Mare e monti: l’avventura più grande del viaggio (fino ad ora)

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#marta4kids

La Liguria è senza alcun dubbio la regione più impegnativa fino ad ora. Vi ricordate il sentiero dei sentieri? Ecco, quello non è nulla in confronto all’avventura che sto per raccontarvi, anzi, più di una.

Dopo varie peripezie arrivo a Genova e per la prima volta in questo viaggio vedo il mare, da lontano lo guardo, lo saluto, il profumo di salsedine, le onde. Si, sono arrivato fino a qui e ne sono felice.

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Ma la vera avventura comincia da Genova in direzione Rapallo, un temporale si abbatte proprio al momento della mia partenza. Tuoni fulmini e lampi, combinazione perfetta per scoraggiare anche i più avventurosi, percorrere il bosco con questo tempo non è consigliabile ma io devo proprio andare, ci sono cose peggiori nella vita e con questo spirito vado avanti, sono solo. Nel bosco mi appoggio ai fusti delle piante che il vento riesce a far oscillare, anche i tronchi più grossi. Il fango e le foglie del sottobosco sembrano nelle discese dei lunghi scivoli che spesso faccio con il sedere. Di punto in bianco il tempo decide di cambiare, si rasserena e torna il sole. Sembra che qualcuno abbia chiuso il rubinetto e dopo 25 chilometri in lontananza vedo Rapallo che sembra brillare di luce propria.

Se pensate che questa sia un’avventura, continuate a leggere.

Castiglione Chiavarese–> Brugnato.

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Ci troviamo di fronte alla chiesa di Castiglione Chiavarese, con me Marco ed Elisa, due ragazzi d’oro con i quali ho condiviso alcune tra le più belle tratte del mio viaggio e Carolina, un’altra ragazza fantastica, due parole per definirla? Libera e “no limits”, è vestita tale e quale a Lara Croft e ci assomiglia pure!

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Partiamo ancora con un tempaccio da lupi, anzi, neppure i lupi uscirebbero con queste nuvole minacciose che ci sovrastano ma qui non si sconvolge nessuno, anzi, nessuno ci pensa proprio! Cominciamo il primo sentiero con una pendenza incredibile che ci fa subito venire il fiatone; in quel momento mi chiama radio Francigena ma non sono proprio in grado di parlare, mi manca l’ossigeno!!

Arriviamo non senza fatica al primo paesino: Cottarze, dove Marco ed Elisa ci lasciano, se non avessero avuto impegni mi avrebbero seguito fino alla meta; ora siamo solo io e Carolina “Craft” detta Lara 🙂

Altra bella salita ma non piove, anzi il cielo si apre in un azzurro incredibile, siamo stati graziati pensiamo, ma quello che ci attende non è certo una benedizione.

L’app che non mi ha mai deluso d’un tratto decide di smentirmi alla grande, ci manda in un sentiero che secondo me non veniva usato da almeno 5 anni: rovi ovunque, ci facciamo strada a colpi di bastone abbattendo i rami con le spine, il sentiero non si vede più. Non posso perdermi, penso dentro di me, ho 2 telefoni con gps, la direzione la trovo, il problema è che il sentiero non esiste più! Con il bastone faccio più casino possibile per far capire ai serpentelli che stiamo passando e d’un tratto ne sbuca uno e si avvolge in un ramo, ma quanto grande è? Ma in Liguria ci sono i boa? Scherzi a parte, non ho detto niente a Carolina che aveva comunque altro a cui pensare e tra una spina ed un’ortica, sapevo che dentro di lei in quei momenti pensava: “ma chi cavolo me lo ha fatto fare”? L’ho pensato anche io per lei…

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Alla fine, non trovando il sentiero, seguo le tracce dei cinghiali che so mi porteranno a valle, in questo viaggio ho imparato anche questo. E tra un rovo ed un altro ritrovo finalmente il bell’asfalto che tanto odio e che tanto in quel momento ho amato.

Ma la strada è in montagna, trafficata e stretta, consulto un attimo Carolina, le chiedo: “vuoi la strada o il sentiero”? Decidi tu mi risponde, e per l’ennesima volta scelgo il sentiero.

