10 motivi per amare Trieste

Un giorno Saba disse “Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore.”

Trieste è un luogo fresco, brulica di vita intensa. E’ porto. E’ Mare.

E’ vie piene di colori, riflessi e mille forme di umanità.

E’ un luogo privilegiato dal tempo e dalla storia, è mitteleuropea.

E’ una città portuale, aperta, disinibita, giovane e nuova.

E’ riservata, diffidente e tesa al futuro.

E’ piena di contraddizioni. E’ accogliente e bisognosa di isolamento, orgogliosa della propria solitudine.

È ariosa e stringente come un abbraccio.

È fatta di parole, di scrittori, di storie raccontate sottovoce ed urlate.

È fatta di cibi ricchi, locali caldi, tazze di cioccolata e una cultura per il caffè encomiabile.

Trieste ci è così piaciuta che vi lasciamo di seguito 10 motivi per  visitarla e amarla.

  1. Piazza Unità d’Italia

triestePiazza Unità, racconta in un colpo d’occhio la storia di una città che ha vissuto due secoli d’oro, che è stata il porto dell’Austria Ungheria ed oggi è la piazza aperta sul mare più grande d’Europa. E’ definita “il salotto di Trieste” ed è un luogo per passeggiate, per incontri di affari, per spettacoli, celebrazioni e manifestazioni come una volta è stato lo spazio per processioni, esecuzioni e giostre, insomma è da sempre il centro della vita quotidiana della città.

  1. Molo audace

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Una passerella sul mare di oltre 200 metri, una zona magica per fare due passi e ossigenarsi in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi stagione e rimanere incantati a guardare i tramonti d’autunno, sfidando la bora a  100km/h, quando i palazzi delle Rive si tingono di rosso.  Andare a Trieste e non trascorrere del tempo lungo questa passerella sospesa sul mare sarebbe un delitto! Non fatevi mancare questa suggestiva esperienza!

  1. Il canal grande

Nella zona occupata oggi dal Borgo Teresiano un tempo c’erano le saline. L’area è stata interamente bonificata, ma i canali perpendicolari alla banchina rimasero in uso per molto tempo. Oggi rimane solo il Canal Grande.  Il Canale era originariamente attraversato da 3 ponti girevoli per permettere l’entrata dei bastimenti (ponte Bianco, ponte Rosso e ponte Verde, come la nostra bandiera). Adesso vi è solo il Ponte Rosso.

  1. Il quartiere ebraico

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Il Ghetto Ebraico  si stende dietro Piazza Unità d’Italia e si snoda in un intrico di strette stradine piene di antiquari e botteghe di libri usati.  Nell’immaginare le vie popolate da commercianti ebrei, con la merce esposta alla rinfusa, in un brulicare di voci e colori, non suonerà strana l’espressione far gheto, che i triestini usano per dire “far confusione, rumore”. In queste strade aveva sede anche il negozio di Umberto Saba.

Merita una visita anche la Sinagoga, tra le più grandi d’Europa e piena di storie affascinanti, segreti e frutti della rinascita dal periodo buio del Nazismo e delle deportazioni.

  1. Il caffè Tommaseo

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Questo caffè è tra i più antichi e famosi della città e mantiene inalterato tutto il suo fascino del recente passato. Riconoscibile subito dall’arredamento prezioso realizzato con pezzi di antiquariato, dal caffè nero e dalla Sacher che ricorda Vienna e la mittelEuropa.

  1. Il Buffet Marascutti

Locale storico e intimo, con pochi tavoli e dalla prenotazione quasi obbligatoria. Dovete recarvi qui e gustarvi i piatti tipici della tradizione triestina: gnocchi di patate con gulasch, carne alla brace e patate in tecja. Fatevi consigliare dal personale di sala sugli abbinamenti con il vino e non rimarrete delusi. Tutti i piatti, poi, vengono cotti al momento per cui i tempi sono ovviamente piuttosto lunghi, ma questo giova all’allegria e alla conversazione.

  1. Salumare

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Sembra di essere in uno dei più famosi bacari di Venezia grazie alla sua generosa scelta di tartine e piatti a base di pesce: baccalà e salmone accuratamente affumicato in un laboratorio non troppo lontano sono i veri padroni di casa.

Non fatevi mancare lo spritz bianco tipico di Trieste e gustate ogni boccone saporito che vi sarà servito, non nei classici piatti da portata, ma in rustici taglieri.

  1. Museo d’Arte Orientale 

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Nella sede espositiva del Museo d’Oriente non vi sono soltanto collezioni d’arte, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali e reperti di vario genere. Il percorso di visita si sviluppa su quattro piani: il primo è dedicato a “Trieste e l’Oriente” e alle sculture del Gandhara, il secondo alla Cina e gli ultimi due al Giappone.

L’ingresso a questo museo è compreso nella FVG Card un pass contenente tanti servizi per conoscere il Friuli Venezia Giulia e che vi aiuterà a spendere meno.
FVG Card è una chipcard nominativa che ha la durata di 48 ore, 72 ore o 7 giorni (dal primo utilizzo) e che vi permetterà di entrare gratuitamente nelle strutture convenzionate e di fruire di speciali scontistiche.

  1. La letteratura

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Quello a Trieste deve essere obbligatoriamente anche un viaggio culturale così vi consigliamo di andare alla ricerca delle tre statue dedicate a Italo Svevo, a Umberto Saba e James Joyce. I primi due erano triestini di nascita, Joyce, invece, di origine irlandese, amante della letteratura italiana, si trasferì a Trieste per lavoro. La statua di Svevo si trova in Piazza Hortis, quella di Saba in via San Nicolò e quella di Joyce sul ponte del Canal Grande.

  1. Hotel Italia

Se decidete di dormire a Trieste prendete in considerazione l’Hotel Italia situato vicino ad un grande parcheggio, a poca distanza dalla Stazione Centrale e vicinissimo alle vie del centro. Le camere sono spaziose e da poco rinnovare, pur mantenendo un delizioso fascino vintage. Il personale gentilissimo è disponibile ad ogni richiesta inerente il soggiorno; non mancheranno di consigliarvi cosa fare in città e come vivere al meglio il vostro soggiorno. La colazione è ricca e varia, il caffè Illy ne è il vero protagonista, e vi si trovano anche prodotti senza glutine.

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Linda F.

Linda F.

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Crede anche nell'essenza profonda della fotografia e nel valore delle parole. Crede che non ci sia modo migliore di organizzare un viaggio se non i consigli di chi quel viaggio l'ha già fatto ...
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