Il Monastero di Rila, un patrimonio della Bulgaria

Il Monastero di Rila è il più grande e famoso monastero della Bulgaria, e deve il nome al suo fondatore, l’eremita San Giovanni di Rila, che lo istituì nel X secolo. Dal 1983 inoltre è patrimonio dell’Unesco.
Per raggiungere il Monastero ci vogliono circa 2 ore di viaggio da Sofia (sono poco più di 120 km da percorrere): dopo una prima parte di viaggio in zona pianeggiante, passando tra l’altro nella valle delle automobili, dove vi sono numerose concessionarie di auto usate, si inizia a salire di quota per raggiungere il monastero che si trova sopra i 1000 m slm, in un complesso montuoso dove si trova la vetta più alta della Bulgaria, il monte Musala (2925 m).

L'ingresso al monastero_webFatte queste premesse, è ovvio che non si può raggiungere il monastero a piedi, a meno che non siate degli esperti del trekking, e che può esser utile portarsi una giacca in più per la visita.
Io e la mia compagna di viaggio abbiamo raggiunto il Monastero utilizzando un tour organizzato dalla Traventuria, dove la prima tappa prevedeva la Chiesa di Boyana (poco fuori Sofia) e la seconda tappa il monastero.
Fortunatamente la giornata era molto soleggiata, quindi, nonostante fosse marzo, il freddo era abbastanza gestibile.
Lungo il viaggio , nel momento in cui si inizia a salire di quota, si gode di un paesaggio notevole, con foreste di abeti, ruscelli e cascate. Noi eravamo accompagnati anche da un po’ di neve, che non guasta a livello scenografico.Arrivati al Monastero, la nostra guida ci ha introdotto all’interno per spiegarci un po’ la storia di questo complesso.
A livello strutturale il monastero è formato da una sorta di cinta esterna, usata come alloggio degli eremiti (di cui mi pare ne siano rimasti 6), oggi in parte occupata dal museo, e da un grande chiostro occupato centralmente dalla Chiesa della Natività e dalla Torre Hrelio.

la torre Hrelio_webSe esternamente il monastero dà l’impressione di una fortezza, piuttosto severa nella forma, internamente è un’esplosione di colori: le cinte si trasformano in piani, quattro in tutti, con parti in legno e parti in intonaco bianco con decorazioni floreali o rimandanti alla natura. La chiesa poi
presenta esternamente una sorta di decorazione a strisce bianche e rosse, mentre il portico, che si sviluppa su tre lati della struttura, è completamente affrescato. L’interno della chiesa è molto ridondante nel suo ornamento, molto ricco in oro e metalli, nonché in icone volitive, come da
tradizione russa.

un particolare dei dipinti del portico della Chiesa della Natività_webLa corte interna e la chiesa sono a ingresso libero, anche se non è possibile fare foto dell’interno, mentre per visitare il museo è necessario pagare il biglietto.
A mio parere è assolutamente importante visitare anche il museo, non solo perché altrimenti, vista la chiesa, che rimane piuttosto piccola, non vi è altro da visitare se non uscendo a fare delle escursioni montane, ma soprattutto perché racchiude una delle cose più straordinarie che io abbia mai visto: la
Croce di Rila, un crocifisso miniato intagliato in legno con 140 scene: considerando che il crocefisso sarà circa lungo come un avambraccio o poco più, risulta ovvia la storia del suo autore, padre Raphael, che perse la vista nel realizzarla.
Oltre alla croce il museo custodisce i doni portati in monastero nei secoli, abiti, mobilio e vecchie macchine per la stampa, sicuramente molto di impatto.

il retro della Chiesa della Natività_web
Volendo ci si può intrattenere per qualche giorno al monastero, visto che da li è possibile intraprendere diversi itinerari in montagna: il monastero offre sia la possibilità di alloggiare nella foresteria, sia di alloggiare nelle vecchie celle degli eremiti, sicuramente molto economiche ma anche molto scomode (letti in legno e senza materassi…).
La nostra guida ha avuto modo di farci vedere una di queste celle, strutturata tra l’altro in due zone, una per il “maestro” più grande, e una per il servo ancor più spartana, seppur entrambe abbiano i letti direttamente sul legno.
Finita la nostra visita interna siamo uscite un po’ a visitare l’intorno del monastero: per ovvi motivi di tempo non abbiamo potuto intraprendere nessun sentiero o itinerario, mente abbiamo girellato un po’ i soliti negozietti di souvenir.

 

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Silvia Z.
Nata in Maremma, cresciuta in Umbria, oggi a Bologna per amore e lavoro. Cuoca agonistica, viaggiatrice amatoriale e cinofila per destino. Cerca nel viaggio di scoprire di più sul mondo e su se stessa. Da poco ha aperto un suo blog Ilmioquadernodiviaggio dove racconta le proprie esperienze da travel addicted.

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