Land Rover: on the Road in Portogallo

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La porta, la soglia, la strada: attraverso di essi comincia il viaggio spesso reale – talora immaginario – che tocca paesaggi, frontiere, percorsi, mete visibili e invisibili. Verso l’altro, l’altrove, l’oltre.

In questo viaggio è stata proprio la strada ad essere la protagonista indiscussa del nostro procedere.

Grazie a Land Rover e ad una bellissima Discovery di un bianco candido abbiamo potuto conoscere, scoprire e amare la costa atlantica dei dintorni di Lisbona.

Ed è proprio tra paesini marittimi, alte scogliere, piatti di pesce gustosi e surfisti che vi portiamo con le righe di questo post.

#Cascais

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Cascais, pochi km da Lisbona, è un antico villaggio di pescatori con il porto, le reti ad asciugare in ogni dove, uno splendido faro e coccola il viaggiatore con il dolce dondolio delle onde ed un sole quasi perenne ed un lungomare che permette lunghe passeggiate. Esplorandola partendo dalla strada principale Rua da Raita, si trovano tanti piccoli negozi che vendono merci locali, tra cui la biancheria ricamata a mano, piastrelle dipinte e altre graziose ceramiche. Lungo la spiaggia poi si trovano gli  onnipresenti negozi di souvenir, ma per per trovare un po’ di colore locale occorre andare sulla Rua Mercado il mercoledì o il sabato mattina, quando si svolge il mercato degli agricoltori che vendono prodotti freschi e sapori davvero a km zero.

#CabodaRoca

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A pochi kilometri da Cascais si trova il faro di Cabo da Roca, dove “Aqui… Onde a terra se acaba e o mar começa….” come canta Luis de Camões nei suoi Lusíadas. 38° 47′ di latitudine nord e 9° 30′ di longitudine ovest, è il punto più occidentale del continente europeo. È la storia di Dante, di Colombo, è la storia del finis terrae. Questo è il luogo dove  la terra finisce ed inizia il mare, lo sconfinato mare che prende il nome di Oceano Atlantico. Qui c’è l’inconfondibile rumoreggiare del vento che soffia sempre e quell’inconfondibile odore di salsedine. E’ un paesaggio maestoso e quasi incontaminato.

#Ericeira

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Erceira è una città oceanica, è bianca e blu, odora di vento, sale e zuppa di marisco. Bella più che mai al nostro passaggio tra tra estate e autunno. E’ fatta di grandi piazze, botteghe antiche e chiesette dai colori pastello. Le spiagge hanno acqua limpidissima e sono ricche di sali minerali, sono ideali per la pesca ed è uno dei posti della costa dove c’è il maggior livello di iodio nell’aria.

# Canastra, la miglior caldeirada

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La caldeirada è nata sulle fragatas, le belle chiatte che trasportavano le merci su e giù per il fiume Tago. Veniva cucinata con i pesci che i fragateiros riuscivano a pescare (di solito sarde, sgombri, merluzzo – che ho sostituito con il gattuccio – calamari e gamberi), uniti a patate, pomodori, cipolla e peperoni barattati con i contadini lungo il percorso. Alla Canastra, delizioso ristorantino perso nei vicoli di Erceira, la caldeirada si cucina ancora alla maniera dei pescatori in grandi pentoloni di ferro grezzo che arrivano bollenti e ricchi direttamente al tavolo. Come antipasto potreste scegliere varietà di pesce accompagnate da burro delle Azzorre e ricotta prodotta in Algarve.

#Praia da Foz do Lisandro

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L’ultima meta sulla via del ritorno è Praia da Foz do Lisandro, dove domina una parola sola: surf. Qui si possono trovare una piccola baia, quasi chiusa adatta al relax e il mare aperto dove il vento e le forti onde sono il paradiso dei surfisti e di altri sport acquatici.

Nel mezzo a questi luoghi, nei brevi ed intensi spostami a bordo della comodissima Land Rover, si possono vedere mulini a vento, strade di campagna acciottolate e con i muretti a secco, vecchie signore che vendono patate e frutta davanti agli usci delle case, grandi campi coltivati e dai cori sgargianti; ovvero si è colpiti da una serie di immagini così belle e malinconiche che sono un inno al tempo che passa, ma anche al tempo futuro.

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Linda F.

Linda F.

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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