Sacro Monte di Varese tra natura e bellezza

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Alessandro Baricco disse che il Sacro Monte di Varese è uno degli esempi più riusciti in cui l’uomo ha “messo qualcosa” su una montagna. 

Si sale per rilassarsi, per respirare il bosco, per immergersi nello spirito di cultura e religione che trasuda da ogni pietra, per godersi la vista mozzafiato sul lago e per ritrovare un po’ se stessi.

La via al Sacro Monte di Varese, iscritta nella lista dei siti dell’Unesco, è la testimonianza dell’amore di un uomo per il mondo. Nel periodo confuso e instabile della Controriforma un padre cappuccino fece costruire le 14 cappelle dedicate ai Misteri del Rosario e la Storia permette anche a noi di visitare e vivere questo luogo così particolare.

# La salita tra le cappelle

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Dalla località Prima Cappella, comodamente raggiungibile in auto dal centro di Varese, si ha la possibilità di effettuare una breve salita per il Santuario di Santa Maria del Monte.

Le 14 cappelle che compongono la via sacra sono tutte diverse tra loro, raffigurano ognuna un Mistero tratto dal Vangelo (dall’Annunciazione all’Assunzione della Vergine Maria) e sono collegate tra loro da un percorso acciottolato immerso nella natura e in scorci paesaggistici che abbracciano il lago e tutta la città.

Alla suggestione della cornice naturale, si unisce l’aspetto decorativo delle cappelle: un piccolo portico consente, attraverso porte e finestre, di osservare gli interni decorati con gruppi di figure sceniche.

Al lavoro dei grandi nomi del panorama culturale del passato si uniscono interventi più recenti; negli anni ’80, ad esempio, Renato Guttuso fu invitato a dipingere un acrilico con una versione contemporanea della Fuga in Egitto, posto sulla parete esterna della cappella dedicata alla Natività.

# Il santuario

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Giunti sulla sommità del monte, vale una visita l’interno del Santuario di Santa Maria del Monte, quindicesima tappa della via sacra oltre che perla preziosa dell’omonimo borgo, balcone panoramico il cui lo sguardo spazia sui laghi di Varese, Comabbio e Monate.

La chiesa è splendidamente affrescata ed ogni dettaglio grida la bellezza e l’ardore del Barocco.

Molto interessante è anche la visita al Museo del Santuario; inizialmente raccoglieva solo oggetti liturgici e le preziose donazioni che gli Sforza avevano lasciato al santuario, ma in seguito il Barone Baroffio dall’Aglio decise di radunare qui le sue immense raccolte d’arte, fra cui opere di scultura e dipinti di grande pregio.

# La funicolare e il liberty

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Un’altra possibile strada per arrivare alla sommità è quella di utilizzare la ripristinata funicolare attiva negli anni della “Varese Liberty”, quando l’architetto Giuseppe Sommaruga rinnovò in questo stile la città e i suoi dintorni.

Il Liberty, ispirato al nuovo, al moderno, al floreale, non mancò di colpire anche Varese, cogliendola nel suo periodo di massimo splendore. Ed il piccolo borgo di Santa Maria al Monte è proprio un museo a cielo aperto di questa espressione artistica: la funicolare, il Grand Hotel Campo dei Fiori, il Caffè del Borducan ne rappresentano le forme migliori fino ad arrivare alle tante residenze private che costeggiano le strade.  

# Come raggiungere il Sacro Monte

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Si può raggiungere il Sacro Monte in diversi modi:

Funicolare: durante il periodo estivo e nei fine settimana, per raggiungere la stazione di valle utilizzare l’autobus urbano linea “C” con destinazione funicolare (non è possibile l’arrivo in auto direttamente alla stazione, i parcheggi sono disponibili presso Piazzale Montanari). La funicolare conduce direttamente nel cuore del Borgo, sotto al Santuario.

Autobus: linea “C” destinazione Prima Cappella – Sacro Monte.

Auto: Dal centro di Varese, seguire le indicazioni per il Sacro Monte. Giunti in località Sant’Ambrogio, si arriverà ad un bivio; a quel bivio svoltare a sinistra (dritti la strada porta al Brinzio), e sucessivamente proseguire lungo la salita che conduce alla vetta.

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Linda F.

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37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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