Get a skye. L’isola di skye lascia senza parole.

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L’isola di Skye, inserita dal National Geographic al sesto posto nella classifica delle Isole incontaminate del mondo, ha da tempo avuto un posto nella mia immaginazione ed avevo grandi aspettative sulla visita di quest’isola. Non ne sono rimasta delusa, anzi profondamente affascinata e stupita. Skye è veramente un posto dell’anima, incastonata, come una gemma preziosa, nelle Higlands.

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Quando senti il vento che alza l’odore del sale, delle alghe e delle brezze oceaniche, quando vedi il grande ponte che è la porta di questo paradiso sai che sei quasi arrivato in un angolo di mondo desiderato e incantevole.

Skye è una terra ricca di storia, indipendente e coraggiosa, spazzata dalle correnti ventose  e dal rumoreggiare dei gabbiani, costituita  da natura selvaggia e da piccoli paesini dalle caratteristiche inaspettate.

A quanto pare il suo nome deriva dalla parola gaelica – ‘sky-a’, che significa ‘isola di nuvola’, che a mio avviso riassume il posto più che bene. Nubi, foschia e nebbia sono presenti anche d’estate pur regalando cieli azzurri. In tutta l’isola, un’atmosfera sognante e a dir poco magica, si respira sia nei lunghi e durante gli affascinanti chilometri percorsi in macchina nelle caratteristiche stradine verdeggianti sia ad Elgog porticciolo dal quale partono barchini, dell’intraprendente compagnia “Misty Isle Boat Trips”, per visitare una piccola colonia di foche, cormorani e pulcinelle di mare, dove si scopre uno dei volti più intimi di questo luogo così lontanamente vicino.

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Elgol, poi, è un ottimo punto di partenza per accedere a diversi famosi sentieri – in particolare la passeggiata costiera di Camasunary e da lì a Loch Coruisk, o la passeggiata meno faticosa lungo l’altro lato della costa alla grotta di Bonnie Prince Charlie.

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L’altro paesino che ho avuto modo di visitare è Portree (Il nome deriva da Port Rìgh,Porto del Re) un tripudio di colori tra casette a ridosso del mare, ristorantini che si affacciano sulle barche e sulle reti per granchi ed un moletto con pescatori e immancabili gabbiani. Mentre scegliete dove mangiare, il pesce è buono ovunque, non lasciatevi sfuggire il salmone affumicato o i grandissimi piatti di cozze condite nelle maniere più ricercate, cercate di non perdervi ciò che la vita di questo paese può offrirvi. A me è capito, sul  finale della giornata, quando il cielo si fa rosa e la baia si riempie di riflessi, di vedere un peschereccio che, appena ormeggiato, stava scaricando il pescato con una ritualità quasi commovente.

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Ovviamente, in un luogo quasi incontaminato come questo, la movida nottura si riduce, fortunatamente, a scambiare due chiacchiera al pub con gli isolani o gli altri turisti. Ovvero un modo di vivere che diventa affascinante per chi predilige gustarsi la natura e la sera il relax, o semplicemente stare lontano dal caos e chiacchiericcio urbano.

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Questo post non potrà mai rendere a Skye giustizia; nello scrivere mi sono resa conto che non sono capace di rendere in immagini l’essenza di quest’isola. Non riesco a spiegarvi la folle bellezza della natura, l’aria serena e pacifica, i paesaggi bizzarri di mucche in ogni dove e strade a senso unico, gli odori fortissimi e pungenti ed un cielo che è veramente cielo.

Quindi il mio consiglio? Semplicemente, Get a Skye!

 

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Linda F.

Linda F.

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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