Giotto e l’Italia: una mostra da non perdere

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Giotto ha passato gli ultimi anni della sua vita a Milano, lasciando nell’arte lombarda tracce significative della sua ricerca pittorica. Per questo la mostra “Giotto L’Italia”, allestita fino al 10 gennaio a Palazzo Reale, è ancora più emblematica e, per tutti gli amanti dell’arte, risulta un appuntamento imperdibile.

Iniziamo dall’allestimento della mostra.

Mi piace la scelta di lasciare la scena all’opera, valorizzata dalla luce soffusa, e di eliminare i pannelli esplicativi, generalmente noiosi; per una lettura analitica delle tematiche si è rimandati all’aula didattica (dove c’è luce e possibilità di sedersi). Intelligente anche l’idea di porre il titolo dell’opera e la datazione in grande a terra: in questo modo si creano meno “tappi” tra una sala e l’altra.

Giotto di Bondone e aiuti (Colle di Vespignano 1267 ca. - Firenze 1337), Trittico Stefaneschi, lato raffigurante la Crocefissione di San Pietro, Cristo in Trono e la Decapitazione di San Paolo e nella predella Madonna in trono con angeli e discepoli, tempera e oro su tavola con cornici dorate, 1320 ca., Musei Vaticani, Pinacoteca Vaticana, inv.40120

In merito al contenuto dell’esposizione la mostra presenta 14 capolavori assoluti e, dal 12 dicembre, un’installazione multimediale di grande effetto: nella Sala delle Cariatidi è stata ricreata (con tanto di ponteggi usati dal Pittore) la Cappella Peruzzi, decorata all’inizio del Trecento in Santa Croce a Firenze. L’allestimento – a grandezza naturale- pensato da Mario Bellini, permette all’osservatore di sentirsi parte del capolavoro vedendo nel dettaglio particolari della vita di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista. Grazie alle riprese fotografiche digitali effettuate con luce ultravioletta, è possibile quindi vedere la ricchezza dell’affresco, in realtà impoverito da restauri e puliture.

mostra Giotto a Milano, Palazzo Reale mostra Giotto a Milano, Palazzo Reale

La mia guida, Mara è davvero brava e mescola sapientemente commenti tecnici ad aneddoti curiosi a partire dalla contemplazione dei capolavori esposti. Vi racconto dei quattro che ho preferito, ma assicuro che tutta la mostra merita una visita attenta.

Nella Madonna col bambino di San Giorgio alla Costa, una delle prime opere giottesche, per la prima volta il trono è ritratto frontalmente, i colori sono decisi, ma ciò che mi colpisce maggiormente è il volto naturale della Vergine, lontano dalla ieraticità consueta, qui ritratta più come madre.

8. Madonna col bambino in trono e due angeli

Dalla Cappella degli Scrovegni di Padova arriva la pittura su legno (una porta, in realtà) Dio padre in trono, dove il Padre è ritratto con le sembianze del Figlio incarnato, un’iconografia piuttosto rara per il Trecento, probabilmente tratta dal manoscritto Omelie Mariane, opera che forse un intellettuale raffinato come Scrovegni poteva conoscere.

7. Dio Padre in trono mostra Giotto a Milano

Le opere che personalmente preferisco sono però state realizzate a Firenze: vicino di casa di Dante (che lo cita nel Purgatorio, canto XI, tra i superbi, dicendo che la fama e la bravura dell’allievo hanno superato il maestro Cimabue), lì l’artista realizza dei capolavori assoluti. Del Polittico di Santa Reparata (antica cattedrale della città) colpiscono l’oro, simbolo dello sfarzo della Chiesa e la scena centrale dell’Annunciazione, ricorrenza molto importante nel calendario liturgico cittadino.

 Polittico di Santa Reparata mostra Giotto MilanoCorale nell’impostazione e cromaticamente coinvolgente è invece il Polittico Baroncelli, dove scopro la passione di Giotto per la musica sinfonica (gli strumenti musicali suonati dai serafini sono fedelmente dettagliati). Mara mi fa notare che uno dei beati ritratti è voltato e non sta guardando l’Annunciazione. Si tratta di una citazione dantesca: nel III canto del Paradiso il poeta vede per la prima volta delle anime beate, le crede riflesse, perciò si volta a cercare l’origine di tanta beatitudine, ma cade in errore.

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L’opera è datata 1328, ma il fatto che sia firmata “Opus magistri Jocti” fa piuttosto pensare al 1334: a Firenze solo gli architetti e gli orafi potevano firmare le loro opere. Vasari riferisce che solo dopo quella data Giotto fu nominato capomastro per la costruzione del campanile del Duomo, ottenendo così una sorta di qualifica di architetto.

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Ora qualche informazione per programmare la visita alla mostra Giotto L’Italia magari approfittando delle vacanze natalizie.

Dove si tiene: Palazzo Reale – Piazza del Duomo 12, Milano

Orari di apertura della mostra: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30.

Orari durante le festività:

giovedì 24 dicembre (Vigilia): 9.30 – 14.30 (ultimo ingresso 13.30);
venerdì 25 dicembre (Natale): 14.30 – 18.30 (ultimo ingresso 17.30);
sabato 26 dicembre (Santo Stefano): 9.30 – 22.30 (ultimo ingresso 21.30);
giovedì 31 dicembre (San Silvestro): 9.30 – 14.30 (ultimo ingresso 13.30);
venerdì 1 gennaio (Capodanno): 14.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.30);
mercoledì 6 gennaio (Epifania): 9.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.30).

Prezzi della mostra: intero € 12; ridotto € 10
Prenotazioni: tel. 02-92800821; online www.vivaticket.it

Visite guidate: ADMaiora Tel. +39-02 39469837 .. chiedete di Mara, è bravissima!

 

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Barbara

Barbara

Insegnante di mestiere, giornalista, lettrice e viaggiatrice per passione. Ama il sole, il buon vino, il cibo cucinato con amore, i libri quelli che “ne leggi solo una pagina altrimenti finiscono subito”, gli animali, in particolare il suo Olly. E' curiosa di tutto ciò che è nuova tecnologia e innovazione e di ogni realtà che sia evocativa di un mondo che non c’è. In perenne e precario equilibrio tra passato e futuro. Jeeper e harleysta per amore.

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