Stoccolma: il fascino di Gamla Stan e Djurgarden

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Scegliere di andare a Stoccolma non è stato facile. All’epoca eravamo indecisi se andare qui o a Parigi. Forse non c’è competizione tra queste due capitali europee, ma vi posso assicurare che pur essendo più piccola e più fuori dalle rotte turistiche rispetto alla capitale francese, Stoccolma merita una visita almeno una volta nella vita. Io ci sono stato a fine Aprile, periodo in cui le giornate da noi si sono già allungate ma qui il sole schiarisce la notte anche in orari da noi impensabile – basti pensare che alle dieci di sera noi abbiamo goduto di un tramonto stupendo sopra il cuore della città, Gamla Stan.

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# Gamla Stan

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Stoccolma nasce dal suo cuore, da Gamla Stan, ossia la Città Vecchia. Noi arriviamo circa alle undici di sera all’aeroporto di Skavsta, un’ora di bus ci porta qui vicino e da qui con un taxi fino al Sondermalm, dove abbiamo l’hotel. Ma già vedere Gamla Stan di notte, con le sue luci mi ha fatto capire che Stoccolma sarebbe stata la mia città preferita per un bel po’ di anni. Nei bar di Gamla Stan si può bere all’aperto anche nei momenti più freddi dell’anno: qui vi danno una bella copertina pesante da avvolgervi nelle spalle, dove potete gustarvi la cioccolata calda mentre la neve ricopre la città.

Ma potete ammirare Stoccolma anche dall’alto: poco di fronte c’è un’insegna che recita scritto “Gondolen“. Per 4 euro siamo saliti in cima a questa piattaforma e abbiamo potuto gustarci un bellissimo panorama di Stoccolma.

stoccolma dall'alto shutterstock_292804460Stefan Holm

C’è anche la sede del Parlamento e dei Reali di Svezia, dei quali potete anche andare ad ammirare l’ “umile” dimora. Ma soprattutto, avete la possibilità di fare una cosa che difficilmente altrove potete fare: percorrere una via in salita, senza mettere i piedi sugli scalini, salendo solo con l’aiuto delle mani e dei piedi appoggiati alle pareti. E’ la Marten Trotzis Grand, la via più stretta di Stoccolma.

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# Djurgarden

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E’ un’isola-parco situata a est di Gamla Stan. Decidiamo di andarci a piedi dal nostro hotel, senza usare i mezzi pubblici, anche perchè la giornata è bella e ci sono 25 gradi. Sulla cartina sembra vicino, ma scopriremo in seguito di aver fatto una follia: quando arriviamo alla meta siamo già KO.

Non molliamo ed andiamo a vedere il Museo del Vasa, galeone affondato al viaggio inaugurale non da un iceberg bensì da un errore di progettazione: all’epoca della costruzione, il Vasa era stato concepito come nave da battaglia per l’impero di Svezia del 1600. Il Re, insoddisfatto del progetto per quel che doveva essere il fiore all’occhiello, ordinò alcune modifiche. Si trattava a questo punto, per i progettisti, di salvare il galeone o la propria testa. Optarono per continuare a vivere – nessuno avrebbe avuto il coraggio di obiettare gli ordini di Sua Maestà – quindi lo scafo del galeone fu allungato e alzato, ma non fu allargato. Al viaggio inaugurale, la folla festante salutava il Vasa per il suo primo e ultimo viaggio: la prima folata di vento lo fece inclinare, la seconda fece sbilanciare il carico e il Vasa si capovolse. Fu recuperato tre secoli dopo ed esposto nell’omonimo museo qui a Stoccolma, dove potete vedere la storia dello stesso e del regno di Svezia.

museo vasa stoccolma shutterstock_316647848Matej Kastelic

Visitato il museo, andiamo prima per le vie delle poche case costruite per Djurgarden, poi percorriamo tutta l’isola a piedi fino ad arrivare in punta. L’isola risulta selvaggia, ma ben salvaguardata e pulita.

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Senso civico

La città risulta molto uniforme nella sua architettura, dove sono presenti tetti a punta e moltissime guglie, che aiutano la neve a scivolare nei mesi freddi. Ma al di là dell’aspetto prettamente turistico e architettonico, nei 4 giorni passati a Stoccolma, la cosa che mi ha particolarmente colpito è che ho notato anche un senso civico altissimo in Svezia: innanzitutto Stoccolma è piena di parchi dove la gente si trova per rilassarsi, svagarsi e fare sport. Ma la pulizia dei parchi a fine giornata è pari a quella del mattino: non una carta o una bottiglia fuori posto. Credo che tutto questo sia tramandato dal nonno al padre e al figlio, in quanto ho notato che la società sembra non fare differenze d’età – poi magari ce ne saranno, ma al primo colpo d’occhio sembrano non esserci. Qui i nonni e gli anziani si mescolano tranquillamente ai più giovani, passando con loro molto più tempo rispetto a noi. Ho visto signori sulla sessantina girare con nipotini per le vie della città senza problemi, ragazzi trentenni con più di qualche figlio a carico.

Il momento più emblematico l’ho visto sotto l’hotel dove alloggiavamo, dove si trovava una pista da skateboard: ragazzi dai cinque ai vent’anni si divertivano assieme, coi più grandi che insegnavano ai più piccoli, mentre i nonni e i genitori facevano loro da spettatori nel mezzo di una divertentissima bolgia.

Skater a Stoccolma

Una società e soprattutto una città che mi hanno colpito positivamente e mi hanno incantato. Stoccolma rimane sicuramente una perla nel gelo artico, da vedere una volta nella vita.

 

Foto © Shutterstock.com

 

 

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lucapery

lucapery

Nasce in Veneto dove risiede tuttora ma scappa dalla sua terra 2 o più volte l’anno. Le sue compagne di viaggio inseparabili sono la compagna e la figlia. Ama la pizza, il caffè, i libri e soprattutto i viaggi. Non sa mai quale sarà la prossima destinazione ma quando torna a casa è felice lo stesso perché sa già che è ora di ripartire. Il suo blog capturingtheworldblog.wordpress.com

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