Lisbona via mare

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Le città i mare andrebbero sempre viste dal mare.

Il punto di vista cambia notevolmente e ne illumina dettagli che mai si sarebbero immaginati.

A Lisbona, partecipando grazie aLand Rover all’Extreme Sailing Series, il principale circuito di regate al mondo, abbiamo potuto percorrere sul catamarano da competizione quel lembo di acqua dove il Tago diventa mare.

E’ emozionante sentire la velocità salire, respirare la salsedine e l’afrore delle alghe, vedere la costa che cambia metro dopo metro e diventa più selvaggia fuori dal centro e si ammorbidisce lambendo la città stessa, ascoltare le profondità gorgogliare, il vento soffiare e il rumoreggiare dei gabbiani. È un’esperienza che abbraccia tutti i sensi.

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Lo sguardo allora si posa sul  ponte “25 de Abril” una presenza che spicca nella baia. Si integra armoniosamente con il panorama della città, come se fosse un suo prolungamento, come se ne avesse sempre fatto parte. La zona di accesso al ponte, dal lato lisboeta, invece è l’ Alcântara: parola araba che significa esattamente ponte. Questa zona è residenziale, ma ha anche vissuto un grande recupero degli spazi industriali ad uso creativo dal quale è emerso la LX Factory. Vi si trovano librerie indipendenti, locali alla moda, mercatini dell’usato e boutique di designer, murales a cielo aperto ed anche ristoranti di cibo organico o della tradizione portoghese.

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Lo sguardo poi dal ponte passa ad accarezzare il profilo della città. Così Lisbona appare con il suo fascino sfacciato e sensuale. Anche in un incontro di poche ore emerge la sua bellezza; basta perdersi tra le facciate dei palazzi, tra gli azulejos, le stradine, le piazzette, le linee dei tram che si inerpicano in salita. Basta perdersi tra i localetti tipici, le onde in movimento di fronte al Mar da Palha e le note malinconiche del Fado.

Lisbona dall’acqua, come ha fatto per secoli con i naviganti, ci accoglie con Praça do Comércio. Tre dei suoi lati sono chiusi da meravigliosi palazzi mentre il quarto è aperto sul Tago. Questa piazza fu ribatezzata Praca do Comercio, per sottolineare, a seguito del terremoto del 1755, la nuova funzione pubblica e commerciale della Nuova Lisbona dotata di uffici pubblici che si occupavano dei commerci con il vicino porto.

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Da qui, oltrepassato il grande arco, si trova la Rua Augusta dove a coccolare i visitatori ci sono due fila ininterrotte di negozi di ogni tipo: abbigliamento, ristoranti, bar, pastellerie e souvenir; in sintesi la strada migliore per fare shopping.  Ma è in alto ed in basso che bisogna veramente guardare, perdersi negli arabeschi delle pavimentazioni, nei girigogoli dei balconi e nei disegni particolari dei mosaici che decorano le facciate degli edifici.

In tutto questo poliedrico via vai un posticino dove fermarsi per deliziare il palato potrebbe essere la “Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau”. Qui le due tradizioni della terra e del mare si uniscono: da una parte i tortini di baccalà dall’altra il formaggio Serra da Estrela danno origine a questa particolare Pastel. Da provare come il più tipico e particolare street food.

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Oltrepassato il teatro cittadino e data un’occhiata veloce alla moresca stazione di Rossio bisogna cercare la Casa do Alentejo. Il palazzo che la ospita è stato costruito verso la fine del diciassettesimo secolo dalla famiglia nobiliare Paes de Amaral che prese spunto, come si vede dal patio interno, dallo stile arabeggiante in voga nel sud della Spagna di allora.

L’edificio è spettacolare, uno dei più belli di Lisbona, ha una pianta quadrata con tre patii interni (solo uno aperto al pubblico), il principale con una fontana centrale e all’interno decorazioni in mosaico con gli incantevoli azulejos.

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Infine il punto culminante di ogni visita a Lisbona è un giro sul tram numero 28. I tram Remodelado sarebbero chiusi in un museo in qualsiasi altra città, ma qui a Lisbona attraversano un percorso ondulato fatto di ripidi sali scendi, miradouro e incantevoli scorci cittadini. Un giro su questo vecchio tram è un’esperienza caledoscopica: le panchine sono in legno, le linee tranviarie sono state poste come se facessero parte di un Luna Park e i freni giocano in modo irregolare sferragliando sui binari. Ma appena scesi si ha subito desiderio di un altro giro, perché no in senso inverso.

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Come se un drone ci avesse accompagnato in giro per Lisbona torniamo al nostro catamarano, al tintinnare dell’albero maestro, al frusciare di vele e corde in un meccanismo di tecnologia ed umanità fuori dal comune e che emoziona.

Lo sguardo oltrepassa nuovamente il ponte, il cuore gode dell’aria di mare e sulla terra ferma invece appare la sagoma della Torre di Belem; fu fatta edificare per proteggere l’ingresso del porto della città ed oggi rappresenta l’icona dei celebri navigatori che partivano da qui verso l’ignoto. I dettagli delle sculture sono decisamente elaborati, iniziando  dalle funi scolpite nella pietra fino alle straordinarie torrette costruite in stile moresco.

E tutto intorno ci sono strade punteggiate di palme, vecchi pescatori su moli scricchiolanti, persone che corrono, camminano o se la prendono comoda sedute su sedie a sdraio, sorseggiando cocktail di tendenza, ragazzini che sfrecciano in bicicletta o su skateboard. La vita del mondo, semplicemente, scorre all’ombra della Torre di Belem.

Poco distante invece si trova un’antica pasticceria che dal 1873 prepara i Pasteis di Belem: sfoglia croccante, crema all’uovo tiepida e caramellata ed una spruzzata di zucchero a velo.

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Ma che cosa differenzia questi Pasteis dagli altri che si trovano in Portogallo ? Semplice, la ricetta trasmessa solo a cinque maestri pasticceri che la custodiscono, sotto la Oficina do Segredo, e la condividono da generazione in generazione.

Quella del Pasteis de Belem è un’esperienza semplice e mistica. Si ordina il dolce, anche due o tre o, al bancone, si prende posto dove capita nelle salette interne, ci si delizia con il Pasteis e con la vista dei tradizionali azulejos che si trovano ovunque. Si troverà piacevolissimo guardarsi intorno, godersi l’ambiente conviviale, osservare le espressioni stupite e conquistate degli altri avventori, ascoltare scampoli di conversazione. Questo è uno di quei luoghi dove è proprio bello perdere tempo immersi nel via vai di persone.

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Dopo aver osservato ogni angolo della costa la nostra esperienza in mare finisce, torniamo con i piedi sulla terra ferma e non ci resta che goderci la regata e appassionarci a questo mondo di impegno, amore per  l’acqua salata e determinazione fatto di persone e grandi marchi come Land Rover.

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Linda F.

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37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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