Bucarest, la città dei contrasti

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Bucarest, la capitale della Romania, aveva una brutta fama, ma adesso è una città piena di energia e dinamica ad ogni ora.
Il fascino decadente degli ampi viali alberati e dei sontuosi edifici Belle Epoque, che le fecero guadagnare il nome di “Piccola Parigi”, si uniscono ai monumenti e ai palazzi eredità del regime comunista, alle chiese ortodosse riccamente decorate e ai negozi dei brand occidentali creando così una città che sempre di più vuole prima sembrare e poi essere cosmopolita.

Sicuramente Bucarest non è una città facile.

I segni evidenti di chi ha governato la Romania non scompariranno presto. Le cicatrici della rivoluzione ci sono ancora eccome. La povertà è tangibile. In pieno centro si possono trovare edifici abbandonati o dalle parziali ristrutturazioni. Persone che chiedono l’elemosina siedono poco lontano da boutique di lusso.

Ed è per questo che la città ti conquista. Non per il suo fascino evidente e sfacciato, ma perché sei costretto a cercare le meraviglie che Bucarest può offrire.

Non ti puoi fermare alla superficie, non basta visitare il Parlamento voluto da Ceausescu o piazza Unirii e neanche girare per le stradine della città vecchia. Devi andare più a fondo.

Noi guardando un po’ al suo passato e un po’ al suo futuro vi offriamo delle istantanee di ciò che ci ha più affascinato di Bucarest.

# La Bucarest del passato

Bucarest vanta numerosi musei, nei quali sono raccontati i fasti del suo passato, ma anche collezioni uniche al mondo e che ne rappresentano la vita quotidiana: stiamo parlando del Museo Nazionale di Arte e del Museo del Contadino.

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II Museo Nazionale d’Arte è situato in piena Calea Victoriei, una delle arterie più importanti del centro storico di Bucarest e strada del lusso, ed è ospitato nell’antico Palazzo Reale (una serie di foto all’esterno mostra le drammatiche vicende che lo hanno interessato e il recente lavoro di restauro). La collezione comprende opere dal periodo medioevale, quindi stupende icone ed immagini religiose ed arredi liturgici, fino a quelle iper contemporanee ed anche opere dei più rappresentativi artisti rumeni.

Non conoscevamo la maggior parte dei pittori dell’impressionismo romeno e dobbiamo dire che mi hanno molto sorpreso e colpito. Ci sono alcuni dipinti che sembrano delle istantanee, altre invece come le sculture del più famoso e conosciuto Brancusi lasciano affascinati per i significati, anche nascosti, che comunicano.

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Nel Museo del contadino, invece, si respira l’atmosfera di una volta.

Infatti nella tranquillità di un arioso parco in riva al fiume, si possono ammirare le vecchie costruzioni rurali provenienti da tutta la Romania, i villaggi, i mulini e le chiese. Si possono osservare anche gli arredi antichi e con essi gli stili di vita genuini di un tempo. Alcune strutture danno proprio l’idea della vita contadina nei rapporti con il territorio, aree geografiche con inverni rigidi ed estate molto calde.

Non perdetevi anche la vendita delle uova dipinte. Un regalo tipico da portare dalla Romania sono proprio queste uova di gallina, svuotate, e dipinte a mano. Sono il simbolo della tradizione popolare che si mantiene nel tempo.

# La Bucarest del futuro

Facendo quattro passi in Strada Lipscani si capisce che siamo esattamente nel cuore di Bucarest: una lunga strada vivace piena di bar e pub, negozi di abbigliamento di lusso e spazi bohemien, che oggi rappresentano sicuramente l’attesa rinascita della Romania.

Bucarest shutterstock_197492144Radu Bercan / Shutterstock.com

Proprio qui, tra una chiesa ortodossa, un’antica birreria, un caravanserraglio e venditori di covrigi (i bretzel rumeni) abbiamo scovato un bar e una libreria molto particolari.

Il Cafè Origo è probabilmente il migliore coffee shop a Bucarest. Vi si respira un’atmosfera rilassata, il personale vi farà sentire i benvenuti e potrete sorseggiare una favolosa gamma di caffè provenienti da tutto il mondo. Entrando sarete colpiti dalla decorazione del soffitto sopra il bancone, vi penderanno sulla testa una serie ben ordinata di candide tazzine da caffè. Questo dettaglio, le pareti in lavagna, con il menu scritto con i gessetti, rendono l’ambiente curatissimo e accogliente.

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Non fermatevi poi solo alla degustazione del caffè, ma anche le varietà di the o le limonate vi daranno delle soddisfazioni. Non mancate di assaggiare le loro torte. Vi auguriamo di provare quella al cioccolato o alle carote.

Avrete un po’ capito dalla nostra descrizione che questo posto sembra uscito dalle strade di New York invece che dalla città vecchia di Bucarest. Invece è proprio lì che si trova.

Poco distante, sempre in strada Lispcani, si trova la Carturesti Carousel, non solo una libreria, ma anche una sala lettura e uno spazio di cultura ovvero un paradiso dei libri. Nei suoi 6 piani, questo “carosello di luci” offre più di 10.000 mila libri nelle lingue più disparate, 5.000 album musicali e DVD, un bistrot all’ultimo piano, uno spazio multimediale nel seminterrato e una galleria d’arte.

La catena di librerie rumene Carturesti ha restaurato un gioiello architettonico del 19° secolo per troppo tempo abbandonato nel centro di Bucarest e lo ha reso la libreria più grande della Romania e la “più cool del pianeta”.

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L’interno della libreria è, poi, caratterizzato da uno stile moderno, ma allo stesso tempo elegante e sofisticato grazie alle colonne e agli elementi strutturali classici mantenuti nel progetto e al colore bianco che crea un’atmosfera ‘celeste’ dove trovare l’ispirazione per ogni tipo di lettura.

# Parada

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Uno dei motivi per cui siamo capitati a Bucarest è partecipare allo spettacolo di danza “Vitaamore” organizzato dall’ambasciata italiana, prodotto da Eventi_danza e realizzato da una pick up company di talentuosi ballerini italiani e con la partecipazione straordinaria dei ragazzi di Parada.

La storia di Parada coincide con la storia di Miloud Oukili, il clown franco-algerino che per primo avvicinò col sorriso i ragazzi di strada di Bucarest. A Bucarest ci sono state generazioni di giovani cresciute in strada. Di notte trovano rifugio nei canali sotterranei della città, e di giorno riemergevano dai tombini alla ricerca di un modo per sopravvivere: lavare i vetri ai semafori, elemosinare, tutto pur di rimediare qualcosa da mangiare, qualche sigaretta, un po’ d’alcool o la colla da sniffare.

Adesso gli stessi ragazzi calcano i palcoscenici d’Europa esibendosi in spettacoli circensi e di giocoliera.

Assistere ad uno spettacolo di Parada permette così di dare maggiore visibilità alla controversa situazione di Bucarest e vedere l’est Europa non solo come crogiolo di problemi e violenze, ma anche come luogo dove si sta aprendo un futuro.

Infine un altro modo per vivere Bucarest con i ragazzi di Parada è la possibilità di partecipare alle loro visite guidate in giro per la città. Quello offerto non è solo un percorso turistico, ma è la possibilità di conoscere Bucarest con gli occhi di chi la vive, la respira e continua ad amarla.

 

 

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Linda F.

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37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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