solo una volta all’anno!

LASCIA UN MESSAGGIO