La mappa mi indica di passare sotto ad un ponte, lì un cane lupo abbaiando ci viene incontro con fare minaccioso, Carolina urla, le dico di star calma e stringendo forte il mio bastone spero che il cane non mi morda. Da una casa lì vicino ecco spuntare un tipo stranissimo con i pantaloni così bassi che si vede tutto il sedere ed un pò anche il davanti, ci guarda, ci squadra. Chiedo se c’è un sentiero da quelle parti, lui risponde che non è più agibile ed in quel momento spunta una donna sulla cinquantina che sembra essere appena uscita dalla riabilitazione per uso di droghe pesanti. Ci indica che per il sentiero dobbiamo passare per i portici di casa loro dove il signor “culo al vento” si era appena diretto. Guardo Carolina negli occhi e vedo un po’ di terrore, tranquilla le dico, seguimi. Passiamo la casa senza conseguenze e ci dirigiamo su per il bosco.

Carolina ogni 20 metri si gira per paura del signor culo al vento. La rassicuro dicendo che quel tipo non sarebbe riuscito a far più di 100 metri in salita e così continuiamo la nostra strada tassativamente sempre in salita.

Nel bosco, a poche decine di metri da noi, intravediamo un cinghiale che ci guarda. Indico a Carolina l’animale e le dico “che bello quel cinghiale, se non ha i piccoli non è pericoloso”. Lei mi risponde “e quei tre cuccioli che ha dietro la signora cinghiale ti sembrano peluche”? Per fortuna mamma cinghiale se ne va e noi proseguiamo il nostro infinito viaggio.

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Mancano 8 chilometri a destinazione, passiamo il piccolo villaggio chiamato Mangia e l’app mi indica che il sentiero si trova dall’altra parte di un fiume. “Anche guadare un fiume Chris? Non ti sembra di esagerare,” mi dice Carolina. Che vuoi che ti dica rispondo, dai pure colpa all’app.

Un’altra salita, un altro sentiero quasi del tutto coperto dalla vegetazione.

La mia schiena mi fa un male cane, riconosco il dolore, ho un altro calcolo renale, questo si aggiungerà (spero il prima possibile) alla mia collezione che è arrivata ad 11 esemplari di varie misure.

Arriviamo nuovamente in una strada direttamente davanti ad un cacchio di cimitero che odio come le ambulanze. Sono davvero nervoso, sto perdendo il controllo, vorrei rompere qualcosa, qualsiasi cosa, quel posto mi riporta a momenti drammatici, a volte la rabbia prende pure me.

Ci sediamo per terra e tiro fuori una sigaretta di emergenza; non fumo tanto ma lì sentivo che una me la potevo concedere. Carolina ha tutte le gambe graffiate, io ho la schiena rotta. Mancano solo 2 chilometri a destinazione, ci facciamo una bella bustina di zucchero a testa e ci rimettiamo in cammino; lo zucchero mette le ali, altro che!

Ed eccomi qui, seduto nel pavimento gelido in un appartamento concesso gentilmente dal comune di La Spezia, sono qui a terra perchè non ho trovato altre prese, sono qui a raccontarvi una tra le mie più grandi avventure, con il male alla schiena ed alle gambe ma felice di ciò che sto facendo.

Fino ad ora 40000 euro raccolti.

Per sapere dove sono mi trovate qui:–> dove sono

E se volete dare il vostro contributo alla onlus Marta4kids, l’Iban  lo trovate in questo articolo.

A presto.

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Chris
Viaggiatore indipendente, Chris ama esplorare i luoghi piu’ incontaminati, pescare, fare del sano trekking ed esplorare le citta’ a piedi per coglierne i suoi dettagli. Ha girato in diverse parti del mondo a partire dalla nostra Italia, Spagna, Inghilterra, Olanda,Irlanda,Francia,Croazia ma anche in luoghi piu' lontani come Tailandia, Malesia, California, Florida, Australia,Hong Kong, Cook Island ma sono i paesaggi e la gente della Nuova Zelanda che gli sono rimasti nel cuore.

11 COMMENTI

  1. Sembra un tranquillo weekend di paura: tempo da paura, fauna e flora selvagge ed ostili, strani personaggi. Menomale che riesci a mantenere alto lo spirito nonstante le mille sfide. Sei un tipo tosto con un sense of humour che ti fa affrontare le difficoltà. Siamo tutti con te anche se non fisicamente almeno col cuore sì.

