Tre tappe irrinunciabili in Germania per gli amanti delle auto

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Se la vostra passione è l’automobile, vi suggerisco tre tappe imperdibili per un viaggio in Germania.
Stoccarda
, con il suo bel centro storico eco del passato reale che l’ha vista capitale, è moderna e piacevole, ma ciò che ce l’ha fatta scegliere come tappa del nostro viaggio è il fatto di essere sede di due importanti musei dell’auto.
Innanzi tutto il Museo della Porsche: la struttura, ultimata nel 2009, è imponente ma allo stesso tempo leggera per le soluzioni architettoniche scelte. Si trova in Porscheplatz, dove dal 1950 si producono le mitiche auto, ed è appoggiato su tre pilastri a forma di V. All’interno la struttura dell’edificio ricorda una pista che dal basso corre verso l’alto; sistemate lungo questo tracciato si trovano i primi prototipi e, a salire, gli esemplari che hanno fatto la storia del brand fino ai bolidi più recenti.

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Tra le 80 auto esposte, sgraniamo gli occhi sulla 356 numero 1 Roadster, la 356 Coupé Ferdinand del 1950 e la 356 Speedster 1500.

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Per chi non ha il marito super esperto che sottolinea ogni prodigio che si svela davanti ai nostri occhi, consiglio l’audio-guida in sette lingue, italiano compreso, fornisce informazioni dettagliate su ognuno di questi aspetti.

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Le auto cambiano spesso nel corso dell’anno, visto che molte partecipano a raduni ed eventi; l’officina è sempre in movimento: è possibile osservare i tecnici al lavoro attraverso una vetrata affacciata sulla zona bar. Nell’archivio storico, visibile però solo a giornalisti e autorizzati, è presente un’importante collezione di libri, fotografie e video sulla storia dei prodotti, delle gare e dell’azienda Porsche.
Se la Porsche non è stata sufficiente, Stoccarda presenta un’altra chicca: il Mercedes Benz Museum, splendido edificio a nove piani situato nell’omonimo viale, dove sorge anche lo stadio.

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A differenza di quello della Porsche, più tecnico e per appassionati, questo è più lifestyle, visto che attraverso i 125 anni di storia della casa automobilistica si ripercorre anche quella del costume e della società. Bel bagno di suggestioni in una struttura moderna con ambientazioni multimediali (non vale la pena invece la coda per provare il simulatore di Formula 1).

Il filo conduttore, oltre al marchio stesso, è l’innovazione che caratterizza la perenne ricerca della casa automobilistica. Si parte dal piano più elevato del museo, cui si giunge con un ascensore, e ci si trova nel 1886, pronti per attraversare la storia.

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Le sale del Mito raccontano la storia del marchio secondo una successione cronologica. Le “sale Collection”, invece, raccolgono in ordine tematico i veicoli più rappresentativi del marchio. Al piano zero “Il fascino della tecnica” ci fa capire quante risorse l’azienda investa in attività di ricerca e sviluppo.

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Dal museo si accede direttamente ad un mega negozio, dove vedere tutti i modelli più recenti con gli equipaggiamenti disponibili.

Stoccarda ruota intorno all’industria automobilistica e giustamente i tedeschi hanno saputo valorizzare turisticamente questa risorsa.

A circa 300 km a nord di Stoccarda (su cosa vedere nel tragitto guarda qui: http://blogdiviaggi.com/blog/2015/10/08/itinerario-germania-sud-occidentale/), si trova uno dei circuiti più mitici del mondo: il Nurburgring!

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Nurburg è un borgo la cui vita gira quasi completamente intorno al famoso e complesso circuito di 22 km, dove avvenne il drammatico incidente di Niki Lauda nel 1976 (precisamente in quella che oggi è chiamata la “curva a sinistra di Lauda”). Inaugurato nel 1927 e pensato per essere il più difficile del mondo, questo tracciatosi snodava in due: la Nordschleife, caratterizzata da 172 curve molto diverse tra loro, e la Südschleife, più breve ma altrettanto pericolosa per i continui cambi di pendenza; in comune i due tratti avevano i rettilinei chiamati Start und Ziel Schleife, dove c’erano i box. Progressivamente questo secondo anello fu usato sempre meno fino alla demolizione e con Nurburgring si è inteso il tracciato maggiore, chiamato anche “Inferno verde” visto che le difficili curve si snodano attraverso i rigogliosi boschi dell’Eifel, l’altopiano compreso tra Reno, Ardenne e Mosella, in prossimità del confine con Lussemburgo e Belgio.

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Dal 1984, sulle ceneri dell’antico tracciato breve, è stato costruito un altro tracciato di circa 5 km, più semplice e veloce: il Gp-Strecke. Nella gara di inaugurazione vinse un giovane pilota Mercedes destinato a diventare un mito: Ayrton Senna.

Dal 2009 il Nurburgring non è stato più sede del Gran Premio di Germania, ma viene utilizzato in altre competizioni come la 24 Ore del Nurburgring oppure come pista per testare le auto da parte delle case automobilistiche. Quando non ci sono competizioni o test drive, è possibile girare con la propria auto per un quarto d’ora pagando una tessera da 26 Euro; ciò che mi stupisce è che non ci siano né assicurazioni né liberatorie da firmare! Con la stessa cifra si può anche fare un giro del Nordschleife (tra moto sfreccianti e macchine di ogni sorta). Ovviamente proviamo entrambi i percorsi, “sfrecciando” con il nostro Maggiolino accanto a Subaru super assettate e Porsche dai motori urlanti. Per gli amanti dei motori è imperdibile!

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Barbara

Barbara

Insegnante di mestiere, giornalista, lettrice e viaggiatrice per passione. Ama il sole, il buon vino, il cibo cucinato con amore, i libri quelli che “ne leggi solo una pagina altrimenti finiscono subito”, gli animali, in particolare il suo Olly. E' curiosa di tutto ciò che è nuova tecnologia e innovazione e di ogni realtà che sia evocativa di un mondo che non c’è. In perenne e precario equilibrio tra passato e futuro. Jeeper e harleysta per amore.

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