Una settimana a Cuba: Havana, parte I

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Eccomi qua. Neanche una settimana dopo il mio weekend a Berlino sono pronto per fare di nuovo le valigie, ma il viaggio è lunghetto: Roma-Havana 10 ore. Questa volta si va oltreoceano, una settimana a Cuba, tra l’ Havana e Varadero.

La partenza per Cuba è prevista nel pomeriggio. Il viaggio in aereo prosegue bene, l’idea di andare in un luogo così simbolico mi da l’adrenalina necessaria a sopportare gli scomodi sediolini di un aereo non proprio ultimo modello.

È marzo. Nonostante l’arrivo notturno all’Havana, all’Aeroporto Internazionale Josè Martì, il clima è caldo e afoso. Giusto il tempo di aspettare le valigie ed è già pronta la navetta che mi accompagnerà al mio hotel al centro di Cuba: l’Hotel Plaza.

L’aeroporto dista dal centro dell’ Havana circa un ventina di chilometri. Per via della stanchezza tutti all’interno del mini bus erano silenziosi, io dal finestrino cercavo di notare qualche tratto distintivo di Cuba ma nulla, la luminosità delle strade cubane scarseggiava finchè ad un certo punto noto delle luci: è Plaza de la Revoluciòn, più tardi ve ne parlerò.

Finalmente arrivo al mio hotel, una struttura del 1909 in chiaro stile neo-coloniale situata a confine tra il centro dell’Havana e l’Habana Vieja, sito inserito tra i patrimoni dell’Unesco. A Cuba sono le 23, quattro ore di differenza dall’Italia, la stanchezza si fa sentire così decido di mettermi a dormire per affrontare al meglio la mia prima giornata cubana.

La mattina seguente, di prima mattina, inizio la mia scoperta della capitale caraibica. Camminando lungo Calle Obispo il primo impatto che ho dell’Havana ad essere sinceri non è dei migliori: le strutture sono molto fatiscenti e le strade secondarie sono un misto di terra battuta ed asfalto ma nonostante ciò camminare in queste strade mi fa sentire un novello Cristoforo Colombo.

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La mia prima tappa è la Casa del Tabaco y del Ron, un edificio-museo dove poter comprare i noti sigari cubani e dove poter trovare alcuni dei rum più prestigiosi dell’isola.

Proseguendo mi imbatto in negozi per turisti, quelli pieni di oggetti curiosi e ritratti del Che. Così decido di tirare dritto finchè mi fermo notando una gigantografia di Fidel Castro; incuriosito entro in questo edificio che poi risulterà essere il Museo Històrico del 26 de Julio, un museo dedicato al Movimento del 26 Luglio che raggruppava i principali esponenti della vittoriosa rivoluzione cubana.

Dopo una rapida visita arrivo in Plaza de Armas, una piazza che sorge nei pressi del Palacio de los Capitanes Generales molto caratteristica perchè qui è possibile trovare decine di venditori di oggetti di memorabilia: dai poster della rivoluzione alle spille dell’URSS, dai libri del Che alle medaglie dell’esercito rivoluzionario.

Dopo aver comprato qualche ricordo da portare a casa, mi dirigo all’interno dell’Havana Vieja – l’Avana vecchia – passando prima per la piazza dedicata a San Francesco d’Assisi e poi giungendo in Plaza Vieja, una piazza molto colorata dove la borghesia cubana risiedeva nei primi del Novecento.

piazza Vieja, viaggio a cuba piazza Vieja, viaggio a cuba

Dopo un rapido pranzo a base di pesce e banane fritte torno all’hotel ma non prima di una sosta alla Floridita, dove in onore del celebre Ernest Hemingway mi concedo un ottimo daiquiri.

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Dopo una serata di adattamento al cibo ed agli standard cubani mi riposo in vista del mio secondo giorno all’Avana.

Sveglia alle 8 ed ampia colazione con vista dall’alto dell’edificio Bacardi ma non c’è tempo da perdere: a pochi passi dal mio hotel c’è il Parque Central sovrastato dalle bellissime strutture dell’Hotel Inglaterra e del gran Teatro dell’Avana. Camminando arrivo di fronte al Capitolio una struttura che ricorda molto il campidoglio statunitense.

