Riga e Tallinn: a zonzo per le capitali baltiche

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Una tranquilla, rilassata settimana nelle perle del baltico. L’idea è stata di Margherita, la mia sorella irrequieta che una ne fa e cento ne pensa e…io mi accodo.

Volo airBaltic tranquillo e super puntuale ci porta a Riga in tre ore nel pieno della rinascita dopo l’inverno. Giugno è il mese dell’inno alla vita, alla musica, ai colori e noi ne godiamo.

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Dopo quattro giorni partiamo per Tallinn.

A Berlino eravamo “con le ali ai piedi”, qui passeggiamo, guardiamo, visitiamo tutto il possibile, ma senza corse. In fondo otto giorni per due piccole città ti consentono respiro ampio. L’hotel Mercure, e il Swissotel dotati di palestra e bagno turco sono stati la buona ciliegina sulla torta.

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Riga è la capitale della Lettonia con due centri di pregio: la Vecriga, di stampo medioevale che si sviluppa intorno alla chiesa di San Pietro con i bellissimi “La casa delle teste nere” e “I tre fratelli e il cosiddetto Centrs, edificato nel XIX secolo di grande fascino, con i palazzi liberty in mille variazioni, floreali, antropomorfe, neogotiche. Molti di questi palazzi si trovano in Alberta iela e sono opera di Michail ?jzenštejn, importante architetto russo dell’epoca, padre di Sergej Michajlovi? ?jzenštejn, lo storico regista russo che realizzò “La corazzata Potëmkin”.

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La prima sorpresa è il mercato, enorme in cui trovi tutto dalla frutta, alla carne, al pesce. A noi interessavano le visioni di fiori e frutta, le persone e l’architettura degli antichi hangar.

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Poi la chiesa ortodossa di una bellezza travolgente.

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Il pittoresco quartiere di Kipsala si raggiunge a piedi, attraversando il ponte Vansu. Le case sono di legno, un tempo residenze dei lavoratori del porto, magazzini o ex fabbriche, ora ristrutturati e “di tendenza”. Ci dicono che i ricchissimi russi le hanno acquistate e restaurate: pare sia di moda comprarsi un loft.

Nei giorni successivi abbiamo visto il piccolo quartiere Spikeri, tra il mercato e il fiume Daugava, caratterizzato da grandi costruzioni in mattoni che ricordano vecchie fabbriche. È la zona “creativa” della città e ospita mostre d’arte, esibizioni e concerti.

Al Museo Nazionale di Arte ci siamo capitate quasi per caso: mia sorella desiderava vedere il quadro Reverie dell’artista lettone Miervaldis Polis. L’edificio è stato recentemente restaurato; internamente è raffinato e di sorprendente bellezza.

Tutto è pulito e ordinato: le strade, gli arredi, i bagni pubblici. Tutto funziona: i mezzi pubblici, la connessione internet free in ogni luogo.

L’Opera di Riga aveva in cartellone per l’intero mese Verdi e Puccini.

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Tallinn è la capitale dell’Estonia. Abbiamo preso un pullman in un percorso da fiaba tra boschi e laghi. Qui altri tre giorni di bellezze e goduria.

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Come ogni periferia Tallinn ti delude e i presuntuosi, insignificanti grattacieli non di danno certo il benvenuto. Ci rifacciamo subito gli occhi con la Città Vecchia, il centro storico di epoca medievale, ma tra i turisti assatanati sbarcati dalle grandi navi da crociera, i lavori in corso e la musica urlata, beh…non è quello che ci aspettavamo.

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Tallinn è divisa in due, la parte Alta e la parte Bassa, la prima su una collina calcarea è oggi – come nel passato – la città dei poteri, la città bassa è circondata da due chilometri di mura medioevali con la piazza del municipio Raekoja platsla al centro. Anche qui, bancarelle e ristoranti tolgono la bellezza della piazza. Immaginate Piazza del Campo a Siena invasa da banchetti! Torniamo la sera tardi per vedere la piazza finalmente vuota.

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Gironzoliamo tra vicoli e cattedrali, tra parchi e musei. Entriamo da una porta e percorriamo le stradine fino a due punti panoramici. Un giovane ragazzo, cortese ci accompagna in queste visioni. Lo sguardo spazia sulla città bassa fino al porto dove sono ormeggiate quattro navi, le nostre nemiche.

Ci incanta RotermannCity, a due passi dal porto: un sapiente recupero della antica zona industriale ha reso vivace e stilisticamente accattivante questa parte della città.

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Dedichiamo una giornata al Giardino Botanico curatissimo a dieci chilometri da Talinn e alla residenza barocca costruita per Caterina I moglie dello Zar Pietro il grande. Accanto, in una sorprendete convivenza tra barocco e arte contemporanea, il museo Kumu, struttura avveniristica dell’architetto finlandese Pekka Vapaavuori.  Ritorniamo a piedi lungo il baltico, sporco e opaco, peccato!

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Commiato

Queste capitali baltiche ci hanno veramente sorpreso per la gentilezza degli abitanti, la pulizia, l’efficienza. La mia narrazione non vuole essere un elenco di cose viste (per questo ci sono le guide e la rete), ma un orizzonte sulle due città.

Molte domande sull’economia, sul lavoro e sul tenore di vita non hanno risposte nonostante la mia ricerca certosina. Ci sono indicatori contraddittori: stipendi bassi, macchine di grossa cilindrata, centri commerciali numerosi, costo del cibo relativamente basso. Prima o poi riuscirò a trovare analisi approfondite. Intanto…felice di aver fatto la vostra conoscenza.

 

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Fiorella

Fiorella

Insegnante di italiano, ama la lettura, il cinema e ovviamente i viaggi; attualmente scrive racconti. Sempre curiosa, ha percorso sentieri intricati nella vita e nel lavoro. Ha imparato e continua ad imparare dagli uomini e dai luoghi del mondo che osserva con sguardo inconsueto.

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