  2. Chris, ciao!
    ti accompagno da mesi. Ti ho trovato seguendo le orme di Marta, incontrate sui giornali italiani, che hanno raccontato la vostra tragedia come una tra le tante che raccontano tutti i giorni e poi lasciano “sparire”.
    Ma le orme di Marta, fatte di luce, di forza, di vita: di AMORE mi hanno attratta e cosí l´ho seguita fino a che le sue orme son diventate le tue e con le tue quelli di quanti ti seguono, in tanti modi.
    Volevo scriverti subito, poi temevo farlo, finché oggi, leggere della tua fatica sui sentieri liguri, mi ha fatto rivivere il vissuto di tanti anni, di situazioni cosí simili, ma su sentieri della foresta amazzonica, visitando comunitá e famiglie che vivono sulle rive del Rio delle Amazzoni, sulla sua immensa foce fatta di mille affluenti. Non ero mai sola, é vero. Ma che situazioni… e tu le descrivi cosí bene!
    E alla fine, quel sederti per terra, sfinito, ma ancora con la voglia di scrivere… quante volte l´ho fatto, anche se, per me, eran quaderni.
    Ti chiederai perché ti dico tutto questo, cosa te ne importa, oltre tutto ti prendo tempo… se hai letto fin qui… é che il tuo scrivere risveglia tanti e tali ricordi e sentimenti che volevo dirtelo.
    La tua forza, solidarietá, decisione di vivere e camminare mi ispirano e illuminano. Tanti te lo dicono. Non so se serve a lenire la tua solitudine, ci son vuoti che non si riempiono mai.
    Il tempo, alleato crudele, ci insegna a vivere senza la presenza fisica, ma la ferita e il vuoto son lí e faran sempre male. Sempre. E tu sei capace di dirci le tue lacrime, lo strazio, il male che ti fa, perché hai scelto di vivere, anche con questo dolore e hai scelto di vivere per gli altri.
    Per questo ci dici che alzi gli occhi e vedi la strada, chi ti aspetta, chi ti accoglie e accompagna, chi ti stende le mani, chi ti abbraccia, chi, come me, puó farlo solo cosí. E cosí tu diventi migliaia, perché il Bene é piú forte e le orme di Marta, la tua Marta, col piccolissimo Leonardo, di cui un giorno conosceremo il visetto amato, sono oggi le tue orme e le orme di quanti camminiamo con te.
    Grazie Chris, per permetterci di farlo e di essere con te, con voi. Un bacio
    Sono Anna Maria, dal Brasile.

  3. Un saluto da me, mamma orfana, che avrebbe finito il tempo lo stesso giorno di Marta .
    Anche x noi la vita ha deciso diversamente… Anna è volata in cielo il 29 febbraio.
    Per ovvie ragioni porto nel cuore Marta, Leonardo e te…Ti sono vicina e ti abbraccio fraternamente…
    Buon cammino
    Con affetto, Letizia

  4. Chris se impressionante. Hai una carica e una forza, non solo fisica, ma anche mentale, fuori dal comune. E anche tantissima pazienza! !!! Credo tantissimo in questo progetto, come tanti, grazie al cielo. E sei riuscito a creare una catena d’amore in questi tempi di odio. Ce n’era proprio bisogno. Grazie Chris. ..grazie

    P.s. la fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica ha mandato un comunicato agli iscritti, ma avrei bisogno di contattarti personalmente o con chi segue l’organizzazione, ma non so come contattarvi. Grazie

  5. Oggi sono stato insieme a te ed è stato fantastico
    Sei una persona meravigliosa e fai capire quanto è bella la vita!
    Come detto oggi sono stato con te, ma noi tutti, quelli che hai conosciuto e quelli che conoscerai saranno è saremo insieme a te!!!
    Forza christian un grosso in bocca al lupo!!!

  6. Sembra una via di mezzo tra “Un tranquillo weekend di paura” e “Indiana Jones” : fauna e flora selvaggia, strani personaggi, tempo da paura ma affronti tutto con filosofia e un sorriso, compreso dolore fisico. Sei un ragazzo con un gran carattere e cuore e un bel “sense of humour”. Siamo tutti con te se non fisicamente almeno spiritualmente, stai facendo un ottimo lavoro per far conoscere meglio la fibrosi cistica. Continua così!

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