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Passeggiando arrivo alla Fabrica Partagas, una delle più rinomate fabbriche di sigari di tutta Cuba, con un edificio molto caratteristico in stile coloniale.

Dopo essermi “perso” tra il barrio Chino e Calle San Rafael mi fermo a pranzo in una delle molte case particularLa casa particular è un’abitazione privata dove poter alloggiare e mangiare per vivere l’esperienza cubana da vero viaggiatore.. è importante però affidarsi solo a quelle ufficiali per non incorrere in brutte situazioni.

Durante il pomeriggio mi godo la brezza sul Malecòn, il lungomare dell’Avana, prima di arrivare al Parque Martires del 71 dove si può notare El castillo de San Salvador de La Punta,uno dei forti post medievali presenti all’Havana.

Dopo aver superato il Parque Cèspedes e il Parque Caballero arrivo al Castillo de la Real Fuerza, un castello originariamente costruito per difendersi dagli attacchi dei pirati. A pochi passi da qui c’è la Plaza de la Catedralsede del museo dell’arte coloniale oltre che dell’omonima Cattedrale dell’Havana.

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Si è fatta sera e così raggiungo un altro luogo caro allo scrittore Ernest Hemingway: la Bodeguita del Medio dove bere un mojito è d’obbligo. Oltre che dallo scrittore statunitense, il tipico locale cubano è stato frequentato anche da volti noti come Salvator Allende e Pablo Neruda.

Dopo una serata passata ad ascoltare in alcuni locali del centro dell’Havana le classiche tonalità della musica cubana è tempo di andare a dormire. Il giorno che mi aspetta sarà il mio ultimo nella capitale di Cuba.

Dopo l’ormai consolidata routine mattutina la mia ultima giornata a l’Havana parte con la visita del Museo de la Revoluciòn. Il museo è un inno alla vittoriosa rivoluzione portata avanti dai fratelli Castro e da Che Guevara che nel 1959 portò alla caduta del dittatore Fulgencio Batista. Nell’edificio sono presenti vari cimeli utilizzati nei quasi 6 anni di guerra civile, dai fucili usati alle mappe di battaglia. Con orgoglio sono mostrati anche i cimeli legati al tentativo statunitense fallito, nel 1961, di ri-conquistare l’isola tramite l’invasione della Baia dei Porci. All’esterno del museo sono presenti alcuni mezzi dell’epoca, in primis la Granma, la nave usata dagli 82 rivoluzionari per sbarcare a Cuba.

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Dopo pranzo decido di prendere un bus turistico per fare un rapido giro intorno alla Havana. Il bus parte nei pressi del Capitolio, costeggia il Malecòn e si ferma prima davanti all’Hotel Nazionale di Cuba poi nei pressi del Monte de las banderas, luogo simbolo delle festività nazionali.

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Dopo questo tour dell’Havana, attraverso alcuni quartieri residenziali della capitale, finalmente arrivo a Plaza de la Revoluciòn. La piazza è ampia ed è uno dei simboli di Cuba. Qui si trova il memoriale, in stile nordcoreano, dedicato a Josè Martì, il leader dell’indipendenza cubana e le ancor più iconiche sculture che rappresentano Camilo Cienfuegos ed Ernesto Che Guevara.

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Si è fatto tardi e per tornare al mio alloggio non posso farmi mancare una corsa all’interno delle famose macchine anni ’50 molto colorate presenti a Cuba. Il viaggio è spericolato ma allo stesso tempo molto divertente, un’esperienza da provare quando si è all’Havana.

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La mia ultima notte tra una pizza (si, ho mangiato la pizza a Cuba) ed una serata di salsa caraibica passa tranquilla. La mattina seguente il mio transfer verso Varadero mi aspetta, la seconda metà del mio viaggio ha inizio ma questa è un’altra storia.

..continua..

Alcune foto © Shutterstock.com

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Claudio

Claudio

Studente di 23 anni. Viene da Avellino. E' sempre alla ricerca del viaggio low cost per scoprire nuove mete e fare nuove esperienze. Ama viaggiare per poter raccontare senza scrupoli il luogo che ha visitato, senza farsi influenzare dal pensiero generale. Viaggiare è importante perchè non si finisce mai di scoprire, il mondo è troppo pieno di cose interessanti da vedere per restare a casa.

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